Armenia Shusha cattedrale di San Salvatore bombardata

 

 

di Sabino Paciolla

 

A mezzogiorno di ieri, ora locale, è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Armenia ed Azerbaijan nella regione contesa del Nagorno-Karabakh, dove gli scontri erano esplosi intensi il 27 settembre scorso. Nonostante questo, vi sono state immediate accuse reciproche di violazione del cessate il fuoco: il ministero della Difesa di Baku accusa le forze armene di aver aperto il fuoco contro le regioni di Terter e Agdam, in Azerbaijan. Per gli armeni  invece le truppe azere “alle 12.05 hanno lanciato un attacco verso Karakhanbeyli”. Il cessate il fuoco è stato mediato dalla Russia, dove ieri si erano tenuti negoziati tra i ministri degli Esteri dei tre Paesi.

Dal 27 settembre, quando è scoppiato il conflitto, si contano oltre 300 vittime. La metà della popolazione, a stragrande maggioranza armena, della piccola Repubblica del Nagorno Karabakh-Artsakh, nata dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, è sfollata.

Il Nagorno-Karabakh, a maggioranza etnica armena, è una regione senza sbocco sul mare, sita nel Caucaso meridionale e appartenente geograficamente all’Altopiano armeno. Il conflitto con l’Azerbaijan risale al periodo successivo alla caduta del muro di Berlino. Infatti, il 30 agosto 1991, l’Azerbaigian decise di lasciare l’Unione e diede vita alla repubblica di Azerbaigian. Ma il soviet del  Nagorno-Karabakh, facendo appello ad una legge dell’Unione del 1990 che diceva che se all’interno di una repubblica che decideva il distacco dall’Unione vi era una regione autonoma (oblast’), questa aveva diritto di scegliere attraverso una libera manifestazione di volontà popolare se seguire o meno la repubblica secessionista nel suo distacco dall’Urss, il 2 settembre del 1991 decise di non seguire l’Azerbaigian e votò per la costituzione di una nuova entità statale autonoma. Da quel momento si svilupparono atti di violenza che sfociarono in un conflitto armato che si svolse tra il gennaio 1992 e il maggio 1994.

I due paesi sono ancora tecnicamente in guerra anche se sotto un cessate il fuoco, spesso violato. 

Il conflitto è ripreso il 27 settembre scorso.

Fonti dell’opposizione armata siriana contattate da AsiaNews, affermano che la Turchia ha inviato 4mila mercenari siriani dell’Isis da Afrin per combattere contro gli armeni del Nagorno Karabakh. Alcuni giorni fa convogli via terra hanno raggiunto la Turchia e poi via aerea l’Azerbaijan. L’ingaggio è per 1800 dollari Usa al mese, per la durata di tre mesi. Un dirigente del gruppo terrorista siriano ha affermato: “Grazie ad Allah, dal 27 settembre fino alla fine del mese saranno trasferiti altri 1000 mercenari siriani in Azerbaijan”.

A quanto riporta AsiaNews, la motivazione che spinge i mercenari a combattere nel Nagorno Karabakh sarebbe: “Perché fa parte del Jihad; è una guerra santa di musulmani contro cristiani”.

La notizia di invio di 4mila mercenari siriani da parte della Turchia è stata confermata ieri anche dall’Osservatorio dei Diritti umani in Siria, con sede a Londra, di chiara ispirazione anti-Assad.

A Shusha, a 15 km da Stepanakert, la cattedrale, un monumento storico e religioso, è stata colpita due volte da tiri di artiglieria, nonostante attorno ad essa non ci fossero postazioni militari. Il bombardamento non ha fatto vittime, ma alcuni giornalisti sono stati feriti. La cattedrale ha subito molti danni: buchi nel tetto, vetrate rotte, banchi distrutti. La cattedrale, dedicata a San Salvatore, era stata ricostruita negli anni ’90, dopo la prima guerra del Nagorno-Karabakh, ed era divenuta un simbolo della rinascita della popolazione armena.

Qui il video della cattedrale bombardata.

Un nostra amica è venuta in possesso di una mail partita dal fronte, che riportiamo omettendo i nomi e cognomi:

08.10.2020

Qualche ora fa gli azeri hanno bombardato la bellissima Cattedrale di Cristo Redentore a Shushì. Ci sono morti e feriti, tra cui anche dei giornalisti.

Un politologo azero sul canale centrale russo subito dopo il bombardamento, ha paragonato la Cattedrale col ce**o, scusate la parola, che giustamente doveva essere bombardata. Dire che il pubblico era sotto shock, dir poco.

– Potete distruggere le nostre chiese, ma non potete togliere la nostra Fede. Le costruiremo di nuovo.

I nipoti dei turchi che 100 anni fa hanno fatto il genocidio degli Armeni, adesso stanno cercando di finire l’opera dei loro padri.

I turchi usano armi non permesse contro i civili, pericolosissimi missili israeliani LORA…. che hanno conseguenze devastanti. Distrutte città, villaggi, case, ospedali, asili, scuole.

Si vede chiaramente l’intenzione di annientare il Popolo.

Tutto questo con i soldi del petrolio e i soldi che l’Occidente regala ai turchi, tra l’altro anche SOCAR in Svizzera gli fa guadagnare molti soldi e comprare tante bombe, è di loro proprietà. Non riesco a capire come fa la Migros cooperare con loro.

Erdogan ha anche usato missili pericolosi e non permessi contro i siriani; la Siria lo ha denunciato diverse volte, ma lui ovviamente ha negato tutto.

E’ ormai confermato dai diversi paesi che il sultano turco ha mandato i terroristi dalla Siria a combattere contro gli Armeni.

Vorrei ripetere che all’invito di diversi paesi di cessare il fuoco, Erdogan ha risposto, dicendo che non ha intenzione di fermarsi. La Turchia risponde, non l’Azerbaijan. I turchi usano gli azeri in questa operazione.

Il primo ministro dell’Armenia ha fatto una domanda al Consigliere della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Robert O’Brien:

– La Turchia usa il Fighter Falcon F-16 di produzione americana contro i civili armeni, ha anche abbattuto un aereo armeno sul territorio armeno, voi ne siete consapevoli? Avete dato questi fighters per essere usati in questo modo? – ha chiesto il primo ministro armeno.

Tutti gli armeni e non solo gli armeni del mondo stanno mandando aiuti umanitari in Armenia . Medicamenti, ci sono migliaia di feriti; sacchi a pelo , tantissima gente è rimasta senza casa …

Dalla lettera di David, un ragazzo armeno di 18 anni, che è adesso in prima linea:

– Mamma, parlando dei nostri compagni, non diciamo mai ‘È morto’, diciamo sempre ‘È andato a Casa’.

– Mamma, difficile capire e spiegare quello che succede. Ho pensato per 2 ore cosa vuol dire ‘ la Vittoria‘, la Vittoria, cara mamma, sarebbe che questa guerra non si ripetesse mai più …

Un caro abbraccio

Sono finalmente arrivata in Armenia.

Voglio stare vicino e fare quello che si può fare.

Un caro abbraccio

Niente è scontato in questa vita

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