prof. Alessandro Orsini, docente alla LUISS
prof. Alessandro Orsini, docente alla LUISS

 

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

La faccia di Alessandro Orsini, professore di sociologia alla Luiss e massimo esperto di terrorismo internazionale, mentre parlava in TV era emblematica: niente sorrisetti alla Parenzo, niente ammiccamenti alla Paone, niente complicità con conduttori-ripetitori come Merlino, Gentili o Brindisi. Tono grave e sguardo preoccupato, il prof. Orsini sapeva di dover pagare per aver osato esprimere delle opinioni non allineate. Per questa sua audacia ha pagato.

Orsini paga per aver osato criticare il presidente ucraino Zelensky, diventato ormai un eroe nazionale in Italia, osannato in parlamento da una maggioranza bulgara, e per aver suggerito che alimentare il confronto frontale contro Putin porterebbe inevitabilmente ad una terza guerra mondiale, guerra in cui ci starebbe portando proprio il presidente ucraino. Per tutto questo il professore è stato invitato a tacere.

Non siamo nella Russia di Putin ma nell’Italia di Draghi e di Mattarella che da anni fanno dell’Italia quello che viene loro chiesto di fare. Persino portarla dentro una guerra già geograficamente troppo vicina, in cui avremmo dovuto ricoprire un ruolo di primo piano per il dialogo diplomatico per la pacificazione. Ma a Draghi è stato chiesto di entrare in guerra e lui obbedisce perché “guardare altrove è da vili”. Chi non è d’accordo è col nemico e dunque deve accomodarsi e tacere.

Ma agli italiani va bene così: pagare comici e attori per istruirci ed illuminarci in prima serata va più che bene al paese. Abbiamo influencer buoni per ogni salotto: dopo la sfilata di virologi (oramai nel dimenticatoio e in agonia in crisi di astinenza mediatica) abbiamo Paone come ricercatore scientifico, Parenzo come giornalista (che ha insultato il prof. Orsini in diretta definendo il suo pensiero una “supercazzola”), esponenti del PD come tuttologhi, maestri di vita buona e di pensiero nobile. Per questo possiamo permetterci di silenziare e cacciare via professori ed esperti che non sottoscrivono quelle narrazioni che la gente che conta ha stabilito siano quelle giuste, quelle ufficiali.

Così siamo capaci di ridicolizzare filosofi come Cacciari e Agamben, storici di fama come Cardini e Barbero, medici come Frajese e sociologi come Orsini. Come è possibile tutto questo? A quale logica rispondono queste insensatezze? È molto semplice: è il PD che lo vuole. Esponenti del Partito Democratico hanno chiesto alla RAI di silenziare il professore e il suo contratto è stato annullato in obbedienza alla voce del potere.

Ma cosa è il PD e chi rappresenta in Italia?

Partito minoritario se si parla di consensi ma maggioritario in parlamento, il PD non altro che il partito di Napolitano e Mattarella (quello che “Vi lascio un paese unito” e poi non lo lasciò); il partito che, pur senza avere più un elettorato in Italia e senza riuscire a vincere una elezione (che sia regionale, comunale o condominiale), governa il paese da più di quindici anni, a prescindere dal risultato delle elezioni. “Che vinca o perda il PD governa”. Dunque, il PD protesta contro Orsini? Bene, la Rai lo censura e i giornali lo dileggiano. Il popolo va istruito, va avvertito.

Non siamo certo nella Russia di Putin (la cui testa è stata chiesta dal piddino Romano in diretta TV perché “non eletto dal popolo”. Boom!) ma nell’Italia di Draghi e Mattarella dove avere delle opinioni porta alla sospensione dello stipendio, all’esclusione dalla vita sociale e alla pubblica gogna.

In questo paese delle meraviglie, con il caso Orsini (che ben presto dimenticheremo) il governo dà un segnale forte e chiaro che sentenzia: 1) In Italia si fa quello che chiede il PD. 2) Il PD non ammette il contraddittorio 3) Chi la pensa diversamente si accomodi e taccia 4) Si punisce uno per educarne cento 5) La guerra è giusta e l’Italia ci entra.

«Fuori un altro. Mamma Dem comanda e la Rai ubbidisce. E censura il prof. Orsini perché non è allineato al catechismo di regime. Quando ci ribelleremo alla cupola politica, mediatica, giudiziaria del politically correct made in Pd?». Così commenta Marcello Veneziani uno che, se dovesse un giorno nascere un partito conservatore in Italia, dovrebbe formarne personalmente la classe dirigente.

Purtroppo in Italia l’unico vero partito conservatore che esiste è il PD che continua a conservare il privilegio del potere che nessun italiano (se non qualche nostalgico ex-comunista redento, qualche vescovo e qualche buon anima santegidina) gli ha concesso tramite l’opzione del voto, come vorrebbe una vera democrazia.

Eppure questi impresentabili pacifisti alla John Lennon ci portano ora in guerra per difendere la libertà e la democrazia a suon di missili e di carri armati. Chi tace acconsente. Chi non tace, finirà per acconsentire.

 

Qui il video dell’intervista al prof. Orsini in cui dice: “Le mie analisi sulla guerra toccano consorterie potenti, che si stanno coalizzando per colpirmi

 

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