“In una gravidanza come minimo sono tre gli attori protagonisti: la mamma, il papà e il figlio. Al papà non viene chiesto nessun parere: semplicemente non ha voce in capitolo, e a volte forse gli sta bene così. Il bambino non viene preso in considerazione. Solo la mamma può decidere! Ma il figlio, anche se si trova all’interno del suo corpo, nel suo utero, è altro da lei, è un individuo a sé stante, che per “natura” viene concepito nel posto più sicuro che dovrebbe esserci al mondo: vicino al cuore della sua mamma. Mamma e papà: quando si concepisce un figlio si diventa subito mamma e papà. Dipende solo se di un bambino vivo o di un bambino morto.”

 

Feto di 12 settimane nel grembo materno
Feto di 12 settimane nel grembo materno

 

PENSIERI A ZONZO

 

 

di Brunella Rosano

 

Grazie alla vita!

Nella mia precedente vita, quando insegnavo Economia Aziendale, per alcuni anni, finché sono stata in servizio, partecipavo con una classe come “protagonista” e poi con tutto l’Istituto, al progetto “FORMICAMICA”, cioè la versione del Banco Alimentare rivolto alle scuole medie superiori. Dopo la giornata della raccolta veniva organizzata a Torino, grazie all’opera di don Angelo Zucchi, un incontro a livello regionale tra tutte le classi che avevano partecipato sia al progetto sia al concorso che veniva indetto per approfondire la tematica del “dono”. Un anno la “mia” classe vinse il primo premio con un filmato veramente bello! Permettetemi questo momento auto-celebrativo!

Un anno, al suddetto incontro, partecipò una giovane donna, per comodità la chiamerò Maria, che ci raccontò la sua esperienza.  Era originaria di un Paese del sud America ed era stata adottata da una coppia di Torino ancora bambina. Quando le era stato raccontato delle sue origini era stata pervasa dal rancore verso la sua mamma naturale che non l’aveva voluta, non l’aveva amata al punto da “darla ad altri”. Crescendo e maturando, a poco a poco questo sentimento si era attenuato, ed ora che era a sua volta mamma, si rendeva conto di tante cose che avevano potuto condizionare la scelta della sua mamma e nel suo cuore c’era ora un sentimento di gratitudine. Sì, gratitudine! La sua mamma, accettando comunque di farla nascere, aveva permesso anche ai suoi figli di venire al mondo; se avesse abortito, non solo avrebbe soppresso la vita di Maria, ma non avrebbe consentito la nascita di nipoti e via dicendo.

Mi è sempre rimasta nel cuore questa testimonianza perché non avevo mai pensato al danno irreparabile che viene fatto a tutta l’umanità con ogni singolo atto di aborto! Non solo vengono soppressi questi bambini, ma tutta la possibilità di bene che potrebbero originare, tutta la loro “dinastia”.

La celebrazione della Giornata per la vita ha riportato alla memoria questo fatto e il desiderio di condividerlo. Così come l’articolo di don Gabriele Mangiarotti sul sito www.sanmarino.sm….. “Padre Pio e quell’aborto confessato” che invito a leggere. Chissà quanti artisti, santi, bravi papà e mamme sono stati abortiti!

E’ inutile che ci giriamo intorno e che ci raccontiamo storie! La legge 194 che regolamenta e permette l’aborto in Italia NON è una buona legge! Non può essere una “buona” legge la legge che consente ad una donna l’uccisione del proprio figlio, tra l’altro a spese della collettività che riceve da questo atto un danno enorme, anche economico. In una gravidanza come minimo sono tre gli attori protagonisti: la mamma, il papà e il figlio. Al papà non viene chiesto nessun parere: semplicemente non ha voce in capitolo, e a volte forse gli sta bene così (leggere a questo proposito l’articolo del dottor Filippo Maria Boscia,  postato su questo blog il 10 febbraio). Il bambino non viene preso in considerazione. Solo la mamma può decidere! Ma il figlio, anche se si trova all’interno del suo corpo, nel suo utero, è altro da lei, è un individuo a sé stante, che per “natura” viene concepito nel posto più sicuro che dovrebbe esserci al mondo: vicino al cuore della sua mamma. Mamma e papà: quando si concepisce un figlio si diventa subito mamma e papà. Dipende solo se di un bambino vivo o di un bambino morto. Non sono compresi ovviamente gli aborti naturali, che purtroppo avvengono.

Come donna, come madre vorrei che lo Stato, la società, la collettività mi aiutasse a far nascere e crescere i miei figli. Non che, per motivi economici o lavorativi, mi costringesse a scegliere!

Aveva ragione santa Madre Teresa di Calcutta quando, ricevendo il Nobel per la pace, disse tra le altre cose: “Tante persone sono molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il suo stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me? Nulla”.

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