Malamot, fortino

Malamot, fortino

 

di Brunella Rosano

 

Mercoledì della settimana appena trascorsa, siamo andati in gita in montagna con i due nipoti più grandi: Gabriele, quasi sette anni, e Tobia, cinque anni. Meta: lago di San Bernolfo a 1 912 metri s.l.m., in una vallata laterale della Valle Stura, la valle dell’acqua Sant’Anna, per capirci.

E’ una bella passeggiata che si snoda su una vecchia rotabile militare, in una splendida pineta. Tempo di percorrenza circa un’ora, adatta per tutti, ma soprattutto per scalatori alle prime armi e nonnetti, ad armi “mature”.

Prima di arrivare al colle dal quale poi si scende al lago, ci sono i resti di una casermetta. Più in alto sulla sinistra del lago, la classica apertura dalla quale gli alpini di guardia, controllavano il passo sito a più elevata altitudine per fermare il “nemico”, i francesi. Nelle nostre vallate rimangono molti resti di tali costruzioni mimetizzate nella roccia. E dopo anni che li vedo, questa volta li ho guardati in modo diverso. Ho pensato a tutta la fatica, i sacrifici che erano costati ai nostri alpini. Costruire le strade, ancora percorribili ora, con il solo aiuto dei muli. Trasportare il pesante materiale per la costruzione delle caserme, scavare la roccia per ricavare i punti di osservazione, con l’equipaggio del tempo: pesante e poco confortevole! Quante vite interrotte prematuramente, quante vedove e orfani da allevare da sole con sacrifici immani…. Per difendere i “scari confini della Patria”!

Dopo appena settant’anni sembra che tutto quel sacrificio, quel sangue versato, sia stato inutile!

Se parliamo di Patria, subito scatta l’accusa di sovranismo! Perché? E’ forse un male amare il proprio paese, la patria, la cultura in cui siamo stati allevati, la nostra storia, quello che siamo? Non affermiamo una “supremazia”, una superiorità, ma una differenza sì, come i francesi sono diversi da noi e dagli inglesi, e ognuno è quello che è proprio grazie alle esperienze vissute e ne è orgoglioso! I confini non devono più esistere, ed infatti non esistono più se non nelle cartine geografiche! Si incontrano stranieri sui nostri sentieri, ma sono pacifici escursionisti.  I nostri confini non vengono violati dalle Alpi che cingono il nostro Paese a Nord (troppa fatica scalare le montagne quando si può arrivare tranquillamente, anche se più pericolosamente con altri mezzi!)

Ho provato lo stesso scoramento che mi assale quando sento qualcuno dire che tutte le religioni sono sullo stesso piano, che c’è un unico dio…. Ma cosa è venuto a fare Gesù Cristo sulla terra? Perché ha patito tutto quello che ha patito, Passione e Morte in croce, se il cristianesimo è allo stesso livello delle altre religioni? E i missionari: ma cosa li spinge ad andare in posti lontani, senza confort, visto che Annunciare il cristianesimo è diventato superfluo? Anzi, peggio, é “proselitismo”?

Chissà fino a quando andando in gita in montagna ci saranno  nonni che si ricorderanno di raccontare ai nipoti che cosa sono quegli “occhi” aperti nei fianchi delle montagne e a che cosa sono serviti….

A difendere i SACRI CONFINI della PATRIA!  La nostra ITALIA!

E pazienza se qualcuno mi dirà: sovranista!!!

 

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