Rilancio un editoriale dello scrittore giornalista Phil Lawler, pubblicato su Catholic Culture, a proposito della dichiarazione dell’arcivescovo Gomez, fatta a nome dei vescovi statunitense nel giorno di insediamento di Joe Biden. Ve lo propongo nella mia traduzione. 

 

Joe Biden (AP PHOTO / Matt Slocum)
Joe Biden (AP PHOTO / Matt Slocum)

 

Risparmiatemi, per favore, le lodi eccitate dei “coraggiosi” vescovi americani che hanno rilasciato dichiarazioni che dicono che il sostegno all’aborto da parte del presidente Biden (e di altri politici cattolici) è incompatibile con la fede cattolica (leggi anche qui).

Certo che è incompatibile con la nostra fede. Questo lo sanno tutti. È davvero “coraggioso” affermare ciò che tutti già sanno? Forse avrebbe più senso – e più differenza – lamentare la codardia dei vescovi che non riescono a riaffermare l’ovvio.

Per più di quarant’anni, i vescovi americani hanno rilasciato dichiarazioni che dicono più o meno la stessa cosa. (Alcune dichiarazioni sono state più incisive di altre, e concedo che alcuni prelati meritano credito per la loro eloquenza). Per più di quarant’anni, i politici cattolici le hanno ignorate.

La questione per i vescovi americani non è se Biden e altri possano conciliare le loro azioni con i principi morali cattolici. Conosciamo la risposta a questa domanda: non possono. La domanda, vostre eminenze ed eccellenze, è: Cosa avete intenzione di fare al riguardo?

Immaginatevi come padre di famiglia. Vostro figlio adolescente prende la macchina per una serata con i suoi amici, e quando torna a casa il suo discorso è stentato e il suo alito puzza di birra. Rilasciate una dichiarazione sulla temperanza? No! Se ami tuo figlio, prima lo fai sedere per un discorso molto serio. Poi gli togli le chiavi della macchina. Non sarai molto benvoluto con lui (o con i suoi amici) per un po’, ma potresti salvare la sua vita o quella di altri.

Se i nostri vescovi intraprendono azioni disciplinari contro i politici che si fanno beffe degli insegnamenti morali della Chiesa, saranno senza dubbio impopolari. Ci saranno editoriali indignati, dimostrazioni arrabbiate fuori dalla sede ecclesiale, forse anche grandi contributi ritirati. Ma i vescovi veramente coraggiosi – pastori che hanno a cuore le anime delle loro pecorelle ribelli – accetteranno questi costi. Molti laici cattolici che sono attivi nel movimento pro-vita hanno già pagato il prezzo della loro testimonianza pubblica: derisione, ostracismo sociale, opportunità di carriera perse, persino cause legali e carcere.

Alcuni vescovi hanno espresso il timore che se avessero punito i politici cattolici per aver promosso la cultura della morte, il rabbioso contraccolpo pubblico avrebbe potuto causare un netto regresso per il movimento pro-vita. Ebbene, come ha funzionato la loro strategia di persuasione dolce in tutti questi anni? Il dovere dei vescovi cattolici non è quello di fare calcoli politici. Il loro dovere è quello di proteggere le anime dei fedeli e l’integrità della fede. Fallo, e lascia che i fedeli laici cattolici che sono attivi nella vita politica ne affrontino le conseguenze.

La Chiesa cattolica non è una società che discute. E dopo decenni di dibattito pubblico sull’aborto, è estremamente improbabile che un’altra dichiarazione episcopale possa improvvisamente cambiare la tendenza politica. Sappiamo tutti, a questo punto, cosa dicono i nostri vescovi sui politici cattolici che promuovono l’aborto. Quello che vogliamo sapere ora è cosa – se qualcosa – faranno.

 

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