Rilancio la quasi totalità dell’intervista concessa a Mauro Giordano del Corriere di Bologna a Daniele Giovanardi, l’ex primario ora in pensione del Pronto soccorso di Modena, fratello dell’ex Ministro. 

 

 

Lei è convinto che solo per anziani e fragili sia effettivamente necessaria la vaccinazione contro il Covid-19, perché?
«Io parto da un altro principio. Visto che si firma un consenso informato che responsabilizza il cittadino allora sarebbe necessario che le persone siano effettivamente informate. Invece c’è troppa bagarre in giro e faziosità. Anche l’Ema e le case farmaceutiche affermano che siamo in una fase sperimentale di questi vaccini, approvati in via emergenziale alla luce della situazione che stiamo vivendo. Ogni paziente è unico e anche su questo aspetto ho le mie osservazioni da fare: in che modo si svolge la raccolta anamnestica di 500 persone in fila per una dose? Avrei anche altre puntualizzazioni da fare».

Quali?
«Che la comunità scientifica sulla vaccinazione anti Covid per i bambini è divisa, quindi mi metto nei panni di un genitore che dovrà decidere. Credo debba essere messo nelle condizioni di farlo».

Lo scenario attuale sta però mostrando che grazie ai vaccini nonostante la nuova risalita dei contagi si sta riuscendo a ridurre i ricoveri. Questo non è già un elemento sufficiente in favore della campagna vaccinale?
«Ma io infatti sono d’accordissimo sul fatto che un anziano con molte patologie o un fragile di un’altra età si vaccini. In quei casi la somministrazione ha dei vantaggi molto grandi rispetto al rischio di non fare nulla. Chiedo però anche che vengano prese in considerazione le cure domiciliari, visto che dei protocolli efficaci esistono. Il vaccino è una delle armi ma non l’unica, e visto che si tratta di un farmaco sperimentale come sono sperimentale altri farmaci non capisco perché la seconda strada sia stata completamente abbandonata. C’è un punto fondamentale di questa pandemia che mi piace sottolineare».

Di che si tratta?
«É stata una malattia lasciata a se stessa. I medici non hanno più visitato a casa le persone. Si è scelta la via della tachipirina e della vigile attesa quando protocolli con antinfiammatori e poi eparina o cortisone per i casi più gravi hanno funzionato: ma si tratta appunto di casi seguiti. Io pur essendo in pensione con doppia mascherina ho visitato a casa tanti pazienti, collaborando con l’associazione IpprocrateOrg».

La spaventa la sospensione?
«Più che altro io che in modo volontario vado a casa dei pazienti verrei fermato e invece chi lavora e non visita a domicilio potrebbe lavorare tranquillamente. Solo a causa del vaccino. Mi dispiacerebbe non poter dare più il mio contributo».

Lei pensa che stia incidendo anche la stagione estiva nel trend dei ricoveri?
«Non lo dico io ma lo scenario che abbiamo vissuto anche lo scorso anno. Tante considerazioni andranno fatte a ottobre e novembre, bisogna aspettare per capire il reale impatto della vaccinazione. Inoltre anche sul vaccinare durante la pandemia ci sono opinioni discordanti tra gli esperti: io mi limito solo a riportarle».

Tutto questo la porta a essere contrario anche al green pass?
«Faccio un esempio stupido: ma per quale motivo chi è vaccinato con Sputnik non può entrare in un locale? Si tratta solo di un ostacolo burocratico nel momento in cui viene dimostrato che quel vaccino ha una sua funzione. Lo ripeto: se è vero che anche da vaccinati si può contagiare cade tutta la retorica dell’obbligo del pass e credo possa essere anche impugnato».

Le dà fastidio essere definito come «antiscientifico» o «no vax»?
«Più che altro non mi sembra che gli stessi organismi ufficiali che dicono le stesse cose che dico io vengano etichettate alla stesso modo. A loro il cartello al collo non viene messo. La vigilanza attiva sui vaccini esiste da sempre ma è usata in modo passivo, chi raccoglie effettivamente gli effetti che stanno riscontrando i pazienti?».

Lei aspetta altri dati prima di vaccinarsi?
«Se il via libera definitivo arrivasse domani lo farei subito. Ma oggi è antiscientifico chi sostiene che questi vaccini non sono in una fase ancora di studio, perché solo tra qualche mese, addirittura nel 2023, avremo i reali riscontri sulla popolazione».

 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email