“Perché il governo non emana una legge con obbligo diretto? La risposta è nel diritto: l’obbligo di vaccinazione può essere introdotto nell’ordinamento soltanto con una legge emanata dal Parlamento, ma, restano necessari due presupposti: I° – l’efficacia del farmaco e, II° – la sicurezza per la salute di chi lo assume.

Così come altrettanto necessaria resta, a latere, la previsione di un congruo risarcimento per i casi (e sì che si sono verificati numerosi) di lesioni da vaccinazioni obbligatorie, o da contatto con vaccinati (v. art. 32 Costituzione; L. 25.2.1992, n. 210; sentenza Corte Cost. n. 268/2017)”.

 

Mario Draghi, conferenza stampa 22.07.2021
Mario Draghi, conferenza stampa 22.07.2021

 

 

di Anna Egidia Catenaro

 

L’attuale governo, avendo protratto i termini dello stato di emergenza, il cui presupposto andrebbe meglio  approfondito, si è autolegittimato all’emanazione di norme di urgenza quali i decreti legge  n. 52/2021, in parte già modificato, dopo meno di un mese, con il Decreto-legge n. 65/2021, ed il decreto legge del 23 luglio 2021 n.105 mediante i quali sono state introdotte e via via ampliate le c.d. “Certificazioni verdi COVID-19”, volte  a comprovare lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2, la guarigione dall’infezione o l’effettuazione, con risultato negativo, di un test molecolare o antigenico rapido al Covid- 19 e tale certificazione sarebbe necessaria ed indispensabile per l’accesso ad  una serie di servizi ed attività.

L’ampliamento è stato notevole, iniziato da pochi servizi o attività e man mano allargate a diverse parti della vita sociale, relazionale, educativa e di circolazione.

 

A livello esemplificativo si ricordano alcuni servizi ed attività: servizi di ristorazione svolti al chiuso e al tavolo, spettacoli aperti al pubblico, musei, piscine, centri benessere, centri sociali e ricreativi al chiuso queste già dal 6 agosto ed altre attività e servizi che saranno limitati dal mese di settembre tra tutti ricordiamo i viaggi su treni interregionali, su aerei e poi sul sistema scolastico con obbligo per i docenti e operatori scolastici e financo per gli studenti universitari.

Qualche interrogativo sorge spontaneo:

1) ma così facendo, il « Governo degli Italiani » sta davvero agendo per limitare la diffusione del virus?

2) e prima di incidere su diritti costituzionalmente garantiti, ha fatto tutto ciò che, nelle sue proprie competenze, era utile per evitare assembramenti, come ad esempio sui mezzi di trasporto pubblico?

3) ed ancora, ha risolto il problema delle scuole con aule sovraffollate e con insegnanti a numero insufficiente?

In buona sostanza, questo «Governo degli Italiani», cioè «lo Stato», prima di chiedere sacrifici immani al c.d. “popolo”, ai CITTADINI, ha agito come il buon padre di famiglia e cioè con diligenza, razionalità, lucidità e con verità?

Ed allora risponde a razionalità una norma che vieta di sedersi al tavolo del bar se privi di green pass ma ritiene lecito sostare in piedi a fare colazione allo stesso bar?

E’lecito chiedere al popolo, che per motivi sanitari o per libera scelta non ha inteso aderire alla campagna di vaccinazione ancora in fase sperimentale, di dover affrontare la spesa del tampone ogni 48 ore e se in famiglia vi sono più persone che avranno bisogno del green pass, sarà ragionevole affrontare tale spesa?

 

Il buon padre di famiglia che fa il bene dei suoi, e così pure lo Stato che garantisce serenità alla sua Comunità nel rispetto della dignità di ognuno, piccolo o grande, ricco o povero che sia, può mai emanare norme coercitive col dichiarato intento di spingere tutta la popolazione ad accettare un vaccino, visto che è questo il vero e poco criptato scopo del green pass?

Un vaccino che esce come approvato dalla comunità scientifica sul presupposto che non vi siano ulteriori cure?

Infatti, sia l’AIFA che L’EMA hanno autorizzato l’uso di tali farmaci con procedura d’urgenza “subordinata a condizioni” e da ciò discende, pertanto, che la sperimentazione sugli stessi non può dirsi conclusa.

