Giro d'Italia
Giro d’Italia

 

 

di Brunella Rosano

 

In questi giorni si sta correndo la terza settimana del Giro d’Italia. Lo ammetto: quest’anno mi sono appassionata a guardarlo, complice il bel tempo (delle prime due settimane; in questi giorni pioggia a catinelle!), la presenza di un fuori classe come Tadej Pogacar, dei tecnici delle riprese bravissimi (sia dalla moto che dall’elicottero) e i commentatori di Eurosport che sono veramente simpatici!

Ma non è sempre stato così!

Quando ero studentessa delle superiori, a maggio studiavo con la finestra aperta: allora la primavera era primavera, e i tifosi del Giro, che venivano a seguire le corse al bar difronte a casa mia, facevano un chiasso indicibile ed io li avrei mandati volentieri a quel paese! A maggio c’erano gli ultimi compiti in classe, le ultime interrogazioni, e dover subire quel casino tutti i pomeriggi, mi infastidiva parecchio!

Da alcuni anni, grazie ad una figlia che non può permettersi alcuna attività sportiva, ma è di indole “sportiva”, mi sono affezionata a seguire anch’io le gare di qualsiasi sport. L’anno scorso il Giro è stato molto noioso: poco combattuto, tempo perennemente piovoso…. Quest’anno invece è interessante e devo farmi “violenza” per non sedermi in poltrona a seguirlo! Anche se di strategie di corsa, gregari, capitani, ne capisco poco! Ma posso migliorare! Mia figlia e mio marito già sono contenti se collego alcuni nomi di corridori con le rispettive squadre: ad esempio Ganna fa parte della INEOS, Pogacar della UAE (Emirati arabi); so che Pozzovivo è il ciclista più anziano con diciotto giri alle spalle; Bettiol ha vinto la Milano – Torino………… non mi pare poco!

Ma indipendentemente dalla gara, la cosa che mi piace di più è vedere l’Italia: città, paesi, borghi che non potrò mai vedere di persona; la varietà dei paesaggi: campi coltivati a prova della laboriosità della nostra gente; distese di vigneti, di meleti; spiagge bellissime; monti impervi; cappelle sparse nelle campagne; campanili aguzzi che tendono verso il cielo; tetti delle case piatti al Sud; tetti spioventi al Nord, sovente fatti con le “lose” cioè pietre piatte; strade che si inerpicano verso i passi alpini, dove non di rado si trova ancora la neve; la gente, questo popolo così poco amato da chi lo rappresenta politicamente, eppure così generoso! Capace di aspettare ore sotto la pioggia, al freddo, per vedere sfrecciare in pochi secondi quel caleidoscopio di maglie dai colori sempre più vivaci, “fluo”. Le scritte sull’asfalto rifatto a nuovo perché passa il “Giro” e tutti ci auguriamo che passi di frequente così le amministrazioni per fare bella figura fanno rifare l’asfalto! Certamente il tempo concorre a rendere piacevole lo spettacolo: ogni cucuzzolo ha il suo castello, a qualsiasi latitudine, a volte ben tenuto, a volte diroccato a testimone di una passata grandezza! Spettacoli che con la pioggia e la nebbia non si vedono.

Ma quanto è bella l’Italia! È il Paese più bello del mondo! Per la sua storia, i suoi paesaggi, la varietà di ambienti in pochi chilometri, per l’arte visibile nelle chiese, nei palazzi storici, nelle piazze; per l’accoglienza della gente; non credete a chi vuole farci passare per razzisti! Non lo siamo; c’è un ciclista eritreo al Giro: viene applaudito come tutti gli altri. Si gioisce se vince un italiano, a volte capita, si esulta se vince un ciclista straniero: l’importante è che la gara sia bella, avvincente.

Sembra che il Giro non sia molto apprezzato dai grandi del pedale, che infatti preferiscono esibirsi al Tour de France: è più prestigioso, dicono. Da profana qual sono, dico che lo spettacolo del Giro è UNICO perché UNICA è la nazione che lo prepara (pasticci organizzativi a parte).

 Almeno quest’anno è così!

 


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