Un articolo di Joseph Sciambra, ex gay, sui ritiri pro-LGBT dei gesuiti, nella mia traduzione. 

 

Ritiro pro-LGBT dei gesuiti Emmaus 2020

 

Dal 9 al 10 ottobre 2020, presso il loro centro di ritiro dei gesuiti situato a Parma, Ohio (diocesi di Cleveland), la Compagnia di Gesù ospiterà un ritiro LGBTQ chiamato “Emmaus 2020“: Un tempo per la guarigione: Noi stessi e il mondo”. Secondo il sito web del Centro: “EMMAUS 2020 è il ventunesimo ritiro annuale per i cristiani LGBTQ presso il Jesuit Retreat Center”. Il ritiro sarà facilitato da Suor Marian Durkin, C.S.A. – membro delle Suore della Carità di Sant’Agostino; Durkin fa anche parte del gruppo dirigente del suo ordine religioso, che ha sede nella diocesi di Cleveland. Nel 2019, Durkin è stata intervistata su Papa Francesco e sul suo ministero presso la comunità LGBT:

“Apprezzo lo sguardo compassionevole di Papa Francesco sull’omosessualità nella chiesa… Ci sono uomini gay nel sacerdozio, ci sono sempre stati. E servono il popolo di Dio con grande integrità e amore”.

Continuava:

“Sono contenta ogni volta che c’è una buona stampa su gay e lesbiche… Francesco è una boccata d’aria fresca”.

I “relatori ospiti” al ritiro includeranno: Rachel Drotar – la coordinatrice del programma dell’iniziativa “Spirito Generativo” delle Suore della Carità; la Reverenda Adrienne Koch – una sacerdotessa episcopale presso la Trinity Cathedral di Cleveland; e il Reverendo Christopher Decatur – il “Sacerdote in carica” della Chiesa Episcopale di San Luca a Cleveland.

Nel 2020, Adrienne Koch ha pubblicato un articolo intitolato: “Dio ha fatto l’arcobaleno”. Ha scritto: “La mia immaginazione cristiana non può separare la bandiera arcobaleno che sventola nel vento di un parrucchiere del centro città dalla storia di Noè, perché sono una sacerdotessa gay. Sono sia un amante di Dio che un amante di un’altra donna. Ogni volta che vedo un arcobaleno, ricordo la promessa di Dio di non distruggermi. È questa la paura, vero? Quando sei un cristiano di base, un agnostico curioso bruciato da una religione giudicante… se stai orgogliosamente sotto la bandiera della nazione LGBTQ+, da qualche parte lungo la strada hai sentito la chiesa insegnare che Dio cancella gli errori come te. Perché dovresti fidarti di quel dio?”

Christopher Decatur è stato cresciuto come cattolico; è stata incoraggiato da un prete cattolico a parlare con una sacerdotessa episcopale gay a proposito della sua vocazione al sacerdozio. Egli ha detto: “Sono apertamente gay, e ho lottato con l’aspetto di dover negare una parte di me… Cercavo una comunità dove potessi essere al 100% io stesso, e dove tutti fossero i benvenuti senza eccezioni”.

Rev. Lind

La Compagnia di Gesù ha una lunga storia di affermazione dell’omosessualità e di attivismo LGBT. Probabilmente a partire dagli anni Settanta, con gli scritti controversi del sacerdote gesuita gay John J. McNeill, e che sono culminati con l’approvazione diffusa, tra le più alte cariche della Chiesa cattolica, di James Martin, i gesuiti ospitano i ministeri LGBT in quasi tutte le loro parrocchie locali e nelle loro università in tutti gli Stati Uniti. Tra le più importanti, quelle di San Francisco, Seattle e New York. Nel 2018, i gesuiti hanno ospitato un altro ritiro pro-LGBT presso il Jesuit Center for Spiritual Growth, situato a Wernersville, Pennsylvania.

La diocesi di Cleveland ospita il loro ministero gay-affermativo – “Gay & Lesbian Family Ministry”. Da una delle pubblicazioni promosse dal Ministry:

Come ha affermato Robert Nugent nel suo articolo, “I diritti degli omosessuali e la comunità cattolica” (Dottrina e Vita 44 (1994): 166) “Dalla ricerca contemporanea nello sviluppo dell’identità sessuale, l’orientamento sessuale sembra essere scoperto piuttosto che scelto…”.

Robert Nugent, insieme a suor Jeannine Gramick, co-fondatrice del gruppo dei dissidenti del New Ways Ministry, sono stati ufficialmente messi a tacere dal Vaticano in una “Notifica” del 1999, che ha dichiarato: “A Suor Jeannine Gramick, SSND, e a padre Robert Nugent, SDS, è permanentemente proibito qualsiasi lavoro pastorale che coinvolga persone omosessuali”.

Nel 2016, James Martin ha accettato il “Bridge Building Award” del Gramick and New Ways Ministry; il suo discorso alla cerimonia di premiazione ha costituito la base per il suo best-seller “Costruire un ponte: Come la Chiesa cattolica e la comunità LGBT possono entrare in un rapporto di rispetto, compassione e sensibilità”. (In Italia pubblicato con il titolo: “Un ponte da costruire. Una relazione nuova tra Chiesa e persone LGBT”, con la prefazione dell’allora arcivescovo, ora cardinale, di Bologna, Matteo Maria Zuppi)

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