Il buon padre di famiglia, come certamente dovrebbe essere lo Stato verso i Cittadini, ha accolto o vagliato i vari programmi terapeutici sperimentati da centinaia di medici in Italia e nel mondo, curando « a domicilio », e con successo, all’insorgere della malattia, così oltretutto evitando ospedalizzazioni incidenti sul livello di allerta in modo tale da richiedere cambi di colore delle Regioni con varie restrizioni?

 

La risposta a questi interrogativi è purtroppo negativa, lo Stato non ha fatto nulla o poco nel settore trasporti e scuola e per quanto concerne la salute, unica terapia consigliata all’insorgere della malattia è risultata essere la tachipirina e la vigile attesa; successivamente, nonostante il Senato della Repubblica avesse approvato all’unanimità il protocollo di cure domiciliari in data 8 aprile 2021, il Ministero della Salute e l’AIFA, disattendendo tale orientamento – hanno proposto appello avverso una ordinanza del Tar Lazio 1421/2021 che aveva disposto la sospensione della nota Aifa del 9 dicembre 2020 che dettava le linee guida per curare a domicilio le persone colpite da Covid-19, prevedendo unicamente la somministrazione di paracetamolo e ”vigile attesa” ed ottenendo addirittura l’accoglimento dell’impugnativa da parte del Consiglio di Stato.

 

Nell’utilizzo di questa terapia, consigliata a domicilio, sono morti tantissimi italiani costretti ad essere ospedalizzati, intubati, e quindi deceduti; cittadini sfortunati di non aver trovato sul loro cammino medici coscienziosi che li curassero discostandosi da tale piano terapeutico, risultato fallimentare.

 

Qualche altro interrogativo si aggiunge in merito all’emanazione dei decreti legge restrittivi di diritti:

1) il Governo italiano ha agito in coerenza alle norme del Regolamento Europeo per motivi di omogeneità nella normativa di contenimento del virus?

2) ha veramente agito nel rispetto dei diritti inviolabili sanciti dalla Costituzione?

 

Purtroppo a tanti di questi interrogativi la risposta è davvero sconcertante, lo Stato non si sta comportando come un buon padre di famiglia ma forse come un padrone a cui tutto sembra ammesso.

 

Pertanto, anche sotto un profilo più tecnico, il comportamento del Governo non è condivisibile, dato che con questi decreti legge, non preoccupandosi di salvaguardare il principio di ragionevolezza e quello di rispetto della gerarchia delle fonti del diritto, ha posto in essere errori di diritto macroscopici e grossolani, in dispregio del rispetto del diritto stesso e dei diritti tutelati da tali norme, pur di proseguire nella campagna di sponsorizzazione del vaccino.

 

I principi base del diritto, sono la gerarchia delle fonti, secondo la quale una norma di rango inferiore non può contrastare una di rango superiore.

Ora i decreti legge emanati dal governo italiano sono di rango inferiore alle leggi ordinarie, ed ancora al di sotto dei regolamenti comunitari e ancora al di sotto della costituzione.

 

Ciò nonostante con l’introduzione del green pass, tanti di quei diritti, inviolabili, garantiti dalla Costituzione, risultano essere violati.

Si pensi ai diritti di libera circolazione, al diritto allo studio, al diritto ad una vita sociale e al diritto a non subire discriminazioni.

Ma ancora il dettato del decreto legge in oggetto risulta vieppiù in violazione di altra norma di rango superiore: il Regolamento del Parlamento europeo nr.953 del 14 giugno 2021 che vieta espressamente qualunque discriminazione all’art.36:  “E’ necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate” ed esplicita “per esempio per motivi medici, perchè non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti covid-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinati o hanno scelto di  non essere vaccinate”.

 

Così agendo, il Governo non si assume la responsabilità di emanare una legge che obblighi indistintamente tutti, e tenta, invece, di arrivare in maniera surrettizia allo stesso risultato prevedendo sanzioni nei confronti dei non vaccinati o limitazioni di accesso e utilizzo dei servizi comuni.

