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Foto: Stephane de Sakutin/AFP

 

La somministrazione frequente di richiami di [vaccini] COVID-19 a mRNA può compromettere la risposta del sistema immunitario in soggetti immunocompromessi, sollevando il dubbio che la somministrazione di dosi multiple di vaccino sia più dannosa che benefica.

Secondo una revisione narrativa (revisione della letteratura scientifica che offre una panoramica critica di un determinato argomento, ndr) pubblicata il 27 gennaio su Clinical and Experimental Medicine, la vaccinazione COVID-19 ripetuta può aumentare la probabilità di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 e altre patologie. Inoltre, la ricezione di dosi multiple può determinare livelli molto più elevati di anticorpi IgG4 e compromettere l’attivazione dei globuli bianchi che aiutano a proteggere l’organismo dalle infezioni e dal cancro.

Le immunoglobuline, o anticorpi, sono proteine prodotte da globuli bianchi specializzati chiamati cellule B. Sebbene gli anticorpi IgG4 abbiano un effetto protettivo fino a un certo livello, un numero crescente di prove suggerisce che livelli anormalmente elevati dovuti a vaccinazioni ripetute possono causare malattie correlate alle IgG4 che comportano infiammazioni multiorgano, malattie autoimmuni, tumori a rapida insorgenza e miocardite autoimmune.

“Sebbene siano state raccomandate dosi di richiamo per aumentare ed estendere l’immunità, soprattutto di fronte alle varianti emergenti, questa raccomandazione non si basa su un’efficacia comprovata e gli effetti collaterali sono stati trascurati”, ha scritto l’autore del lavoro, lo scienziato Alberto Boretti.

Per determinare se i booster di vaccini a mRNA compromettano la risposta immunitaria nei soggetti immunocompromessi, Boretti ha condotto una revisione della letteratura utilizzando il database di Google Scholar.

Ha trovato pochissimi studi a lungo termine che valutano la sicurezza e l’efficacia di ripetute vaccinazioni di richiamo in soggetti immunocompromessi, soprattutto con un virus in continua evoluzione. Ha invece trovato prove del fatto che i richiami multipli di vaccino a base di mRNA compromettono l’attivazione delle cellule T CD4+ e CD8+. Queste cellule costituiscono la maggior parte dei linfociti T che proteggono l’organismo distruggendo gli agenti patogeni dannosi e aiutandolo a rispondere a infezioni, allergeni e tumori. Le cellule T CD4+ sono particolarmente importanti perché attivano altre cellule immunitarie, coordinano la risposta immunitaria contro le infezioni e aiutano le cellule B a creare anticorpi.

La compromissione dei linfociti T CD4+ può comportare una riduzione della produzione di anticorpi e compromettere la capacità dell’organismo di organizzare un’efficace risposta immunitaria umorale contro gli agenti patogeni, aumentando la suscettibilità alle infezioni opportunistiche causate da agenti patogeni che in genere non causano malattie in individui con un sistema immunitario sano.

I linfociti T CD8+ sono fondamentali per l’immunità cellulo-mediata perché riconoscono ed eliminano le cellule infette o anormali e contribuiscono a prevenire un’infiammazione eccessiva. L’attivazione compromessa delle cellule T CD8+ consente la persistenza delle infezioni o della crescita tumorale.

“L’autore ha scoperto che i vaccini COVID-19 a base di mRNA possono determinare livelli molto più elevati di anticorpi IgG4 o un’attivazione compromessa delle cellule T CD4+ e CD8+ e che i danni di una vaccinazione ripetuta possono superare i benefici. Eppure, negli Stati Uniti, i soggetti immunocompromessi sono il primo gruppo a ricevere dosi aggiuntive di vaccino”, ha dichiarato in un’e-mail a The Epoch Times il dottor Craig M. Wax, medico ed esperto di politica sanitaria.

“In questo momento, dopo tre anni di ricerca e di esperienza clinica, questi vaccini di intervento genetico dovrebbero essere ritirati dal mercato, poiché non sono riusciti a stabilire la sicurezza e l’efficacia. Al contrario, non sono stati efficaci e hanno causato molta morbilità e mortalità”, ha affermato il dottor Wax.

 

Studi dimostrano che dosi ripetute possono compromettere la risposta immunitaria

Uno studio del 2023 pubblicato su Vaccines ha dimostrato che la vaccinazione ripetuta con l’mRNA COVID-19 aumenta il livello di IgG4, indebolendo il sistema immunitario e rendendo potenzialmente le persone più suscettibili a condizioni potenzialmente letali come il cancro.

Uno studio su Lancet del febbraio 2022 ha dimostrato che l’efficacia dei vaccini COVID-19 è progressivamente diminuita nel tempo e che i soggetti vaccinati avevano una funzione immunitaria inferiore otto mesi dopo aver ricevuto le due dosi iniziali di vaccino rispetto ai soggetti non vaccinati. Questi risultati erano più evidenti negli adulti più anziani e nei soggetti con patologie preesistenti.

Alcuni esperti osservano uno sconcertante aumento di tumori aggressivi, a rapida insorgenza e resistenti al trattamento, in seguito alla vaccinazione. Una teoria è che lo spostamento di IgG4 causato dalla vaccinazione ripetuta con mRNA crei una tolleranza per la proteina spike e comprometta la produzione degli anticorpi IgG1 e IgG3 e la sorveglianza del cancro.

Secondo la revisione narrativa, altri studi hanno dimostrato che il sistema immunitario può essere influenzato negativamente dalla persistenza della proteina spike dopo la vaccinazione, dalle nanoparticelle lipidiche infiammatorie contenenti RNA modificato che viaggiano dal sito di iniezione, dalle conseguenze indesiderate degli anticorpi della proteina spike e dalla sostituzione dell’uracile nel codice genetico con la N1-metil-pseudouridina.

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