Il COVID-19 dovrebbe essere una malattia da vaccino o una malattia infantile?

Documentata risposta all’ articolo, pubblicato sulla rivista medica BMJ, che si interrogava se fosse necessario attendere per la vaccinazione anti Covid-19 nei bambini. Firmata da:

  • Christine Stabell Benn, medico, capo del progetto Bandim Health e professore di salute globale all’Istituto Danese di Studi Avanzati dell’Università della Danimarca meridionale.
  • Peter Aaby antropologo e medico, fondatore del Bandim Health Project, sistema di sorveglianza sanitaria e demografica in Guinea-Bissau, nell’Africa occidentale.

I due scienziati sostengono l’opportunità di trattare il Covid-19 come malattia infantile, permettendo ai bambini di sviluppare gli anticorpi naturali, piuttosto di esporli ad una vaccinazione, che mette inutilmente a repentaglio la loro salute, oltre a provocare il proliferare delle varianti.

La traduzione è a cura di Wanda Massa.

 

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Caro editore

Nella discussione riguardante la vaccinazione COVID-19 nei bambini, sembrano mancare diversi aspetti.

In primo luogo, la vaccinazione dei bambini si basa su un modesto studio di fase 3 sponsorizzato da Pfizer su 2260 adolescenti randomizzati al vaccino BNT162b2 COVID-19 o alla soluzione salina.

Il documento risultante conclude che il vaccino “aveva un profilo di sicurezza favorevole” (1). Tuttavia, in base ai dati presentati nella tabella supplementare 2, nel gruppo di età 12-15 anni, 7/1131 vaccinati contro 2/1129 non vaccinati hanno avuto un evento avverso grave (1), cioè un rischio 3 volte maggiore.

Nel gruppo di età 16-25 anni presentato nello stesso documento, 9/536 vaccinati contro 3/561 non vaccinati hanno avuto un evento avverso grave (1), cioè anche un rischio 3 volte maggiore. I risultati combinati indicano un rischio aumentato di 3,28 (intervallo di confidenza al 95% da 1,21 a 8,94) di eventi avversi gravi negli adolescenti/giovani adulti vaccinati (2).

In numeri assoluti, 1 su 100 vaccinati ha sperimentato un evento grave, contro 3 su 1000 non vaccinati. I dati non sono stati presentati per sesso.

Un vaccino protettivo può avere effetti negativi non specifici e differenziati per sesso sulla salute generale (3). Per esempio, un vaccino protettivo contro il morbillo ha dovuto essere ritirato dopo essere stato associato a una mortalità per tutte le cause 2 volte superiore per le femmine (4). Un vaccino parzialmente protettivo contro la malaria è stato recentemente associato a una mortalità femminile 2 volte superiore (5).

Queste osservazioni epidemiologiche indicano che mentre i vaccini proteggevano dalla malattia target, aumentavano la vulnerabilità ad altre malattie.

In altre parole, la protezione specifica è arrivata al prezzo di una maggiore vulnerabilità ad altre malattie. Questo fenomeno epidemiologico di effetti negativi non specifici è stato collegato alla tolleranza immunitaria innata (3, 6).

Anche se il numero di partecipanti era modesto, l’unico studio finora del vaccino BNT162b2 (Pfizer) COVID-19 indica che questo vaccino induce tolleranza immunitaria innata verso ligandi (ione o molecola in grado di donare i suoi elettroni per formare un legame di coordinazione, ndt) batterici e virali (7).

Così, la protezione contro COVID-19 potrebbe venire al prezzo di un aumento del rischio di altre infezioni.

Altri vaccini pandemici hanno poi scoperto di aver causato effetti collaterali rari ma gravi, come la sindrome di Guillain-Barré nei destinatari di vaccini antinfluenzali nel 1976, e la narcolessia legata a una marca di vaccino contro l’influenza suina nel 2009 (8).

Nessuno degli studi di fase 3 dei vaccini COVID-19 è stato progettato per studiare sia gli effetti non specifici differenziati per sesso, sia i rari ma gravi effetti collaterali a lungo termine (8).

Dato il basso rischio di COVID-19 grave in bambini precedentemente sani – nessuno nello studio di fase 3 sponsorizzato da Pfizer (1) – non è chiaro che i benefici del vaccino superino i danni nei bambini sani.

In secondo luogo, gli argomenti a favore della vaccinazione dei bambini includono che l’infezione nei bambini potrebbe portare a varianti più pericolose.

Le varianti che destano preoccupazione sono in genere il risultato di infezioni persistenti in persone immunocompromesse che possono far sì che il virus cambi più frequentemente perché il sistema immunitario della persona non può eliminare il virus così rapidamente come il sistema immunitario di una persona sana (9).

È improbabile che i bambini presumibilmente sani, che in genere hanno infezioni molto lievi/di breve durata, diano origine a varianti preoccupanti. Da notare che gli individui che hanno avuto un’infezione da COVID-19, probabilmente avranno un’ampia resistenza alle varianti di SARS-CoV2 (10), e quindi contribuiranno in modo importante all’immunità di gruppo.

Questo ci porta al terzo punto: Il COVID-19 dovrebbe essere una malattia da vaccino o una malattia infantile? C’è stata sorprendentemente poca discussione sul futuro del COVID-19. Molte persone sembrano assumere che il COVID-19 diventerà una malattia per la quale vaccineremo l’intera popolazione forse annualmente o biennalmente. Questo sarà costoso – e potenzialmente dannoso, se le vaccinazioni (ripetute) avranno effetti negativi. Non pensiamo che la vaccinazione di tutta la popolazione sia necessaria; infatti, potrebbe essere controproducente per la società.

