Riulcio l’articolo e il video scritto da Michele Crudelini su Byoblu.

Per vedere il video clicca qui o sulla foto qui sotto.

 

 

Lo strumento del green pass scandirà la vita di tutti i cittadini italiani almeno fino a dicembre. Poi si vedrà.

Nel frattempo milioni di persone che godono di diritti e libertà riconosciuti dalla legge non potranno usufruire di diversi servizi, tra cui quello di alcuni trasporti, nonché saranno interdetti dal lavoro e da alcune attività.

Lo strumento distopico del credito sociale cinese

Questo sistema punitivo e discriminatorio ricorda da vicino un progetto simile elaborato in Cina. Il credito sociale. Si tratta di un sistema di controllo dei cittadini che sembra essere la rielaborazione estrema di uno scenario partorito in un libro distopico.

Il sistema di credito sociale è un progetto pensato dal Partito Comunista cinese nel 2014 e che nel corso del tempo ha iniziato a trovare applicazione sperimentale in alcune località del Paese. L’obiettivo è però quello di estenderlo a tutta la popolazione cinese già a partire da quest’anno.

Di cosa si tratta? Ogni cittadino dovrebbe avere un rating, una sorta di valutazione assegnata dal Governo. Tale punteggio verrebbe regolato attraverso alcune informazioni che il Governo cinese dovrebbe ricavare per ogni singola persona.

Il controllo assoluto sulle persone esercitato dal Governo

Si parte dalla semplice anagrafica per poi andare nello specifico: puntualità nei pagamenti delle tasse, processi pendenti, multe e sanzioni ricevute, ma non solo. Il Governo cinese entrerà nella sfera più intima dell’individuo. Con l’aiuto delle principali piattaforme digitali del Paese verranno infatti monitorati gli spostamenti e quindi le abitudini quotidiane delle persone, nonché i profili social e la cronologia di navigazione fatta dall’utente.

In questo modo il Partito potrà giudicare l’integrità del cittadino e la sua affinità ai dettami espressi dal Governo. Un utente dedito al gioco online non potrà essere per esempio valutato troppo positivamente, così come una persona che frequenta pagine web di attivisti politici per quei diritti che non vengono riconosciuti in Cina.

Dal credito sociale alle punizioni

La funzione di questo patentino sociale non si esaurisce però nella sola votazione, ma ha dei riflessi immediati nella vita dei cittadini. Il Partito comunista ha infatti pubblicato un dettagliato “Elenco di base nazionale delle misure sanzionatorie per inaffidabilità“.

Si tratta delle punizioni a cui i cittadini saranno sottoposti nel momento in cui il loro rating non dovesse risultare soddisfacente. Si inizia con le restrizioni sui viaggi, voli e treni che possono infatti essere interdetti alle persone non ritenute affidabili dal credito sociale. Sanzioni già attuate, come quella nei confronti del cittadino cinese Liu Hu a cui è stato proibito l’acquisto di biglietti aerei per aver scritto un post critico nei confronti del Governo.

Dai trasporti si arriva all’educazione: se i genitori di alunni e studenti non dovessero avere un punteggio accettabile, ai figli verrebbe proibito l’accesso all’istruzione. È poi prevista una punizione anche per il lavoro. Un credito sociale basso non permette infatti di poter ambire a posizioni lavorative con un certo reddito.

Si arriva infine al rallentamento della connessione internet per gli utenti ritenuti indisciplinati e all’introduzione di ostacoli di varia natura nei pagamenti.

Dalla Cina al green pass

Questo inquietante sistema di credito sociale partorito in uno Stato totalitario e che sta vedendo la luce in questi ultimi anni non può non essere accostato al lasciapassare sanitario introdotto in Italia e altri Paesi ritenuti democratici.

E dopo aver constatato l’assenza di una reale motivazione sanitaria dietro al green pass, come confermato dallo stesso Andrea Crisanti, il timore che questo strumento possa avere un obiettivo diverso, più simile al credito sociale cinese, si fa sempre più concreto.

 

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