Ricevo e volentieri pubblico.

 

 

Il manifesto metteva in evidenza la pericolosità, per le donne, di assumere la pillola abortiva RU 486  fino alla nona settimana e senza un ricovero per una decisione presa dal ministro Speranza la scorsa estate. In particolare nelle immagini si vede una donna priva di sensi con una mela in mano e la scritta: «Prenderesti mai del veleno?». Il riferimento è, spiega in un comunicato Toni Brandi, presidente di “Pro Vita e Famiglia”, ai numerosissimi casi di «emorragie, setticemie, distruzione del sistema immunitario, depressione e anche la morte» che si sono registrati negli ultimi anni. Apriti cielo. La Casa delle Donne di Milano è subito insorta dicendo: «Si tratta di una indegna menzogna e di una grave violazione del corpo e della dignità delle donne. L’ennesima violenza che non siamo disposte a tollerare». «Non bastavano i negazionisti del Covid – rilancia Non Una Di Meno Milano – ci mancavano pure quelli della pillola RU486 e del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza». Non sembra esserci alcuna preoccupazione per le mamme che hanno assunto questa pillola e ne hanno subito danni permanenti, figuriamoci per i loro bambini morti.

La reazione di Palazzo Marino non si è fatta certo attendere, la consigliera del Pd Diana De Marchi, presidente della commissione Pari opportunità ha infatti annunciato: «Ci siamo già attivati per farlo rimuovere perché è inaccettabile: la libertà delle donne va rispettata sempre», poco dopo i manifesti sono stati infatti tolti.

Questo è un vero e proprio atto di censura della libera manifestazione del pensiero, nonché una violenza per quelle mamme che assumo la pillola Ru486 senza conoscerne gli effetti sul proprio corpo. 

Noi non ci stiamo.

Per questo ci uniamo alla mobilitazione organizzata da Ora et Labora in supporto di Pro Vita e Famiglia e contro la dittatura del politicamente corretto.

Lunedì 21 dicembre ore 10.00

MILANO, piazza della Scala

 

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1