Big Brother

 

 

di Pietro Marinelli

 

Leggo il comunicato stampa del 28 giugno 2024 dell’Associazione “Le verità nascoste”: contiene un messaggio dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò per il progetto “NO AGENDA 2030”. Dice che “AGENDA 2030 rappresenta un piano estremamente pericoloso che, sotto la facciata della sostenibilità e delle politiche ‘green’, mira a restringere progressivamente la nostra libertà mediante l’utilizzo di strumenti quali i crediti carbon, crediti sociali, identità digitale, moneta digitale, conflitti militari, il progetto ‘One Health’ dell’OMS, pandemie, vaccinazioni, carestie, povertà, guerre, le città di 15 minuti ed altre misure”.

L’Arcivescovo continua citando il “Grande reset” di Klaus Schwab e il Nuovo Ordine Mondiale. E sostiene che tale processo avvenga mediante la demolizione delle tradizioni, della cultura e del tessuto socio-economico dei Paesi Occidentali, oltre che delle istituzioni consolidate nel corso dei secoli.

La mia prima reazione, istintiva, è quella di pensare: “Ma che esagerazione! E poi, sono sempre le stesse cose! È un miscuglio di affermazioni gonfiate e prive di ogni effettivo riscontro con la realtà!”.

Poi mi stacco dalla lettura perché voglio andare a fare un trasferimento di denaro ad un mio amico sacerdote. Mi sono convinto infatti che sia meglio spedire aiuti concreti alle persone che si conoscono e che si è sicuri che li utilizzino bene per gli altri. In quest’ottica ho privilegiato gli invii di denaro ai preti in missione che ho personalmente conosciuto.

Mi trovo però abbastanza spiazzato perché alcune agenzie di trasferimento di denaro mi hanno bloccato e non posso più spedire l’aiuto economico che vorrei tramite di esse. Nel caso specifico sono stato bloccato da RIA e da Western Union. Peraltro, non mi è stato comunicato alcunché, non solo la motivazione ma nemmeno mi è arrivato un avviso, mentre io sono anni che utilizzavo questi strumenti.

Voglio provare ancora, per vedere se rimane il blocco, ma niente da fare, non riesco neanche ad iniziare il procedimento di invio. Allora chiedo, nell’Internet Point nel quale stavo cercando di farlo, il numero dell’assistenza RIA.

Dopo alcuni minuti mi risponde un tizio, al quale chiedo di sbloccarmi, ma lui che dice di non poter risolvere il mio problema perché ha la competenza solo per i procedimenti già avviati e il mio non era stato ancora iniziato.

Mi dice di rivolgermi all’ufficio legale di RIA e mi mette in comunicazione con esso. Mi risponde un altro tizio, al quale espongo la mia situazione: vorrei effettuare un trasferimento di denaro all’estero e non mi è possibile in quanto RIA mi ha bloccato.

Il tizio mi chiede nome e cognome, il numero di carta d’identità, poi comincia a chiedermi il perché del trasferimento di denaro. Io rispondo che è una donazione, e lui afferma che RIA non effettua donazioni di denaro. “Non accettate le donazioni? Ma che cosa sta dicendo?” Ribatto io, francamente sbalordito, in quanto la stragrande maggioranza di trasferimenti di denaro all’estero sono donazioni ai propri familiari. Poi continuo: “Guardi che io non sono un finanziatore di attività terroristiche; vorrei spedire ad un prete cattolico in missione”. Lui ribatte: “Noi accettiamo solo i trasferimenti a persone conosciute”. Io insisto: “Ma io lo conosco personalmente”. E lui: “E dove lo ha conosciuto?” Io sbotto: “Ma che è, la Gestapo? O meglio ancora, la Gepeu?” Nessun commento. Poi aggiungo il luogo nel quale ho conosciuto il prete, ma anche questo cade nel vuoto: nessuna reazione.

Ho l’impressione che il tizio abbia già deciso di non sbloccarmi, perché deve aver visto qualcosa sul suo computer. Infatti, continua chiedendomi se ero registrato e il numero cliente, come se non potesse vederlo lui direttamente dalla sua postazione.

Alla fine lo mando a quel Paese e mi organizzo in altro modo.

Mi sembra un colloquio surreale; è come se questo tizio fosse un funzionario statale che non ha alcun interesse alla produzione e al profitto della sua azienda: ma qui non si tratta di una istituzione pubblica e dovrebbe esserci un’attenzione al cliente e al suo interesse, più che non la sovrapposizione di ostacoli burocratici per indurre il malcapitato ad abbandonare l’impresa.

Forse sono semplicemente addetti di un “call center” che non hanno e non vogliono responsabilità di alcun tipo e quindi cercano di evitare le grane invece di risolverle, mi dico. Però questo è l’ufficio legale, e avrebbero dovuto almeno cercare di affrontare la questione.

Cerco di capire: sarà perché il sistema mi ha segnalato? E cosa avrei fatto per essere indicato come pericoloso? Mi sorgono le ipotesi più strane, in quanto non ho avuto mai alcuna spiegazione del blocco. Sarà perché sono stato etichettato come “professore negazionista” dalla stampa di regime perché ho sostenuto che il numero di sei milioni di morti ebrei nei campi di concentramento nazisti è gonfiato? Ma se fosse così, questo significherebbe che c’è un’organizzazione capillare che controlla ogni nostro movimento monetario!

Mi sembra tutto molto assurdo, ma tant’è.

 


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