Peter Andrew McCullough è un eminente cardiologo americano. È stato vice capo della medicina interna al Baylor University Medical Center e professore alla Texas A&M University. È caporedattore delle riviste Reviews in Cardiovascular Medicine e Cardiorenal Medicine. McCullough ha scritto un post sul suo profilo telegram sulla rischiosità dei vaccini COVID. Chiunque volesse affrontare la questione della rischiosità di questi vaccini deve necessariamente confrontare gli eventi avversi di questi vaccini con quelli di tutti gli altri. In questo modo farebbe un confronto che ha senso. Errore grossolano sarebbe quello di rapportare gli eventi avversi di un determinato vaccino alle dosi somministrate di quello stesso vaccino. In tal caso avrebbe solo una percentuale astratta che non dice nulla. Tale percentuale assume significato se la si confronta con quella degli altri vaccini in circolazione. Ed è quello che fa il prof. Peter Andrew McCullough. Ecco il suo post nella mia traduzione. 

 

Tab. in alto: decessi associati da vaccini dal 1990. Tab. in basso: decessi in base ai giorni dal vaccino COVID
Tab. in alto: decessi associati da vaccini dal 1990. Tab. in basso: decessi in base ai giorni dal vaccino COVID (il giorno zero indica il numero di morti avvenuti nello stesso giorno della iniezione) – Fonte: openvaers

 

I dati del Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) mostrano che i vaccini Wuhan coronavirus (COVID-19) sono stati associati alla morte di 16.310 persone dal dicembre dello scorso anno. Prima di allora (cioè negli ultimi 30 anni, ndr), c’erano state solo 6.214 persone morte per tutti i vaccini approvati dalla Food and Drug Administration.

Ci sono state anche più disabilità permanenti, reazioni pericolose per la vita e ricoveri dai vaccini COVID-19 rispetto a tutti gli altri vaccini obbligatori negli ultimi 30 anni. Il database ha anche registrato 2.102 morti fetali in seguito all’inoculazione dei vaccini COVID-19 in donne incinte.

Eppure, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) continua a dire al popolo americano e alle donne incinte che è sicuro farsi il vaccino COVID-19.

 

Numero record di persone che soffrono di effetti avversi

I CDC ammettono che ci sono rischi di trombosi e malattie cardiache dai vaccini COVID-19, specialmente tra i giovani maschi. Tuttavia, mettono da parte questi effetti collaterali conosciuti come “rari” e continuano a spingere la gente a farsi le iniezioni nonostante i rischi.

Il database VAERS è aperto al pubblico per verificare le loro affermazioni. A partire dal 1 ottobre, ci sono stati 12.553 casi di trombosi registrati attraverso VAERS, con conseguente 589 morti, 869 disabilità permanenti e 2.543 eventi pericolosi per la vita per le persone che hanno preso la COVID-19 nei primi 10 mesi di lancio. Usando gli stessi dati per tutti i vaccini degli ultimi 30 anni, ci sono stati 487 casi di trombosi che hanno causato 18 morti, 65 disabilità permanenti e 110 eventi pericolosi per la vita.

Dal lancio dei vaccini COVID-19, ci sono stati 26 volte più casi di trombi del sangue e 33 volte più morti per trombi di sangue rispetto ai casi e alle morti per coaguli di sangue in seguito a tutti gli altri tipi di vaccinazioni negli ultimi 30 anni.

Gli anziani di età superiore ai 65 anni comprendono il 76% dei decessi registrati dopo la vaccinazione COVID-19, il che si traduce in 12.396 morti (in soli 10 mesi, ndr). Prima della vaccinazione COVID-19, c’erano state solo 1.068 persone di età superiore ai 65 anni che sono morte per uno qualsiasi dei precedenti tipi di vaccino negli ultimi 30 anni.

Gli adulti più anziani sono tra i più colpiti dalla pandemia di coronavirus. Le persone di 65 anni e più rappresentano quasi l’80% di tutte le morti per COVID-19 al 29 settembre. Allo stesso tempo, questi adulti anziani sono stati tra i primi a ricevere il vaccino e hanno i più alti tassi di vaccinazione tra tutti i gruppi di età, con l’83,3% completamente vaccinati.

Nonostante questi numeri, il CDC e la FDA hanno comunque approvato la dose di richiamo per questo gruppo di età.

I casi di COVID-19 e i ricoveri aumentano tra i vaccinati

In Pennsylvania, infezioni e ricoveri di COVID-19. I funzionari dicono che la maggior parte delle persone nella zona sono vaccinate, ma è probabile che la protezione sia già scemata.

I dati del Dipartimento della Salute sulle cosiddette infezioni di sfondamento (delle difese offerte dal vaccino COVID, ndr) mostrano che tra il 5 settembre e il 4 ottobre, circa un quarto delle infezioni e quasi 5.000 ricoveri ospedalieri in tutto lo stato erano tra individui vaccinati. Poiché più persone si vaccinano, ci sono anche più vaccinati che contraggono il virus e alla fine finiscono in ospedale.

La situazione in Pennsylvania rispecchia l’impatto nazionale del virus. I casi di COVID-19 hanno rappresentato il 14% dei ricoveri negli Stati Uniti e il 16% dei decessi a giugno e luglio – circa il doppio della percentuale rispetto all’inizio dell’anno.

 

 

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