V Domenica di Quaresima

(Anno B)

(Ger 31,31-34; Sal 50; Eb 5,7-9; Gv 12,20-33)

 

di Alberto Strumia

 

Ci stiamo avvicinando “a grandi passi” alla Pasqua di Risurrezione: è la festa centrale di tutto l’anno liturgico, perché, in essa, si celebra il “successo” di tutta la storia della Salvezza.

  1. La prima lettura dice in poche parole quello che Dio stesso spiega ad ogni singola persona e all’umanità intera. Il “messaggio” è, per dirlo con il nostro linguaggio odierno, che

– non è sufficiente cambiare le “strutture” della società, del mondo economico (illusione marxista) per risanare la società e “pilotare” gli uomini verso un ipotetico “bene”.

– Non basta agire sulle “leggi” degli Stati per riuscire a guidare, costringendoli legalmente, i singoli e le società verso la soluzione dei problemi della convivenza civile (illusione legalista).

– Non basta dare i pieni poteri ai giudici, su tutto e su tutti, per estirpare ogni forma di corruzione e di male (illusione giustizialista).

In sostanza non è sufficiente, per l’uomo, agire sull’“esterno” degli esseri umani per indirizzare, o addirittura costringere al bene le loro volontà.

Perché è la coscienza, il “cuore” (ovvero l’intelligenza e la volontà) è l’interno dell’uomo che va cambiato, educandolo a giudicare che scegliere il Bene e apprezzare il Vero, “affezionandosi” al Bene e alla Verità, è più “conveniente” per lui, che non preferire la furbizia di seguire delle scorciatoie opportunistiche.

Ma per agire seriamente sull’interno del “cuore” dell’uomo e farlo “affezionare” alla Verità e al Bene, occorre essere Dio. Quando è l’uomo a presumere di poter cambiare il cuore degli altri uomini, mettendosi al posto di Dio, egli produce solo una “manipolazione psicologica”, perché agisce con dei “meccanismi di condizionamento”, essendo incapace di rispettare la libertà delle persone. Solo Dio sa rispettare veramente la libertà nell’attrarre l’essere umano a Dio stesso, che è il sommo Bene.

= L’Antica Alleanza, agiva mediante le regole della Legge consegnata a Mosè all’esterno del cuore dell’uomo, chiedendo di rispettarle esteriormente. Ma Dio mostra, attraverso i Profeti (non a caso la prima lettura è tratta dal libro del Profeta Geremia) che questo modo esteriore di procedere per istruire il popolo non è sufficiente.

= Occorre una Nuova Alleanza, con la quale Dio agisce direttamente attirando a sé dall’“interno” la coscienza, il cuore dell’uomo: «Questa sarà l’Alleanza […] porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo». Questo metodo vale anche oggi, perché vale sempre. La Chiesa ha il compito di “educare le coscienze”, formandole con l’insegnamento di Cristo (dottrina) e mettendole direttamente in contatto con Lui, mediante i Sacramenti, in modo tale che sia, in Cristo, Dio stesso ad agire in essi con la Sua Grazia. Cristo centro del cuore dell’uomo, criterio di giudizio e centro affettivo.

  1. La seconda lettura ci dice sinteticamente che questa è l’obbedienza che anche noi, oggi, abbiamo bisogno di imparare, seguendo le orme del Signore («Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono»). Stiamo patendo anche noi in questo periodo della storia, stiamo patendo sia nel corpo che nello spirito, vedendo il mondo e la Chiesa così desolati e sbandati. Da ciò che dobbiamo “patire” possiamo imparare che Dio, facendoci il deserto attorno, ci sta convincendo ad imparare che solo Lui è tutto per noi, perché il resto sta dissolvendosi giorno dopo giorno. Gli uomini potranno essere convinti solo quando tutto il resto sarà loro tolto e solo Dio, solo Cristo, rimarrà saldo.
  2. Il Vangelo ci fa vedere, al tempo stesso:

– L’“universalità del cristianesimo” (la “cattolicità” è l’unica forma di “globalizzazione” che può funzionare, perché viene da Cristo, da Dio e non dagli uomini che si sono messi al seguito di Satana). Questo aspetto dell’“universalità” lo si vede nel passaggio che ci dice che «tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa c’erano anche alcuni Greci». Non solo degli appartenenti al popolo di Israele, ma anche la gente di altra identità, come i Greci. È il primo segnale della “cattolicità” di Cristo e del Suo insegnamento: la Salvezza che passa per alcuni “eletti” è data per raggiungere l’umanità intera. Perché tutti gli uomini hanno bisogno di essere ricondotti a quella “giustizia originale” (nel rapporto con Dio e con se stessi) che hanno perduto tutti.

– L’“unicità” di Cristo come Salvatore degli uomini. Solo Lui è Dio-Uomo e quindi solo Lui è onnipotente, al punto di riparare il danno infinito procurato dalla rottura del rapporto tra l’uomo e Dio, espiando una colpa infinita. Solo Lui, essendo anche uomo, può espiare prendendo il posto dell’umanità colpevole, offrendosi da innocente, di prendere il posto dell’umanità colpevole («proprio per questo sono giunto a quest’ora!»). E nessun altro può farlo!

In questo sta la Sua grandezza, davanti a Dio e agli uomini. Per questo «venne allora una voce dal cielo: “L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!”».

«Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Sono le parole della Risurrezione, quelle della Pasqua che presto celebreremo. Quest’anno è sempre più “letteralmente” ciò di cui abbiamo bisogno: di toccare con mano che «il principe di questo mondo sarà gettato fuori», anche “visibilmente”, perché è già stato messo fuori dalla Croce di Cristo. Abbiamo bisogno del Suo ritorno, e prima ancora di quell’anticipo del Suo ritorno che è il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, che lei stessa ha profetizzato. Prepariamoci con questa serietà alla Pasqua di quest’anno!

 

Bologna, 21 marzo 2021

 

Alberto Strumia, sacerdote, teologo, già docente ordinario di fisica-matematica presso le università di Bologna e Bari. 

fonte: albertostrumia.it

 

 

 

 

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