Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Diane Montagna e pubblicato su Catholic Herald. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Il cardinale Robert Sarah e il vescovo Athanasius Schneider
Il cardinale Robert Sarah e il vescovo Athanasius Schneider

 

In un raro intervento, il cardinale Robert Sarah ha affermato che “la crisi della Chiesa è entrata in una nuova fase: la crisi del Magistero”.

Parlando a una folla in piedi il 26 ottobre a Roma, in occasione della presentazione del nuovo libro del vescovo Athanasius Schneider “Credo: Compendio della fede cattolica” (Sophia Press, 2023), l’ex prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha osservato che “una vera cacofonia regna oggi negli insegnamenti dei pastori”.

Vescovi e sacerdoti “sembrano contraddirsi l’un l’altro” e impongono le loro opinioni personali “come se [fossero] una certezza”. Il risultato, ha detto il cardinale guineano, “è confusione, ambiguità e apostasia. Grande disorientamento, profondo smarrimento e devastanti incertezze sono state inoculate nelle anime di molti credenti cristiani”.

Tuttavia, sottolineando una distinzione cruciale, il cardinale Sarah ha detto ai presenti e a coloro che stavano guardando la diretta streaming (video qui): “Quando parliamo di crisi nella Chiesa, è importante sottolineare che la Chiesa, come Corpo Mistico di Cristo, continua ad essere ‘una, santa, cattolica e apostolica’… La Chiesa, come continuazione ed estensione di Cristo nel mondo, non è in crisi. Siamo noi, i suoi figli peccatori, ad essere in crisi”, ha detto.

Rifacendosi all’ultimo discorso del Signore nel Vangelo di San Giovanni, il cardinale ha inoltre insistito sul fatto che “il Magistero autentico, in quanto funzione soprannaturale del Corpo Mistico di Cristo, esercitato e guidato invisibilmente dallo Spirito Santo, non può essere in crisi; la voce e l’azione dello Spirito Santo sono costanti, e la verità verso cui ci conduce è ferma e immutabile”.

In questo contesto, ha elogiato il nuovo Compendio del Vescovo Schneider come un aiuto per quei “piccoli che sono ‘affamati del pane della retta dottrina’”, aggiungendo che “si rivelerà anche uno strumento importante nell’essenziale lavoro missionario di evangelizzazione e apologetica nell’annunciare la verità salvifica di Gesù Cristo nel nostro mondo che ne ha così disperatamente bisogno”.

Le osservazioni del cardinale Sarah, pronunciate durante l’ultima settimana del “Sinodo sulla sinodalità”, arrivano a meno di un mese dalla pubblicazione di una serie di domande (dubia) che lui e altri quattro cardinali hanno inviato a Papa Francesco in vista dell’assemblea vaticana del 4-29 ottobre, esprimendo le loro preoccupazioni e chiedendo chiarimenti su punti di dottrina e disciplina.

Di seguito il testo ufficiale in inglese del discorso del cardinale Sarah, che Sua Eminenza ha gentilmente approvato per la pubblicazione.

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Presentazione del Cardinale Robert Sarah di “Credo: Compendio della Fede Cattolica” 
Roma, giovedì 26 ottobre 2023

 

Innanzitutto, vorrei ringraziare Sua Eccellenza il Vescovo Athanasius Schneider per avermi invitato a partecipare a questa presentazione del suo ultimo libro.

Ma come non ringraziare anche tutti voi qui presenti per la vostra amicizia e soprattutto per averci onorato della vostra presenza? Questa sera avete accettato di consacrare il vostro prezioso tempo per venire ad ascoltare illustri relatori che ci aiutano ad apprezzare questo Compendio e le ricchezze del mistero della nostra fede cattolica.

