Senza perdere tempo, il presidente del Sinodo dei vescovi di papa Francesco sull’Amazzonia ha dato il via ai lavori lunedì mattina, mettendo sul tavolo dell’assemblea le questioni controverse dei sacerdoti sposati e del ruolo della donna.

Ecco alcuno stralci dell’articolo di John Allen jr pubblicato su Crux now, nella mia traduzione.

 

Cardinal Claudio Hummes e Papa Francesco (Credit: AP Photo/Alessandra Tarantino)

Cardinal Claudio Hummes e Papa Francesco (Credit: AP Photo/Alessandra Tarantino)

 

Senza perdere tempo, il presidente del Sinodo dei vescovi di papa Francesco sull’Amazzonia ha dato il via ai lavori lunedì mattina, mettendo sul tavolo dell’assemblea le questioni controverse dei sacerdoti sposati e del ruolo della donna.

“Un’altra questione consiste nella mancanza di sacerdoti al servizio delle comunità locali della zona, con una conseguente mancanza dell’Eucaristia, almeno la domenica, e di altri sacramenti”, ha detto il cardinale brasiliano Claudio Hummes, nominato da Francesco come relatore, o presidente, dell’assemblea dal 6 al 27 ottobre.

“Questo significa una cura pastorale fatta di visite sporadiche invece di un’adeguata cura pastorale quotidiana”, ha detto Hummes.

Mentre gli americani e gli europei si lamentano spesso della carenza di sacerdoti, le statistiche ecclesiastiche indicano che c’è un sacerdote ogni 1.300 battezzati cattolici in entrambe le regioni. In America Latina nel complesso questo rapporto è di 1 sacerdote ogni 7.800 cattolici, e in alcune parti dell’Amazzonia può salire a 1 ogni 15.000 e oltre.

“La partecipazione alla celebrazione eucaristica, almeno la domenica, è essenziale per il pieno e progressivo sviluppo delle comunità cristiane e per una vera esperienza della Parola di Dio nella vita delle persone”, ha detto Hummes. “Sarà necessario definire nuove vie per il futuro”.

Hummes poi è andato sul concreto su quali potrebbero essere queste “nuove vie”.

“Durante le fasi di consultazione, le comunità locali, i missionari e gli indigeni, di fronte all’urgente necessità vissuta dalla maggior parte delle comunità cattoliche in Amazzonia, hanno chiesto di aprire il cammino per l’ordinazione degli uomini sposati residenti nelle loro comunità, pur confermando la grande importanza del carisma del celibato nella Chiesa”, ha detto.

Hummes ha poi indicato che la riflessione non si fermerà agli uomini sposati.

“Di fronte al gran numero di donne che oggi guidano le comunità in Amazzonia, c’è la richiesta che questo servizio sia riconosciuto e c’è il tentativo di consolidarlo con un ministero adeguato per le donne che vivono in queste comunità”, ha detto, senza specificare quale potrebbe essere quel “ministero adeguato”.

Il riferimento alle donne ha suscitato applausi nell’aula sinodale.

Nel 2016, Francesco ha istituito una commissione per esaminare la possibilità che le donne diventino diaconi. Quella commissione ha presentato una relazione senza a quanto pare raggiungere il consenso, e a maggio Francesco ha detto: “Non ho paura di studiare, ma fino a questo momento [la discussione] non procede”.

Nel periodo che ha preceduto il Sinodo sull’Amazzonia, la questione dei sacerdoti sposati – i cosiddetti viri probati – è stata tra i punti più dibattuti. I critici considerano tali proposte come un cavallo di Troia che potrebbe portare ovunque all’abolizione del celibato clericale, mentre i sostenitori tendono a definirla come una risposta realistica alle esigenze pastorali della regione.

In un’intervista del 2017, Francesco si è detto aperto all’idea di ordinare viri probati per servire comunità rurali isolate, e ha anche menzionato il loro possibile utilizzo non solo in Amazzonia ma anche nelle isole del Pacifico.

Suscitando applausi nella sala del Sinodo, Hummes ha iniziato annunciando che avrebbe parlato in portoghese, la lingua del Brasile. In termini generali, ha esortato i partecipanti al Sinodo amazzonico a non lasciarsi impantanare dal “tradizionalismo”.

“Il tradizionalismo, che rimane legato al passato, è una cosa, ma la vera tradizione, che è la storia viva della Chiesa, è qualcos’altro”, ha detto, sostenendo che ogni generazione nella Chiesa “arricchisce questa tradizione nei tempi correnti con la propria esperienza e comprensione della fede in Gesù Cristo”.

“Dio porta sempre novità ed esige la nostra completa fiducia”, ha detto, citando un’omelia di Francesco.

 

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