Perché il governo non emana una legge con obbligo diretto? La risposta è nel diritto: l’obbligo di vaccinazione può essere introdotto nell’ordinamento soltanto con una legge emanata dal Parlamento, ma, restano necessari due presupposti: I° – l’efficacia del farmaco e, II° – la sicurezza per la salute di chi lo assume.

Così come altrettanto necessaria resta, a latere, la previsione di un congruo risarcimento per i casi (e sì che si sono verificati numerosi) di lesioni da vaccinazioni obbligatorie, o da contatto con vaccinati (v. art. 32 Costituzione; L. 25.2.1992, n. 210; sentenza Corte Cost. n. 268/2017).

Ma se il governo volesse emanare tale legge questa sarebbe in contrasto con altro dettato del Parlamento Europeo. Infatti, in data 27 gennaio 2021, l’Assemblea permanente del Consiglio d’Europa ha votato la risoluzione 2361 la quale, appunto vieta di rendere obbligatoria la vaccinazione anti Covid-19, imponendo che gli Stati debbano:

  1. assicurarsi che i Cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non lo desiderano fare da solo (punto 7.3.1);
  2. garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non volere essere vaccinato(punto 7.3.2);
  3. distribuire informazioni trasparenti sulla sicurezza e sui possibili effetti collaterali dei vaccini” (punto 7.3.4).

La libertà di scelta risulta, quindi, essere garantita e tutelata dalle norme di rango superiore ai decreti legge emanati che risultano quindi anticostituzionali, illogici, irrazionali e non sufficientemente basati su motivazioni oggettive. Detti decreti, con tanta leggerezza hanno messo a repentaglio tante libertà costituzionali fondamentali, quali la libertà personale, libertà di circolazione, di autodeterminazione, il principio di eguaglianza, di legalità, il principio del diritto allo studio scevro da impedimenti sociali ed economici (art 3 e 34 Cost) ed il principio della certezza del diritto.

Con questi decreti legge si è giunti all’assurdo di poter accedere in qualunque Paese Europeo, anche in mancanza di Green pass (magari con semplice richiesta di quarantena) mentre sarà impossibile andare a cena con familiari in un ristorante al chiuso.

Infine, se si volesse fare un discorso di bilanciamento di interessi tra diritti primari e doveri inderogabili (art 2 e 3 Cost) non si può propendere per un interesse collettivo, quando evidenze scientifiche mostrano che il vaccinato (V. per tutti dichiarazioni del Dr. Fauci) può contagiarsi e contagiare, e che il siero non può dirsi sicuro ed efficacie, visto che attende ancora un tempo lungo per l’approvazione definitiva e viste oltretutto le notevoli reazioni avverse, alcune anche mortali per cui già sono state inoltrate decine e decine di richieste risarcitorie allo Stato.

L’ augurio e la speranza è che la ragione e la verità rientrino entro le aule del Parlamento e si faccia davvero il bene del popolo con saggezza e diligenza da parte di tutti i Parlamentari.

 

 

 

Anna Egidia Catenaro, Avvocato, Dottore in diritto canonico con specializzazione nelle materie della Sacra Congregazione dei santi. Ha scritto e pubblicato: “Il concetto di martirio e la valutazione delle prove nelle cause dei santi”; “Quale giustizia oggi? Un volto cristiano”; “Dio mi chiama”; “Le tue preghiere per i grandi della terra”.

Nel 1999 in risposta all’esortazione di Giovanni Paolo II: “Andate negli ambienti di lavoro e portate Cristo” ha iniziato la missione di evangelizzazione nel campo della giustizia, dapprima a Roma e poi in altre città d’Italia e all’estero, a Parigi. Ha quindi fondato l’associazione privata di fedeli denominata Avvocatura in Missione il cui Statuto è stato approvato da Mons. Molinari de L’Aquila il 9 febbraio 2005. Nel 2000 ai piedi dell’altare di Rue du Bac, a Parigi, ha compreso che solo la missione di evangelizzazione verso i ricchi, i potenti della terra, gli avvocati, i magistrati, i politici, può risolvere le sorti del mondo e rappresenta l’unica strada possibile per sconfiggere i gravi problemi della fame, dell’ingiustizia e delle diseguaglianze sociali mondiali.

 

 

 

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