In questo momento di grave crisi nella Chiesa, di confusione, e soprattutto perché troppo spesso sentiamo dalla bocca di tanti alti prelati opinioni discordanti su questioni dottrinali e morali, e sull’accettazione di ideologie che negano Dio e i suoi insegnamenti sulla natura e la missione dell’uomo, la pubblicazione del libro “Credo: Compendio della fede cattolica” è un’iniziativa di grande importanza, giunta al momento giusto. Infatti, oggi regna una vera e propria cacofonia negli insegnamenti dei pastori: vescovi e sacerdoti. Sembrano contraddirsi l’un l’altro. Ognuno impone la sua opinione personale come se fosse una certezza. Il risultato è confusione, ambiguità e apostasia. Grande disorientamento, profondo smarrimento e devastanti incertezze sono state inoculate nell’anima di molti credenti cristiani.

Il filosofo tedesco Robert Spaemann ha descritto in modo appropriato questo smarrimento con una citazione dalla prima lettera dell’apostolo Paolo ai Corinzi: “Perché se la tromba dà un suono incerto, chi si preparerà alla battaglia?”. (1 Cor 14, 8). È proprio questo il motivo per cui ho scritto nel mio Endorsement:

Oggi si dicono così tante cose sulla fede cattolica – alcune confuse, altre del tutto errate – che dobbiamo essere profondamente grati al vescovo Schneider per questa esposizione fedele, succinta, profonda e veramente aggiornata dell’insegnamento della Chiesa cattolica. Assolutamente consapevole del dovere ricevuto con la sua consacrazione episcopale di tramandare fedelmente ciò che egli stesso ha ricevuto nella viva tradizione della Chiesa, in questo Compendio il vescovo Schneider invita tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad approfondire (e anche, se necessario, a correggere) la loro conoscenza della dottrina cattolica. Le sue domande e risposte chiare e concise facilitano questo compito, mentre la sua assidua annotazione delle fonti incoraggia un’esplorazione più profonda delle ricchezze della Fede.

Sono certo che questo libro servirà all’obiettivo del Vescovo Schneider di venire in aiuto di quei piccoli che “hanno fame del pane della retta dottrina”, ma si rivelerà anche uno strumento importante nell’essenziale lavoro missionario di evangelizzazione e apologetica nell’annunciare la verità salvifica di Gesù Cristo nel nostro mondo che ne ha così disperatamente bisogno.

Questo libro ci ricorda la natura e il contenuto ben strutturato delle verità cristiane. Ci aiuta a credere. Ma credere presuppone conoscere, e conoscere implica un impegno della ragione per meglio conoscere, interiorizzare, insegnare e trasmettere. Con questo libro ognuno di noi può essere messo in grado di ripercorrere il proprio cammino di fede, di tornare per così dire alle fonti fondamentali della fede, per riscoprire una fede serena che non si vergogna di se stessa. Questo libro può aiutarci a scoprire più profondamente Gesù Cristo, ad amarlo e a credere in Lui, e a poter dire con San Paolo: “So infatti a chi ho creduto e sono certo che egli è in grado di custodire ciò che gli ho affidato, fino a quel giorno” (2 Tim 1, 12).

Non crediamo in una dottrina, ma amiamo una Persona, Gesù Cristo, in cui crediamo. Non crediamo nei dogmi, nelle ideologie o nella sapienza di questo mondo (1 Cor 2,6), ma attraverso la nostra fede in Gesù Cristo, ognuno di noi può dire: “Credo in Gesù Cristo. Tuttavia, io vivo; non io, ma Cristo vive in me; e la vita che ora vivo nella carne la vivo per la fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,19-20). Crediamo in Colui che ha detto: “Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12). In assenza di luce tutto si confonde, è impossibile distinguere il bene dal male. È urgente, quindi, constatare ancora una volta che la fede è una luce, perché una volta che la fiamma della fede si spegne tutte le altre luci cominciano ad affievolirsi.

