Papa San Giovanni Paolo II

Papa San Giovanni Paolo II

 

di Sabino Paciolla

 

Dopo il “pellegrinaggio LGBT” avvenuto e autorizzato nella cattedrale dal card. Tobin (ora promosso a membro della Congregazione per l’Educazione Cattolica); dopo la presa di posizione critica sul documento vaticano sul gender da parte dell’opinion leader cattolico, padre gesuita James Martin, vicino agli ambienti LGBT e promosso 2 anni fa a consultore dei media vaticani; dopo la richiesta da parte del vice presidente della Conferenza Episcopale Tedesca, mons. Bode, di benedire le coppie omosessuali; dopo il ritiro spirituale per le coppie omosessuali organizzato dalla diocesi di Torino per insegnare ai partecipanti la fedeltà (coniugale?); dopo gli attuali inviti, inclusivi di benedizione, fatti da alcuni sacerdoti ai fedeli a partecipare alle varie manifestazioni dei Gay Pride, sarebbe il caso di riascoltare le parole che papa San Giovanni Paolo II disse nell’omelia del 9 luglio 2000 a proposito delle manifestazioni LGBT romane.

In quell’anno, infatti, si celebrò il Grande Giubileo del 2000. Il 9 luglio, il pontefice polacco descrisse le provocazioni fatte durante le manifestazioni LGBT come un “affronto” all’Anno Santo e a Roma, un “offesa” ai “valori cristiani” della città.

Ecco le parole di papa San Giovanni Paolo II.

 

Un accenno ritengo, poi, doveroso fare alle ben note manifestazioni che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi.

A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al Grande Giubileo dell’Anno Duemila e per l’offesa ai valori cristiani di una Città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo.

La Chiesa non può tacere la verità, perché verrebbe meno alla fedeltà verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male.

Vorrei, a tale riguardo, limitarmi a leggere quanto dice il Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale, dopo avere rilevato che gli atti di omosessualità sono contrari alla legge naturale, così si esprime: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione” (CCC 2358).

La Madre celeste ci assista con la sua protezione.

 

Fonte: w2.vatican.va

 

Ecco il toccante testamento che Papa San Giovanni Paolo II dette ai giovani in occasione del Grande Giubileo del 2000:

 

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