Un articolo di Michael Warren Davis che riflette sui preoccupanti movimenti scismatici dei vescovi tedeschi, la nuova enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti, e i cittadini statunitensi che supportano Biden, che si autoproclama cattolico, ma che sostiene l’aborto fino al nono mese. 

L’articolo è stato pubblicato su Crisis Magazine e ve lo propongo nella mia traduzione. 

 

Card. Reinhard Marx
Card. Reinhard Marx

 

Il vescovo Heinz-Josef Algermissen ha recentemente pubblicato una lettera in cui afferma che, durante un incontro del 7 ottobre con papa Francesco, il Santo Padre ha espresso una “drammatica preoccupazione” per lo stato della Chiesa tedesca. E’ vero.

Francesco ha sempre diffidato del cammino sinodale dei vescovi tedeschi, convocati per discutere di “autorità e separazione dei poteri”, “morale sessuale”, “modalità di vita sacerdotale” e “donne al servizio degli uffici ecclesiastici”. (Questo è modernismo per il gallicanesimo, che legittima la sodomia, abolisce il celibato clericale e ordina diaconi le donne, rispettivamente).

Francesco ha ripetutamente ordinato ai tedeschi di fermarsi. Essi hanno ripetutamente rifiutato, insistendo sul fatto che il loro sarebbe stato un “sinodo vincolante”. Francesco ha ribattuto, dicendo che il sinodo non era nemmeno “ecclesiasticamente valido”, figuriamoci vincolante. Quando ha scritto al suo vecchio alleato Reinhard Cardinale Marx (ex presidente della Conferenza Episcopale Tedesca e consigliere strettissimo del Papa, ndr), ordinandogli di sospendere il sinodo illegittimo, Sua Eminenza rispose:

Speriamo che i risultati della formazione di un’opinione [su questi argomenti] nel nostro Paese siano utili anche per la guida della Chiesa universale e per altre conferenze episcopali caso per caso. Ad ogni modo, non vedo perché le questioni su cui il Magistero ha preso decisioni debbano essere ritirate da qualsiasi dibattito, come suggeriscono i suoi scritti… Innumerevoli credenti in Germania ritengono che [questi temi] abbiano bisogno di essere discussi.

Era chiaro che il cardinale Marx e i suoi compagni non cercavano solo di portare la Chiesa tedesca all’eresia e al sinodo: volevano dare l’esempio ad altre conferenze episcopali che volevano fare lo stesso. Alcuni hanno sostenuto che, anche procedendo con il loro sinodo – in diretta sfida al Papa – sono già in uno stato di scisma.

Gli osservatori della Chiesa sanno da tempo che il cardinale Marx è un cripto-luterano, anche se ogni anno diventa sempre meno cripto. In un’intervista del 2015, ha insistito sul fatto che Martin Lutero “non intendeva dividere la Chiesa ma, con i suoi appelli alla riforma, voleva attirare l’attenzione sulle lamentele che offuscavano il messaggio del Vangelo”. Sua Eminenza ha continuato dicendo che, dopo cinque decenni di dialogo con i luterani tedeschi, “è possibile per un cristiano cattolico leggere i testi di Lutero con riconoscenza, e imparare dai suoi pensieri”.

Karl Marx
Karl Marx

Il cardinale Marx è anche, non sorprendentemente, comunista. Nel 2018, ha detto che Karl Marx lo ha “abbastanza impressionato”. Il Cardinale ha appreso dal suo omonimo che “i diritti umani rimangono incompleti senza la partecipazione materiale”, e ha persino affermato che senza di lui, non ci sarebbe stata alcuna dottrina sociale cattolica. (Questo sarebbe un grande shock per i santi Agostino e Tommaso d’Aquino). “Siamo tutti sulle spalle di Karl Marx”, concludeva – a cui ogni fedele cattolico risponde – “Parli per sé, eminenza”.

Il cardinale Marx vuole trasformare la Chiesa cattolica in Germania in un’altra setta protestante di sinistra che usa la religione come facciata per una politica radicale di sinistra. Non è una teoria di cospirazione, perché non c’è cospirazione: Il cardinale Marx e i suoi compagni sono tutti perfettamente aperti sui loro programmi, e perfettamente felici di sfidare le autorità della Chiesa che li ostacolano.

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Alcuni sostengono che Papa Francesco è almeno in parte responsabile del disastro tedesco a causa della sua enfasi sulla “sinodalità” e sul dialogo interreligioso, e la sua inclinazione per la politica progressista. Sarebbe corretto.

Questi due eventi stanno accadendo contemporaneamente: l’elezione presidenziale negli Stati Uniti tra Donald Trump e Joe Biden, e il percorso sinodale” tedesco che porterà la Deutsche Bischofskonferenz all’eresia, separandola dalla Chiesa cattolica, e potenzialmente porterà decine di milioni di tedeschi all’apostasia.

Il 3 ottobre, Papa Francesco ha pubblicato una delle sue encicliche più lunghe e di vasta portata fino ad oggi. Fratelli Tutti non menziona una sola volta l’eresia o lo scisma, ma la parola “xenofobia” appare quattro volte. Le “Mura” (cioè quelle che difendono i confini nazionali) sono menzionate tredici volte, sempre in modo dispregiativo. Il “populismo” appare dodici volte, mai sotto una luce positiva. Ci sono anche riferimenti al “narcisismo locale” e al “nazionalismo violento”, tra le altre parole d’ordine che potrebbero sembrare più di casa nel New York Times che in un’enciclica papale.