La luce della fede, infatti, è unica, perché è in grado di illuminare ogni aspetto dell’esistenza umana. Una luce così potente non può venire da noi stessi, ma da una fonte più primordiale: in una parola, deve venire da Dio. (Lumen fidei, 3-4). Quando si parla di crisi della Chiesa, è importante sottolineare che la Chiesa, in quanto Corpo mistico di Cristo, continua ad essere “una, santa, cattolica e apostolica”. Le fonti della teologia e l’insegnamento dottrinale e morale della Chiesa rimangono immutati e immutabili. La Chiesa, in quanto continuazione ed estensione di Cristo nel mondo, non è in crisi. Siamo noi, i suoi figli peccatori, ad essere in crisi. Essa gode della promessa di vita eterna: le porte dell’inferno non prevarranno mai contro di lei. Gesù dice a Pietro: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo Ecclesiam meam et portae inferi non praevalebunt adversum eam” (Matteo 16:18). Sappiamo e crediamo fermamente che in lei ci sarà sempre luce sufficiente per chi desidera sinceramente cercare Dio.

L’appello di San Paolo a Timoteo, suo figlio nella fede, riguarda tutti noi: “Ti ordino davanti a Dio, che vivifica ogni cosa, e davanti a Cristo Gesù, che ha reso testimonianza sotto Ponzio Pilato, una buona confessione… custodisci ciò che è affidato alla tua fiducia (il deposito), evitando le profane novità di parole e le opposizioni di conoscenza falsamente chiamate. Alcuni, promettendo, hanno errato sulla fede” (1Tim 6,13-20-21). Il deposito della fede continua ad essere un dono divino soprannaturale. Ma oggi la crisi della Chiesa è entrata in una nuova fase: la crisi del Magistero. Certo, il Magistero autentico, in quanto funzione soprannaturale del Corpo Mistico di Cristo, esercitato e guidato invisibilmente dallo Spirito Santo, non può essere in crisi; la voce e l’azione dello Spirito Santo sono costanti, e la verità verso cui ci conduce è ferma e immutabile.

L’evangelista Giovanni ci dice che: “Ma quando sarà venuto lui, lo Spirito di verità, vi insegnerà tutta la verità. Non parlerà di se stesso, ma di ciò che avrà udito parlerà; e le cose future ve le mostrerà. Egli mi glorificherà, perché riceverà le mie cose e ve le mostrerà. Tutto ciò che il Padre ha, è mio. Perciò ho detto che riceverà del mio e ve lo mostrerà” (Gv 16, 13-15). Il dogma, la dottrina, la Rivelazione divina non cambiano affatto. La Chiesa sta davanti al Signore per adorarlo e glorificarlo, e il suo modo di pregare e di credere, pur essendo sempre in grado di crescere e arricchirsi armoniosamente, è essenzialmente immutabile.

Lex credendi e lex orandi hanno camminato di pari passo e si sono alimentate a vicenda nel corso della storia della Chiesa. Se crediamo che il nostro dogma sia come un seme che cresce giorno dopo giorno, perché non dovremmo vedere il modo in cui preghiamo ed esprimiamo il nostro dogma in modo simile? I teologi iniziano lo studio della loro materia approfondendo la conoscenza del campo, così come viene loro presentato nell’Antico Testamento, negli scritti del Nuovo Testamento, nei Padri della Chiesa e infine nel Magistero della Chiesa. Solo dopo un lungo percorso si può pretendere di conoscere la Tradizione e di sviluppare una teoria che sia in continuità con la teologia precedente da un lato, e dall’altro offra una prospettiva attuale e, per certi versi, originale sulla questione. Senza cambiare la dottrina.

Questo è ciò che Sua Eccellenza Mons. Schneider vuole ricordarci nel suo libro “Credo: Compendio della fede cattolica”. Per questo lo ringraziamo immensamente, e ringrazio voi per la pazienza e l’ascolto indulgente.

Traduzione ufficiale di Diane Montagna.

 


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