Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Simon Caldwell e pubblicato su Catholic Herald. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

vescovi

 

I vescovi italiani sembrano aver fatto un affronto a Papa Francesco promuovendo un funzionario vaticano che il Papa aveva licenziato mesi dopo essere stato autore di un documento chiave che proibiva le benedizioni liturgiche per le coppie dello stesso sesso.

L’arcivescovo Giacomo Morandi, 58 anni, è stato licenziato dal Santo Padre subito dopo che l’allora nota Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF; ora chiamata DDF), di cui Morandi era segretario, si era pronunciata nel 2021 contro la legittimità delle benedizioni liturgiche per le coppie dello stesso sesso.

Ma il 15 gennaio Morandi è stato eletto nuovo leader della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna, una regione chiave del nord Italia che ha come centro la città di Bologna.

L’arcivescovo Morandi è stato visto come la forza trainante del rifiuto vaticano delle benedizioni per le coppie dello stesso sesso, quando la CDF ha pubblicato un responsum ad dubium a una domanda sulla legittimità delle benedizioni liturgiche per le coppie dello stesso sesso.

La dichiarazione è stata emessa con l’autorità di Papa Francesco solo dopo che l’arcivescovo Morandi ha insistito affinché la questione fosse affrontata in risposta ai ripetuti appelli di diversi vescovi tedeschi per le benedizioni liturgiche per le coppie dello stesso sesso.

L’arcivescovo Morandi, illustre avvocato canonista, è entrato a far parte della CDF come sottosegretario nel 2015 ed è stato promosso a segretario – la seconda posizione più alta – solo due anni dopo.

In risposta alla domanda: “La Chiesa ha il potere di dare la benedizione alle unioni di persone dello stesso sesso?”, la CDF, sotto la sua guida, ha risposto: “Negativo”.

In una spiegazione di accompagnamento, la CDF ha detto che: “Dio non benedice e non può benedire il peccato”.

L’arcivescovo Morandi è stato identificato come l’autore del documento del marzo 2021, che è ancora vincolante, ma alla fine dell’anno è stato retrocesso a vescovo diocesano di Reggio Emilia-Guastalla, in Italia. Gli è stato permesso di mantenere il suo rango arcivescovile “ad personam”, di fatto solo di nome.

L’arcivescovo Morandi si oppose anche all’imposizione di nuove restrizioni contro la celebrazione della Messa tradizionale in latino, introdotte nel dicembre dello stesso anno attraverso la Traditionis custodes, un motu proprio papale, o atto di “iniziativa” del Papa, un modo per esercitare un governo autocratico all’interno della Santa Sede.

All’epoca, le voci secondo cui la rimozione di Morandi sarebbe stata collegata alla mossa del responsum counter sono state smentite da fonti vaticane come “insensate”.

Esse hanno detto che la mossa era un passo iniziale in un rimpasto per consentire al Papa di riformare e infine nominare un nuovo capo del dipartimento dottrinale, ora noto come Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF).

Il nuovo prefetto del DDF si è rivelato essere il cardinale argentino Víctor Manuel Fernández, l’autore anticonformista di libri teologici scabrosi e molto controversi su baci e orgasmi, che nel dicembre 2023 ha emanato Fiducia Supplicans, un documento destinato a consentire la benedizione non liturgica delle coppie omosessuali e di altre relazioni irregolari.

Il documento è stato firmato da Papa Francesco ma è stato respinto dai vescovi dell’Africa, dell’Ungheria e della Polonia, oltre che da altri vescovi di tutto il mondo, creando una delle più gravi spaccature nella Chiesa cattolica da secoli.

Nel suo nuovo ruolo, l’arcivescovo Morandi subentra al cardinale Matteo Zuppi di Bologna, presidente della Conferenza episcopale italiana e inviato personale del Pontefice per la guerra in Ucraina.

Il cardinale Zuppi aveva espressamente richiesto di non essere eletto per un secondo mandato a capo della Conferenza regionale, date le responsabilità degli altri ruoli.

Alcuni osservatori ritengono che l’elezione dell’arcivescovo Morandi a presidente regionale sia un segno del generale calo di popolarità del Papa sulla scia di riforme che hanno sconvolto gran parte del mondo cattolico, e della tensione che esiste tra lui e i vescovi italiani.

Durante l’assemblea plenaria dei vescovi del maggio 2019, Francesco ha rimproverato i prelati per la loro incapacità di attuare pienamente la procedura di annullamento del matrimonio rivista da lui stesso nel 2015, chiedendone l’attuazione “piena e immediata” in tutte le diocesi.

Nel 2021, i vescovi italiani hanno lanciato un processo sinodale nazionale pluriennale volto a ravvivare “strutture stantie” dopo che il Papa li ha ripetutamente sollecitati per sei anni per un “sinodo della Chiesa italiana” e con scarse risposte.

Durante un discorso ai vescovi italiani a Firenze nel 2015, Francesco li ha messi in guardia dalle eresie del pelagianesimo e dello gnosticismo e ha detto loro di essere pastori piuttosto che “predicatori di dottrine complesse”, insistendo sull’importanza dell’inclusione sociale dei poveri e della ricerca di nuove vocazioni.

In quell’occasione, Francesco ha detto che l’Italia “non è un museo” ma un luogo vivo che richiede un lavoro e un aggiornamento costante. Ha sottolineato la necessità di essere più inclusivi e accoglienti in una cultura nota per i suoi valori familiari e morali tradizionali, e dove i frequentatori abituali di massa sono spesso apertamente ostili agli immigrati.

Il processo sinodale italiano è in corso e si concluderà nel 2025.

Simon Caldwell

 

Servizio supplementare di Crux

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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