Sembra che il Santo Padre sia un po’ preoccupato, e non per la Chiesa in Germania.

Le continue incursioni di Francesco in politica – in particolare le sue invettive contro il presidente Trump – hanno sempre sconcertato i cattolici ortodossi. Naturalmente non difendiamo il “narcisismo locale”, qualunque cosa significhi. E se negli Stati Uniti dovesse apparire qualcosa di simile a un “nazionalismo violento”, ci opporremmo volentieri. Attualmente, l’unica violenza politica in questo Paese è commessa da Black Lives Matter, Antifa, e altri gruppi di sinistra sostenuti da Joe Biden e dal Partito Democratico. Curiosamente, non c’è stato alcun accenno a tale violenza progressista in Fratelli Tutti, anche se diversi vescovi americani hanno espresso il loro sostegno a questi insurrezionalisti.

Ora che ci penso, non c’è alcun riferimento al fatto che le chiese cattoliche e le statue dei santi in tutto il Paese siano state vandalizzate da queste folle. Si tace sul fatto che la maggior parte di coloro che si  auto-identificano cattolici di questo Paese sostiene il signor Biden, che sostiene l’aborto [a nascita] parziale, e che in maniera blasfema sostiene che la sua posizione è compatibile con la fede cattolica. E il Santo Padre sembra non essere preoccupato che il suo compagno di corsa (nelle elezioni presidenziali, ndr), Kamala Harris, abbia cercato di impedire ai cattolici ortodossi di ricoprire una carica pubblica a causa della loro fede (di riferisce anche al fuoco di fila contro la proposta del giudice Amy Coney Barrett alla Corte Suprema perché cattolica, ndr).

Francesco sembra ignorare la situazione reale qui negli Stati Uniti. E perché dovrebbe essere altrimenti? Francesco è il pastore di un miliardo di cattolici in tutto il mondo; non può passare tutto il giorno a guardare Fox News e a leggere il Wall Street Journal. È anche un anziano italo-argentino che non usa il computer; tutto quello che sa di questo Paese è quello che gli viene dato in pasto dai burocrati vaticani. Ma questo rende i suoi interventi nella politica statunitense solo più sconcertanti.

Noi onoriamo, amiamo e rispettiamo il Santo Padre qui alla rivista Crisis Magazine. Ma solo il più fanatico dei Mottramisti potrebbe considerare Papa Francesco come un analista qualificato sull’attualità negli Stati Uniti. Contrariamente a quanto alcuni super-imbroglioni-ultramontanisti suppongono, i Vescovi di Roma non godono di una competenza universale. Quando Papa Francesco non parla ex cathedra sulla fede e la morale, è del tutto possibile che non abbia idea di cosa stia parlando. Questo non è insolente, e nemmeno irrispettoso. È solo un’affermazione di fatto.

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Per correttezza verso il Papa, egli si sta ovviamente adoperando per rimettere in riga i vescovi tedeschi. Se lo sta facendo in silenzio, questo può essere a suo vantaggio. Non lo so. Francesco e io oramai parliamo di rado al telefono e a tutte le mie spie della Domus Sanctae Marthae è stato detto di lavorare da casa durante il Covid.

Tutto quello che possiamo fare è esprimere una seria supplica, da figli del nostro Santo Padre, affinché si concentri a ripulire il caos in Germania. Possiamo solo pregare che egli faccia tutto ciò che è in suo potere per evitare che i vescovi conducano il loro popolo su una scogliera, e per impedire loro di esportare il loro modernismo in altri Paesi.

A febbraio, il cardinale Marx ha annunciato che non si sarebbe candidato per la rielezione alla presidenza della Conferenza episcopale tedesca. Questa può essere una buona notizia, o può essere una pessima notizia. Quando Steve Bannon ha lasciato la Casa Bianca di Trump, ha dichiarato: “Sarò la sua spalla all’esterno per tutto il tempo”. Il cardinale Marx potrebbe pensarla allo stesso modo. Potrebbe essere più pericoloso come una sorta di agente libero, libero da obblighi e responsabilità ufficiali.

O forse, dopo aver messo in moto le ruote della rivoluzione, è felice di sedersi e lasciare che la sua terribile macchina faccia il suo lavoro. La settimana scorsa, Crux riferisce che il cardinale Marx ha elogiato Fratelli Tutti, dicendo che il Papa “si è dissociato dalle risposte ideologiche apparentemente allettanti alle sfide economiche e sociali date dal nazionalismo, dal populismo e dal razzismo. Aveva anche ripetuto il suo monito a non erigere nuovi confini e muri tra i popoli e le nazioni”, ha detto. Questo, detto da un marxista convinto.

Santo Padre, il suo doveroso figlio americano propone rispettosamente questa regola: Qualunque cosa dica il cardinale Marx, per l’amor di Dio, faccia il contrario.

 

Michael Warren Davis è direttore di Crisis Magazine. È un frequente collaboratore di The American Conservative e autore di The Reactionary Mind (Regnery, 2021).

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