Ho letto un articolo di padre Xandier Lucie-Smith che ho trovato interessante. Vi propongo solo uno stralcio. Dice: “Gesù Cristo non è venuto a darci una pacca sulla spalla.”

Eccolo nella mia traduzione.

 

Foto: statua di San Paolo

Foto: statua di San Paolo

 

.la rivelazione di Dio ci mette in discussione. In altre parole, Gesù non è venuto a darci una pacca sulla spalla, è venuto a metterci profondamente a disagio e a farci capire che tutti noi dobbiamo cambiare. O, come disse una volta il grande Rowan Williams: “Gesù non è colui che risponde alle nostre domande, è colui che interroga le nostre risposte”. E ricordiamoci che le nostre risposte non sono molto buone, perché lo stato del mondo e lo stato della nostra vita ne dà ampia evidenza.

Tuttavia, il fatto incontrovertibile che il peccato esiste è un fatto che difficilmente si osa sussurrare in questi giorni, come chiarisce il dottor Gregg. Dopo tutto, il mondo si aspetta che noi confermiamo le persone non che le sfidiamo. Ma confermare le persone può spesso significare mentire, e questo non è un bene. Dobbiamo dire la verità, e insistere su di essa, in qualunque momento, come qualcuno ha detto una volta (cioè San Paolo a Timoteo, vedi sotto, ndr). Questo però richiede un po’ di coraggio e può rendere impopolare colui che afferma la verità. Ma resta il fatto che la verità deve essere proclamata e la menzogna deve essere messa in discussione. Non tutte le scelte che facciamo sono buone; molte di esse sono peccaminose; dire ai peccatori che di fatto non si sono smarriti è condurre le loro anime in grave pericolo.

Dove ci conduce questo? Due grandi risorse che abbiamo a nostra disposizione sono la Fides et Ratio e la Veritatis Splendor, entrambe encicliche di San Giovanni Paolo II. Entrambe sono una chiamata all’umanità a rendersi conto che la soggettività non è l’ultima parola; c’è la verità morale oggettiva e quella verità oggettiva la possiamo raggiungere attraverso la ragione. Entrambe offrono un’opposizione a quella che Benedetto XVI ha definito così memorabilmente la dittatura del relativismola convinzione assoluta (e contraddittoria) che tutte le credenze sono soggettive.

Come molti dei miei contemporanei nel sacerdozio, sono costernato che la Veritatis Splendor e la Fides et Ratio sembrano così trascurate in questi giorni. Le trascuriamo a nostro rischio e pericolo.

 

Dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo, cap. 4:

 

Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, pur di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo i propri capricci, rifiutando di dare ascolto alla verità per perdersi dietro alle favole. Tu però vigila attentamente, sopporta le sofferenze, compi la tua opera di annunciatore del Vangelo, adempi il tuo ministero.

 

Fonte: Catholic Herald

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