Un cardinale vaticano ha detto martedì che papa Francesco ha espresso preoccupazione per la Chiesa in Germania. Anche altri due cardinali qualche giorno fa hanno detto la stessa cosa.

L’articolo è stato scritto dallo staff del Catholic News Agency e ve lo propongo nella mia traduzione. 

 

Kurt Koch, Cardinale
Kurt Koch, Cardinale

 

Un cardinale vaticano ha detto martedì che papa Francesco ha espresso preoccupazione per la Chiesa in Germania.

Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ha detto alla rivista Herder Korrespondenz il 22 settembre di ritenere che il papa abbia appoggiato un intervento dell’ufficio dottrinale del Vaticano (Congregazione della Dottrina della Fede, ndr) in un dibattito sull’intercomunione tra cattolici e protestanti. 

(La congregazione dottrinale ha sottolineato che tra protestanti e cattolici permangono differenze significative nella comprensione dell’Eucaristia e del ministero.

“Le differenze dottrinali sono ancora così importanti che attualmente escludono la reciproca partecipazione alla Cena del Signore e all’Eucaristia”, vi era scritto, ndr).

La Congregazione per la Dottrina della fede (Cdf) ha scritto la settimana scorsa al vescovo Georg Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca, dicendo che una proposta di “comunione eucaristica” danneggerebbe i rapporti con le Chiese ortodosse.

Alla domanda se il papa ha approvato personalmente la lettera della Cdf, datata 18 settembre, Koch ha risposto: “Non vi è alcuna menzione di questo nel testo. Ma il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Ladaria, è una persona molto onesta e leale. Non posso immaginare che egli faccia qualcosa che Papa Francesco non approverebbe. Ma ho anche sentito da altre fonti che il papa ha espresso la sua preoccupazione in conversazioni personali”.

Il cardinale ha chiarito che non si riferiva semplicemente alla questione dell’intercomunione.

“Non solo, ma sulla situazione della Chiesa in Germania in generale”, ha detto, osservando che papa Francesco ha indirizzato una lunga lettera ai cattolici tedeschi nel giugno 2019.

Il cardinale svizzero ha elogiato la critica della Cdf al documento “Insieme alla mensa del Signore”, pubblicato dal Gruppo di studio ecumenico di teologi protestanti e cattolici (ÖAK) nel settembre 2019.

Il testo, di 57 pagine, propugnava la “reciproca ospitalità eucaristica” tra cattolici e protestanti, sulla base di precedenti accordi ecumenici sull’Eucaristia e sul ministero. 

L’ÖAK ha adottato il documento sotto la copresidenza di Bätzing e del vescovo luterano in pensione Martin Hein. 

Bätzing ha annunciato recentemente che le raccomandazioni del testo saranno messe in pratica al Congresso della Chiesa ecumenica di Francoforte nel maggio 2021.

Koch ha descritto la critica della Cdf come “molto seria” e “fattuale”.

Egli ha fatto notare che il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani è stato coinvolto nelle discussioni sulla lettera della CDF e che lui ha personalmente espresso le sue preoccupazioni sul documento ÖAK con Bätzing.

“Sembrano non averlo convinto”, ha detto.

CNA Deutsch, partner di CNA in lingua tedesca, ha riferito il 22 settembre che i vescovi tedeschi avrebbero discusso la lettera della CDF nella loro riunione plenaria autunnale, iniziata martedì. 

Quando a Bätzing è stato domandato a proposito dei commenti di Koch, egli ha detto di non aver avuto la possibilità di leggere l’intervista. Ma ha commentato che le “osservazioni critiche” della Cdf dovranno essere “soppesate” nei prossimi giorni.

“Vogliamo rimuovere i blocchi in modo che la Chiesa abbia la possibilità di evangelizzare nel mondo secolare in cui ci muoviamo”, ha detto.

Koch ha detto a Herder Korrespondenz che i vescovi tedeschi non possono continuare come prima dopo l’intervento della Cdf.

“Se i vescovi tedeschi dovessero dare meno importanza a una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede rispetto a un documento di un gruppo di lavoro ecumenico, allora qualcosa non sarebbe più giusto nella gerarchia dei criteri tra i vescovi”, ha detto. 

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