Anthony Fauci - (Immagine generata con IA tramite Grok Imagine di xAI)..
Anthony Fauci – (Immagine generata con IA tramite Grok Imagine di xAI)..

 

 

di Sabino Paciolla

 

Quando a fine luglio il senatore Rand Paul ha reso pubblico il diario personale di Anthony Fauci — oltre mille pagine relative al periodo della pandemia — è emerso un dettaglio che contraddice quanto l’ex direttore del NIAID ha sempre dichiarato pubblicamente. Il NIAID è il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, l’agenzia governativa statunitense leader mondiale nella ricerca medica sulle malattie infettive, immunologiche e allergiche, il cui ex direttore era appunto Anthony Fauci. Il 26 gennaio 2020 Fauci annotò che il mercato “umido” di Wuhan, da lui più volte indicato come origine del contagio, non era in realtà “la fonte, ma l’amplificatore” dell’epidemia. Una nota privata che si scontra con la narrazione ufficiale mantenuta per anni davanti all’opinione pubblica. 

Lo riporta Kali Fontanilla in un suo ottimo articolo, che consiglio di leggere per intero, pubblicato su Capital Research.

Dietro questa frase si nasconde la vicenda di EcoHealth Alliance, fondata nel 1971 con il nome di Wildlife Trust, organizzazione statunitense senza scopo di lucro poco nota al grande pubblico nonostante avesse ricevuto decine di milioni di dollari di fondi federali. Il suo ruolo non era quello di un laboratorio, ma di intermediario: riceveva sovvenzioni da agenzie come i National Institutes of Health e ne girava una parte a ricercatori esteri, tra cui quelli dell’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV). Il Dipartimento di Stato americano attribuisce oggi al WIV ricerche di “guadagno di funzione” — il potenziamento di virus per renderli più pericolosi e contagiosi, vietato dai finanziamenti federali dal 2014 — condotte con scarsa trasparenza. 

EcoHealth Alliance è ben nata ai lettori di questo blog in quanto di essa si è parlato più volte negli scorsi anni (qui).

Da Wildlife Trust a “organizzazione sostanzialmente governativa” 

Tra il 2013 e il 2020, Dipartimento della Difesa e Sicurezza Interna versarono a EcoHealth quasi 39 milioni di dollari, di cui oltre 34 milioni tramite la Defense Threat Reduction Agency, l’agenzia del Pentagono che dovrebbe scoraggiare la proliferazione di armi di distruzione di massa.

Nel 2014 la Casa Bianca di Obama impose il divieto di finanziare con fondi federali la ricerca sul Guadagno di Funzione (GoF). Da allora, i beneficiari di sovvenzioni federali che avrebbero potuto essere potenzialmente utilizzate per la ricerca sul GoF (come EcoHealth) furono tenuti a dimostrare la conformità a tale divieto.

Segnalo una strana coincidenza tra la data del 2014 del divieto di Obama sopra indicato e la partenza della data, 2014, della grazia preventiva decennale (fino al 2025) concessa dal presidente Biden a Anthony Fauci. La grazia preventiva, già di per sé anomala, comincia ben 6 anni prima dello scoppio della pandemia. Questa è una domanda che è alla ricerca di una degna risposta.

Nel gennaio 2023 l’Ispettore Generale dell’HHS concluse che EcoHealth non aveva monitorato adeguatamente i subappalti con Wuhan, mancando occasioni di supervisione. Ne seguirono sanzioni a catena con tagli di finanziamenti sia al laboratorio di Wuhan che a EcoHealth, la quale nell’aprile 2025 ha cessato l’attività.

Come nacque la teoria “ufficiale” 

Il primo febbraio 2020 lo scienziato Jeremy Farrar, ex collaboratore di Daszak, organizzò una teleconferenza con Fauci e altri dieci esperti per discutere l’origine del virus. Secondo il diario, solo due dei dodici partecipanti ritenevano probabile un’origine naturale; la maggioranza considerava plausibile un “inserimento deliberato” (intervento dell’uomo e non evoluzione naturale) e indicava proprio la ricerca sui coronavirus dei pipistrelli condotta da Zheng-Li Shi al WIV, storica collaboratrice di Daszak, come possibile fonte. 

La dottoressa Zheng-Li Shi, soprannominata «Bat Woman», è ben nota ai lettori di questo blog (si veda ad esempio questo articolo rilanciato nell’ottobre 2021).

Nonostante ciò, quattro dei partecipanti a quella chiamata scrissero pochi giorni dopo l’articolo “Proximal Origin“, pubblicato a metà marzo 2020 su Nature Medicine, che escludeva qualsiasi scenario legato a un laboratorio. Il 17 aprile 2020, in una conferenza stampa alla Casa Bianca, Fauci citò proprio quello studio per rassicurare pubblicamente sull’origine naturale del virus. Il giorno dopo Daszak gli scrisse privatamente per complimentarsi, definendo le sue parole utili a “sfatare i miti” sulle origini del virus. Già a febbraio, del resto, Daszak aveva contribuito a una lettera su The Lancet, firmata da 27 scienziati, che condannava come “teorie del complotto” ogni ipotesi diversa dall’origine naturale. 

Per oltre un anno la stampa internazionale ha citato “Proximal Origin” come fonte definitiva, fino a quando, tra fine 2021 e inizio 2023. Però attenzione, l’FBI ha reso nota una fiducia crescente nell’ipotesi dell’incidente di laboratorio, posizione a cui si è allineata anche la CIA nel gennaio 2025

Le domande rimaste aperte 

Nel maggio 2021, appreso che l’HHS avrebbe deferito EcoHealth al proprio Ispettore Generale, Fauci scrisse nel diario di voler scrivere un editoriale per esporre “la nostra versione dei fatti”, bollando intanto i sospetti come farneticazioni di “teorici della cospirazione di destra”. Due mesi dopo definì “molecolarmente impossibile” che i virus studiati con quei fondi si fossero trasformati in SARS-CoV-2. Oggi David Morens, ex consigliere di Fauci al NIAID, è indagato per aver presumibilmente cospirato per ripristinare finanziamenti cancellati e per la distruzione di documenti sulle origini del Covid; Daszak sarebbe, secondo quanto riportato, in qualche modo coinvolto nella vicenda. 

 

 

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