Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Andrew Korybko, pubblicato sul suo Substack. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Guerra-Russia-Ucraina-giugno-2023
Guerra-Russia Ucraina, giugno 2023

 

La NATO potrebbe essere disposta a mettere alla prova la pazienza di Putin oltrepassando un’altra delle linee rosse percepite dalla Russia, nonostante l’aggiornamento della dottrina nucleare e i nuovi Oreshnik.


La guerra per procura tra NATO e Russia in Ucraina potrebbe essere sull’orlo di un’escalation senza precedenti, che potrebbe facilmente sfuggire al controllo, se il Servizio di intelligence estera russo (SVR) ha ragione nell’affermare che la NATO sta pianificando un intervento militare di 100.000 uomini in Ucraina sotto la veste di forze di pace. Lo scopo è quello di congelare il conflitto, presumibilmente facendo in modo che queste truppe fungano da filo spinato per dissuadere un attacco russo che potrebbe scatenare la Terza Guerra Mondiale, per poi ricostruire il complesso militare-industriale (MIC) dell’Ucraina.
L’SVR ha rivelato che la Polonia avrà il controllo dell’Ucraina occidentale (come nel periodo tra le due guerre); la Romania sarà responsabile della costa del Mar Nero (che ha conquistato durante la Seconda Guerra Mondiale e governato come “Governatorato della Transnistria”); il Regno Unito avrà il controllo di Kiev e del nord; mentre la Germania dispiegherà le sue forze nel centro e nell’est del Paese. Il Rhinemetall di quest’ultima guiderà gli sforzi per ricostruire il MIC ucraino investendo molto, inviando specialisti e fornendo attrezzature ad alte prestazioni.
Un altro dettaglio importante è che “la NATO sta già dispiegando centri di addestramento in Ucraina, attraverso i quali si prevede di trascinare almeno un milione di ucraini mobilitati”, mentre le funzioni di polizia saranno svolte attraverso i nazionalisti ucraini che la SVR paragona ai Sonderkommandos dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale. L’ultima parte è intrigante, poiché solleva la questione del perché sarebbero necessarie 100.000 truppe NATO/persone di pace. Solo una parte di questi è necessaria per scopi di sicurezza e di addestramento, quindi forse questi numeri sono imprecisi.
In ogni caso, quest’ultima mossa non è sorprendente e i lettori possono esaminare le seguenti analisi per capire perché:
* 1 novembre: “Trump 2.0 non sarebbe una passeggiata per Vladimir Putin”.
* 7 novembre: “Ecco come potrebbe essere il piano di pace di Trump e perché la Russia potrebbe accettarlo”.
* 8 novembre: “Vista da Mosca: La Russia accoglie tiepidamente il ritorno di Trump”.
* 9 novembre: “Il tempo stringe perché la Russia raggiunga i suoi obiettivi massimi nel conflitto ucraino”.
* 10 novembre: “10 ostacoli al piano di Trump per le forze di pace occidentali e della NATO in Ucraina”.
* 11 novembre: “Cinque ragioni per cui Trump dovrebbe rilanciare il progetto di trattato di pace russo-ucraino”.
* 15 novembre: “Probabilmente Trump apprezza davvero due punti del ‘Piano di vittoria’di Zelensky”.
* 18 novembre: “Il momento della verità: come risponderà la Russia all’uso di missili occidentali a lungo raggio da parte dell’Ucraina?”.
* 20 novembre: “La dottrina nucleare aggiornata della Russia mira a scoraggiare le provocazioni inaccettabili della NATO”.
* 22 novembre: “Putin sta finalmente salendo la scala dell’escalation”.
L’ultima analisi include anche una mappa alla fine che raffigura lo scenario più realistico per la Russia.
In sintesi, Biden sta battendo Trump sul tempo con una “escalation per de-escalation” a condizioni migliori per gli Stati Uniti, che la dottrina nucleare aggiornata della Russia e lo storico primo utilizzo in combattimento del missile ipersonico a medio raggio Oreshnik con capacità MIRV sono destinati a scoraggiare. Tuttavia, i 10 ostacoli sopra descritti sono ancora validi, quindi non è chiaro quanto sia effettivamente fattibile l’intervento convenzionale della NATO in Ucraina (a prescindere dai numeri coinvolti e dal pretesto addotto per giustificarlo).
Tuttavia, il fatto che l’SVR abbia avvertito il mondo in merito suggerisce che non si tratta più dello scenario inverosimile che si pensava fosse, anche se il tempo stringe anche per la NATO, poiché la possibile ascesa al potere di un conservatore-nazionalista populista in Romania il mese prossimo potrebbe rovinare questi piani. La NATO potrebbe quindi intervenire prima del 21 dicembre, quando questa figura entrerà in carica in caso di vittoria. Se invece dovesse perdere, potrebbero aspettare per prepararsi meglio, magari facendo ricadere questa responsabilità su Trump.
In ogni caso, l’affermazione dell’SVR secondo cui la NATO sta allestendo centri di addestramento in Ucraina dimostra che il blocco si sta ancora espandendo. Se la Russia non prende di mira queste strutture, il che potrebbe scatenare la Terza Guerra Mondiale, allora potrebbe dover accettare come un fatto compiuto ciò che l’SVR ha appena avvertito. In tal caso, come proposto nell’analisi della “scala di escalation” di cui sopra, la Russia potrebbe raggiungere un accordo che consenta alla NATO di entrare in sicurezza in Ucraina fino al Dnieper, a condizione che l’Ucraina smilitarizzi prima tutto ciò che si trova a est e a nord delle nuove regioni russe.

Andrew Korybko

 


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