Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Matthew Santucci e pubblicato su Catholic News Agency. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Card. Pietro Parolin
Card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano

 

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha commentato le reazioni divise al documento Fiducia Supplicans, in un clima di grande contraccolpo da parte delle conferenze episcopali.

“Questo documento ha suscitato reazioni molto forti; ciò significa che è stato toccato un punto molto delicato, molto sensibile; ci vorranno ulteriori approfondimenti”, ha detto Parolin venerdì 12 gennaio durante una conferenza all’Accademia dei Lincei di Roma.

Il cardinale ha poi affermato che “se questi fermenti servono a camminare secondo il Vangelo per dare risposte all’oggi, ben vengano anche questi fermenti”, ribadendo però che “la Chiesa è aperta e attenta ai segni dei tempi ma deve essere fedele al Vangelo”.

A una domanda successiva di un giornalista italiano che chiedeva se il documento fosse un errore, il massimo diplomatico vaticano ha risposto bruscamente: “Non entro in queste considerazioni; le reazioni ci dicono che ha toccato un punto molto sensibile”.

Il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede del 18 dicembre ha reso lecito per i sacerdoti offrire benedizioni non liturgiche a coppie in situazioni “irregolari”, comprese le coppie gay, sottolineando “che offre un contributo specifico e innovativo al significato pastorale delle benedizioni, permettendo un ampliamento e un arricchimento della comprensione classica delle benedizioni”.

“Ciò che è stato detto in questa dichiarazione riguardo alle benedizioni delle coppie omosessuali è sufficiente per guidare il discernimento prudente e paterno dei ministri ordinati a questo proposito. Pertanto, al di là delle indicazioni fornite sopra, non ci si devono aspettare ulteriori risposte su possibili modi di regolare i dettagli o le pratiche relative a questo tipo di benedizioni”, ha scritto il cardinale Víctor Manuel Fernández, capo del Dicastero per la Dottrina della fede, nella Fiducia Supplicans.

Tuttavia, a seguito di un’ampia reazione da parte delle conferenze episcopali in Africa e nell’Europa orientale e di forti denunce da parte di alcuni alti prelati della Chiesa, Fernández ha emesso un comunicato stampa di cinque pagine il 4 gennaio per fornire chiarimenti sul documento, scrivendo che la sua applicazione dipenderà “dai contesti locali e dal discernimento di ogni vescovo diocesano con la sua diocesi”.

“In alcuni luoghi non sorgono difficoltà per la loro immediata applicazione, mentre in altri sarà necessario non introdurli, prendendosi il tempo necessario per la lettura e l’interpretazione”, ha continuato Fernández nella lettera.

Una delle dichiarazioni più forti è arrivata dal cardinale Fridolin Ambongo Besungu, arcivescovo di Kinshasa e presidente del Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (SECAM).

Nella sua lettera dell’11 gennaio, Ambongo ha sottolineato che i vescovi africani “hanno riaffermato con forza la loro comunione con Papa Francesco”, ma ha osservato che la Fiducia Supplicans ha causato “un’onda d’urto” e ha “seminato idee sbagliate e disordini nelle menti di molti fedeli laici, persone consacrate e persino pastori, suscitando forti reazioni”.

Nel suo discorso al clero di Roma del 13 gennaio, il Papa ha fornito osservazioni chiarificatrici sul documento, affermando che “la disposizione sulla benedizione delle coppie gay riguarda le persone, non le organizzazioni. Se viene l’associazione LGBT, no, ma sempre persone. Noi benediciamo le persone, non il peccato”.

 

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