I Corona-virus umani endemici conosciuti (HCoV) infettano la maggior parte delle persone prima dei 15 anni; in seguito le persone possono essere nuovamente infettate, ma come evidenziato dalla mancanza di risposte IgM, la risposta è una risposta di richiamo (11). Questi HCoV raramente causano malattie gravi fino all’età dell’immunosenescenza e non prenderemmo mai in considerazione la vaccinazione contro gli HCoV a livello di popolazione, anche se esistessero i vaccini.

Dato che siamo così fortunati che la SARS-CoV2 causa molto raramente malattie gravi nei bambini, il modo più sicuro ed economico di procedere sembra essere quello di trattare la SARS-CoV2 alla stregua di una malattia infantile comune come gli altri HCoV. Questo avverrebbe permettendo alla SARS-CoV2 di infettare i bambini, che in tal modo diventerebbero probabilmente protetti dalla malattia grave fino alla tarda età adulta. È importante notare che questa transizione della SARS-CoV2 in una malattia infantile sarebbe ritardata se ci fosse troppo poca SARS-CoV2 in circolazione.

Come notato da altri: “Una volta che la maggior parte degli adulti sono vaccinati, la circolazione della SARS-CoV-2 può essere in effetti auspicabile, in quanto è probabile che porti a un’infezione primaria all’inizio della vita, quando la malattia è lieve, seguita da riesposizioni di richiamo durante l’età adulta… Questo manterrebbe le reinfezioni lievi e l’immunità aggiornata“(12).

In conclusione, ci sono buoni argomenti per cui non vaccinare i bambini può in effetti servire diversi scopi a livello individuale e sociale:

  • Non vaccinare i bambini protegge i bambini dai potenziali danni sconosciuti delle vaccinazioni COVID-19.
  • Non vaccinare i bambini dà loro l’opportunità di sviluppare un’ampia immunità naturale, contribuendo all’immunità di gregge e accelerando la transizione della SARS-CoV2 in una malattia infantile.

I costi evitati per rendere la COVID-19 una malattia vaccinale, per la quale vacciniamo tutta la popolazione magari annualmente o biennalmente, potrebbero essere ben spesi per altri problemi di salute come il fumo, il cancro, l’obesità e la salute mentale.

Riferimenti

  1. Frenck RW, Jr., Klein NP, Kitchin N, Gurtman A, Absalon J, Lockhart S, et al. Safety, Immunogenicity, and Efficacy of the BNT162b2 Covid-19 Vaccine in Adolescents. N Engl J Med. 2021.
  2. Benn CS. https://www.linkedin.com/posts/christine-stabell-benn_safety-immunogenic…. LinkedIn post 2021.
  3. Benn CS, Fisker AB, Rieckmann A, Sørup S, Aaby P. Vaccinology: time to change the paradigm? Lancet Infect Dis. 2020.
  4. Aaby P, Jensen H, Samb B, Cisse B, Sodemann M, Jakobsen M, et al. Differences in female-male mortality after high-titre measles vaccine and association with subsequent vaccination with diphtheria-tetanus-pertussis and inactivated poliovirus: reanalysis of West African studies. Lancet. 2003;361(9376):2183-8.
  5. Klein SL, Shann F, Moss WJ, Benn CS, Aaby P. RTS,S Malaria Vaccine and Increased Mortality in Girls. MBio. 2016;7(2):e00514-16.
  6. Blok BA, de Bree LCJ, Diavatopoulos DA, Langereis JD, Joosten LAB, Aaby P, et al. Interacting, Nonspecific, Immunological Effects of Bacille Calmette-Guerin and Tetanus-diphtheria-pertussis Inactivated Polio Vaccinations: An Explorative, Randomized Trial. Clin Infect Dis. 2020;70(3):455-63.
  7. Föhse FK, Geckin B, Overheul GJ, van de Maat J, Kilic G, Bulut O, et al. The BNT162b2 mRNA vaccine against SARS-CoV-2 reprograms both adaptive and innate immune responses. medRxiv. 2021:2021.05.03.21256520.
  8. Doshi P. Will covid-19 vaccines save lives? Current trials aren’t designed to tell us. Bmj. 2020;371:m4037.
  9. Peacock TP, Penrice-Randal R, Hiscox JA, Barclay WS. SARS-CoV-2 one year on: evidence for ongoing viral adaptation. J Gen Virol. 2021;102(4).
  10. Ferretti AP, Kula T, Wang Y, Nguyen DMV, Weinheimer A, Dunlap GS, et al. Unbiased Screens Show CD8(+) T Cells of COVID-19 Patients Recognize Shared Epitopes in SARS-CoV-2 that Largely Reside outside the Spike Protein. Immunity. 2020;53(5):1095-107.e3.
  11. Zhou W, Wang W, Wang H, Lu R, Tan W. First infection by all four non-severe acute respiratory syndrome human coronaviruses takes place during childhood. BMC Infect Dis. 2013;13:433.
  12. Lavine JS, Bjornstad O, Antia R. Vaccinating children against SARS-CoV-2. BMJ. 2021;373:n1197.

 

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