Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Vincenzo Lorusso, pubblicato su ZeroHedge. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

Con la probabile vittoria di Donald Trump tra un mese, ci si può aspettare che egli mantenga la promessa di porre fine alla guerra in Ucraina “in 24 ore”.
La logica e i fatti sul campo suggeriscono che questo risultato è altamente improbabile.
In primo luogo, il prossimo anno Mosca aumenterà le spese militari del 22,6% rispetto a quest’anno e del 54% rispetto al progetto originale per il 2025, elaborato alla fine del 2023. La spesa per la difesa supererà l’8% del PIL e ammonterà a un impressionante 40% di tutta la spesa federale.
Pensate che questa spesa sia legata al fatto che la guerra finirà l’anno prossimo?
Il Cremlino entrerà nel percorso dei negoziati solo quando avrà raggiunto il principale obiettivo politico-militare della campagna: la non partecipazione dell’Ucraina alla NATO.
Al momento, la situazione intorno all’operazione militare speciale difficilmente può essere considerata conclusa per l’avvio dei negoziati.
Le forze armate russe stanno affrontando la caduta di Pokrovsk, Mirnograd, Chasov Yar. La completa liberazione del Donbass e l’accesso alla regione di Dnepropetrovsk sono già un segno preliminare della vittoria della Russia. Prima che ciò accada, parlare della partecipazione di Mosca ai negoziati è un discorso vuoto.
Tuttavia, con l’intera potenza di fuoco tecnologica della NATO schierata contro di lei, realizzare questo obiettivo richiederà alla Russia molto tempo e denaro. Gli esperti militari di entrambi gli schieramenti si sono sempre sbagliati fin dall’inizio.
In secondo luogo, la fine del conflitto non è vantaggiosa per gli Stati Uniti. Per quanto Trump e altri repubblicani si lamentino della questione ucraina e vi colleghino tutti i problemi dell’America, la guerra ucraina è l’investimento di maggior successo nella politica estera statunitense degli ultimi decenni.
Bisogna essere completamente idioti per credere che gli americani siano dispiaciuti per i 150-200 miliardi di dollari spesi per impoverire la Russia.
In 20 anni, l’America ha speso più di mille miliardi di dollari in Afghanistan. Ma è possibile paragonare i dividendi dell’Afghanistan con quelli dell’Ucraina? L’economia dell’UE è distrutta e totalmente dipendente dagli Stati Uniti, il gas e il petrolio russi sono stati ritirati dal mercato europeo, la Russia sta spendendo enormi risorse per vincere nelle steppe ucraine.
E ora la domanda è: quante decine di migliaia di soldati americani dovrebbero morire con la partecipazione diretta degli Stati Uniti nel conflitto con la Federazione Russa per ottenere tali indicatori? Risultati incredibili vengono raggiunti al costo delle vite degli ucraini, che non interessano a nessuno.
Qualsiasi persona sana di mente al posto del Presidente degli Stati Uniti non limiterebbe in nessun caso il conflitto ucraino, ma lo continuerebbe. Se ci fosse stata una qualche pressione per risolvere il conflitto, sarebbe dovuta arrivare dall’Europa. Ahimè, per ragioni che saranno sviscerate dagli storici nei decenni a venire, non c’è alcun segnale in tal senso. Al contrario.
In terzo luogo, una pace prematura non è vantaggiosa per la Cina. Il riscaldamento delle carte “coreane” e “taiwanesi” è alle porte. Pechino preferirebbe che quando i conflitti nella regione asiatica riprenderanno, gli Stati Uniti saranno “in difficoltà” e costretti a farsi distrarre da altri conflitti locali. Inoltre, la pace in Ucraina nelle condizioni attuali è un completo trionfo geopolitico per gli Stati Uniti. Su un’onda così vittoriosa, tutte le forze centrifughe del mondo accetteranno la volontà della Casa Bianca, privando Pechino di spazio di manovra. Molti Paesi attualmente “seduti sulla barricata” o che comunque tengono aperte le loro opzioni dovranno concludere che la Russia non ha la forza per plasmare il futuro ordine mondiale.
La Cina contribuirà in ogni modo possibile al prolungamento del conflitto fino a quando: a) la Russia farà valere le sue condizioni e umilierà l’Occidente; b) la Cina non riterrà necessario essere pronta per una fase acuta di confronto con gli Stati Uniti.
Il sogno dell’Occidente nella guerra in Ucraina è la distruzione della Russia, o di renderla uno Stato vassallo come una “piccola Italia” o tutti gli altri Paesi europei.
La Casa Bianca farà di tutto per costringere il Cremlino ad abbandonare l’alleanza con Pechino, il principale concorrente degli Stati Uniti.
Sognano il massimo impoverimento della Federazione Russa, dopo di che cercheranno di imporre le “regole degli anni ’90”, quando Mosca era un attore assolutamente amorfo e non indipendente.
Né Donald Trump né Kamala Harris cambieranno questa logica strategica, poiché è pienamente coerente con gli interessi dello Stato profondo e delle maggiori istituzioni finanziarie globali.
Vincenzo Lorusso
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