GRILLO: “CI SONO RIMASTO MALE”. NOI INVECE NO! (e vi spieghiamo perché)

[Già pubblicato alcuni giorni fa sulla mia bacheca Facebook, link sotto]

E sì, dopo la grillina “rimborsopoli”, Grillo con quella frase sconsolata ci ha fatto quasi tenerezza. Come fosse un bambino che improvvisamente scopre che la befana non esiste, e che si rende conto che le caramelle nel calzino appeso al camino gliele aveva sempre messe amorevolmente la sua mamma, nottetempo, quando lui si fosse ben addormentato.

Speriamo che chi aveva fidato nella “purezza intrinseca” del M5S si renda conto che l’M5S, come tutti i partiti, è fatto da uomini in carne ed ossa, con le loro virtù e le loro debolezze, e non da angioletti con la loro eterea purezza. Il M5S sarà sicuramente un partito formato da brave e oneste persone, non ne dubito (alcuni li conosco personalmente), ma di qui a farne un autentico moloch, c’è ne vuole.

Speriamo pure che gli esponenti del M5S la smettano di parlare di verginità morale, di diversità a prescindere, ed espongano meglio i loro programmi, lasciando da parte le favole.

Verrebbe da dire: chi di moralismo colpisce, di moralismo perisce.

Però, ad onor del vero, questa posizione culturale non è tipica di un solo partito.

Il moralismo è stato storicamente un vessillo della cultura di sinistra. Infatti, il comunismo veniva, e viene ancora oggi (in alcuni Paesi), “venduto” come una superiore forma di civiltà, in cui tutti sarebbero felici perché resi obbligatoriamente uguali, una sorta di paradiso terrestre in cui il peccato sarebbe bandito per legge, e gli uomini non avrebbero più bisogno di essere buoni. Ma la storia si è incaricata di dimostrare la falsità di una tale convinzione. Infatti, gli orrori prodotti dalla “purezza” della ideologia del comunismo messa alla prova nella realtà, orrori fatti di almeno 50 milioni di morti ammazzati, ha fatto “rinsavire” una parte di questi ideologi comunisti, trasformandoli in esponenti della cultura radical chic, però sempre con la fissa di essere “geneticamente” diversi, illuminati, intellettualmente alti, sempre antifascisti, anche se il fascismo è finito 70 anni fa, pacifisti per antonomasia (e ci mancherebbe! vedi le “pacifiche” manifestazioni di qualche giorno fa), antirazzisti, e perché no, anche ecologisti, animalisti (vedi la Cirinnà) e infine sostenitori della cultura omosessualista, garanti cioè dei nuovi diritti a marchio LGBT+. Non fa niente poi se l’utero in affitto porta a sfruttare il corpo delle povere donne del terzo mondo.

Quindi arrivò “mani pulite” di una certa magistratura, quella che voleva “ripulire” l’Italia rivoltandola “come un calzino”. Seguì dunque Di Pietro, giudice anche lui, non a caso con un suo partito chiamato “Italia dei Valori”, con il quale Casaleggio ebbe una iniziale collaborazione. Quel partito, però, non esiste più. Chissà perché.

Infine sono arrivati i pentastellati, con la loro autoproclamata diversità morale, la loro verginità incorrotta, la loro purezza d’alta quota, con la fissa delle scatolette di tonno, con la loro sbandierata distanza dal “Palazzo” e dalla “Casta”.

È di tutta evidenza che, finché si è fuori dal Palazzo, è fin troppo facile parlare, farsi bravi. Ma basta poi entrare in quel Palazzo e, pur non avendo ancora le mani sulle leve del potere, quelle che muovono i soldi, ecco che improvvisamente ti sbuca una “rimborsopoli” qualunque, degna della farsa napoletana. E subito tutti intontiti e con la bocca aperta, quasi fossero atterrati sulla Terra da un altro pianeta. E senti che qualcuno dice: “oddio!” Qualcun altro: “non è possibile!”. Qualcun altro ancora (il grande capo): “anche io ci sono rimasto male”. E poi senti parlare di numero di mele sane e mele marce, come si fosse dall’ortolano:”noi ne abbiamo meno di altri, andiamo avanti”.

Svegliaaaa!!!

Ma si può credere veramente che con la demagogia della restituzione di parte della remunerazione da parlamentare si possa risollevare l’economia di un Paese o si possa governare l’Italia? Non bastano i bei gesti, per quanto positivi. Per governare, ripeto, per GOVERNARE, serve altro, ed altre capacità. Tutte da dimostrare. Tranquilli, è una regola che vale per tutti. Purtroppo, però, per il M5S gli esempi non sono proprio positivi. Si guardino Roma e Torino, governate da amministrazioni pentastellate, e si vedano poi i risultati. A Roma sono così imbarazzanti che è meglio non compulsarli.

Gli anti casta doc hanno preso i voti non perché avessero provato di saper fare o di aver fatto qualcosa (erano nuovi, si capisce), ma perché avevano convinto gli elettori che l’uomo è per sua natura moralmente buono e puro, ma poi viene corrotto dalla casta o dal Palazzo (una sorta di concezione, forse involontaria, che rasenta quella del filosofo illuminista J. J. Rousseau). Da una parte i cittadini naturalmente incorrotti e dall’altra i politici necessariamente corrotti. Per questo sarebbe bastato loro cambiare il Palazzo, “aprendolo come una scatoletta di tonno”, per renderlo trasparente ai cittadini. Loro hanno pensato di cominciare a farlo, e si è visto che “tonno” è venuto fuori! Forse sarebbe stato meglio che le Iene non avessero aperto la “scatoletta”, almeno la favoletta sarebbe circolata fino al 4 marzo. Poi chissà.

È stata la loro concezione rousseauniana, così distante da quella cristiana (e infatti, Gianroberto Casaleggio vedeva tra i “poteri” da contrastare le religioni organizzate, quindi anche la Chiesa), che ha permesso loro, insieme alla concezione borghesemente elitaria del PD ed a frange di cultura radicale del centro-destra, di giungere all’approvazione in Parlamento di leggi deleterie per la famiglia e la società, come quelle del divorzio express, il matrimonio omosessuale e quella sulle DAT, la versione italiana dell’eutanasia. Tutte cosucce “positive”. E certo.

Come track-record per proporsi al governo del Paese, non c’è male.

Bisognerebbe dire a Grillo ed agli elettori potenziali del M5S che la purezza morale non potrà mai essere un programma di partito, per nessun partito. Semmai essa è una precondizione per realizzare il programma. Una qualità previa per presentarsi davanti all’elettore in una democrazia. Attenzione però, essa è un bisogno agognato da ogni uomo, ma mai pienamente raggiunto. Per questo, evitino di illudersi e, soprattutto, di illudere.

Mi permetto infine di segnalare che questa presunta altezzosità morale del M5S nei confronti delle altre forze politiche, ritenute quasi indegne, nella storia dei partiti e dei movimenti non ha mai portato bene a nessuno. Che lo si sappia!

P.S.:
Domanda: sapete come si chiama la piattaforma elettronica su cui i grillini votano?
Risposta: ROUSSEAU.

Sabino Paciolla

GRILLO: “CI SONO RIMASTO MALE”.NOI INVECE NO! (e vi spieghiamo perché)E sì, dopo la grillina “rimborsopoli”, Grillo…

Posted by Sabino Paciolla on Wednesday, February 14, 2018

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