Un esempio chiaro che evidenzia dove sta arrivando il totalitarismo trans. Ce lo racconta Jonathon Van Maren nel suo articolo su Lifesitenews nella traduzione di Elisa Brighenti.

 

 

Se volete sapere fino a che punto possono arrivare i tentacoli del totalitarismo trans, leggete quello che è successo a Vancouver, in Canada, nel fine settimana.

Chris Elston, insieme ad Amy Hamm,  un fan  di Harry Potte il cui autore è J.K. Rowling, ha commissionato un cartellone pubblicitario a Pattison Outdoor che riportava il semplice slogan “I *disegno del cuore* J.K. Rowling”, in risposta a un manifesto con le stesse parole che era stato rimosso da Network Rail, in Scozia. Elston e Hamm avevano un contratto di tre mesi per il cartellone.

Elston ha riferito al Global News che la Rowling è stata di recente presa di mira ingiustamente (leggi qui e qui) a motivo delle sue opinioni sul transgenderismo  (cosa di cui il sottoscritto e altri hanno discusso ampiamente per LifeSiteNews.com). “Una donna che non ha fatto altro che esprimere preoccupazione per l’erosione dei diritti delle donne e la medicalizzazione dei bambini a cui viene insegnata l’ideologia di genere [è stata presa di mira]”, ha detto al Global. “E’ entrata nel dettaglio di tutte le questioni di tutela personale di cui donne e ai bambini possono venire privati”.

A meno di due giorni dall’affissione all’incrocio tra East Hastings e Glen Drive, il cartellone è stato prontamente danneggiato con la vernice e poi tolto completamente a fronte di una reazione immediata della comunità LGBT. La consigliera Sarah Kirby-Yung dell’Associazione Indipendente di Vancouver ha affermato che lo slogan esprimeva in realtà un discorso di odio.

“Dicendo: ‘Io Amo J.K. Rowling’, [frase] che è stata chiaramente associata alla denuncia della comunità trans, si palesava l’intento di volersi schierare contro  l’inclusività e contro la comunità trans”, ha osservato Kirby-Yung in modo piuttosto incoerente. “Come consigliere comunale, quando mi trovo di fronte a determinate cose, sento che  abbiamo la responsabilità di denunciarle e di opporci a comportamenti che creano divisioni, sento che abbiamo questa responsabilità. È molto difficile tornare indietro una volta che quelle ferite sono state inflitte”.

Nella sua dichiarazione al CTV News, Kirby-Yung è stata più schietta: “Penso che ci sia l’intenzione di incitare all’odio senza contravvenire ufficialmente . . . alle linee guida del discorso dell’odio. Ma il chiaro intento è quello di fomentare la divisione e di essere esclusivi nei confronti delle persone nella nostra città”.

Per essere chiari: questo consigliere comunale sta sostenendo che un cartellone con scritto “Io Amo J.K. Rowling” sia capace di “infliggere ferite”. Tanti saluti alla resilienza della comunità trans.

Il Global News ha persino rintracciato un altro residente di Vancouver che concordasse con Kirby-Yung. “Avere un cartello così audace in una strada affollata… manda davvero un messaggio di un certo tipo, e per un individuo queer è un po’ doloroso vedere qualcosa che potrebbe risultare sgradevole”.

L’attivista transessuale Sophia Banks si è spinta ancora più in là. “Lascia che ti spieghi una cosa in quanto donna trans (uomo biologico, ndr), sul cartellone di  Vancouver”, ha dichiarato su Twitter. “Questo messaggio mi definisce (in quanto donna trans) una pericolosa predatrice a cui dovrebbe essere negato l’accesso agli spazi delle donne. Incoraggia la violenza maschile contro di noi. Incoraggia l’abuso dei bambini”.

A questo punto potrebbe servirvi un promemoria per ricordarvi che il cartellone in questione dice “Io Amo J.K. Rowling”. All’interno di questa affermazione, a quanto pare, c’è un richiamo alla violenza, all’abuso di minori e al riferimento ai trans che sarebbero violenti predatori. Per inciso, Rowling non ha detto nulla di tutto questo ed è realmente una sostenitrice di lunga data della politica LGBT.

La fotografa di Vancouver Antonia Allan ha creato una petizione per far rimuovere il cartello, e ha detto alla CBC di essere “inorridita”, che la scritta “è apparentemente innocente, ma quando si tratta di arrivare al dunque, il sostegno a J.K. Rowling equivale  al sostegno verso il femminismo anti-trans”.

L’attivista trans Morgane Oger, un ex candidato del Nuovo Partito Democratico della B.C., è d’accordo: “La gente troppo a lungo ha usato segnali di messaggistica dall’aspetto innocuo per intimidire o per provocare le persone a reagire, e questo è un altro di questi segnali. Lo scopo è quello di molestare la comunità, prendendo di mira le persone per quello che sono e cercando di farle reagire attraverso un messaggio che solo loro riconoscono”.

Ecco fatto. J.K. Rowling, una progressista pro-aborto, pro-LGBT, le cui opere si trovano in quasi tutte le librerie di Vancouver, è ora considerata al pari di una lebbrosa, e un cartellone pubblicitario, che dichiara semplicemente affetto per lei, diventa letteralmente una dichiarazione di guerra alle persone transgender e può essere etichettato come un discorso di odio e incitamento alla violenza. Pattison Outdoor ha smontato il cartellone senza dare spiegazioni.

Cosa significa tutto questo per la libertà di parola? Credo che lo sappiamo già. Se sostenere un autore che disprezza le opinioni dei cristiani tradizionali quanto qualsiasi attivista LGBT significa oltrepassare ogni limite, possiamo allora essere certi che questi stessi attivisti sarebbero più che felici di chiudere le chiese, bruciare i libri e limitare ogni opinione dissenziente in nome della protezione delle persone dalla violenza alla prima occasione. E considerando la velocità con cui questo cartellone è stato tolto, questa possibilità potrebbe arrivare prima di quanto pensiamo.

Come ha detto Chris Elston a proposito del suo cartellone pubblicitario: “Oggi viviamo in una società in cui non si può nemmeno porre la domanda”.

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