Rilancio da Byolu

 

Vaccini covid germania

 

Difficile ormai guardare con ottimismo al futuro, ma l’aria sembra cambiare e si paventa ora una flebile luce in fondo al tunnel. Mentre i media sono focalizzati sul tramonto offuscato di Mario Draghi, nel Vecchio Continente si intravede un’inversione di tendenza per quanto concerne la vaccinazione anti-Covid. A prendere un’inedita posizione sugli effetti avversi della vaccinazione impulsiva è stato il ministero della Salute tedesco. “Una persona su 5.000 è colpita da gravi effetti avversi dopo l’inoculazione di un vaccino anti-Covid”, ha comunicato l’istituzione federale sul proprio profilo Twitter, corredando il post con tanto di link e invitando i cittadini a segnalare reazioni sospette al Paul Ehrlich Institut (PEI), l’equivalente dell’Aifa.

Il ministero della Salute tedesco rettifica: è ancora peggio

Poco dopo, un tweet di rettifica: “Il tasso di segnalazione di effetti avversi gravi corrisponde secondo il PEI a 0,2 segnalazioni ogni 1.000 dosi di vaccino”. Insomma, dosi e non persone. Ancora peggio, se si considera che con ogni dose somministrata aumenta la percentuale di rischio di incorrere in eventi gravi post-vaccinazione. Il rischio di riscontrare conseguenze gravi non si assesterebbe quindi a 1 su 5.000. Per soggetti vaccinati con due dosi il rischio diventerebbe 1 su 2.500, dato che cala a 1 su 1.667 per chi ha ricevuto il booster. Il numero scende ulteriormente a 1 su 1.250 per coloro cui è stata somministrata la quarta dose. Dati preoccupanti, che confermano i dubbi emersi sin dall’inizio della campagna vaccinale. Il tweet è stato successivamente rimosso dal profilo istituzionale e sostituito con la nuova statistica.

Ma gli effetti avversi non erano fake news?

Un lapsus freudiano, oppure una strategia volutamente attuata dal ministero tedesco? Poco importa, ciò che conta è che il ministro della Salute in GermaniaKarl Lauterbach, ha dovuto cedere alle pressioni esercitate dalla stampa tedesca nelle ultime settimane. “Malato dopo la vaccinazione anti-Covid”, ha titolato a inizio luglio la Bild in prima pagina, uno dei quotidiani a maggiore tiratura in Germania. Proprio Lauterbach, ministro espressione dei socialdemocratici, aveva più volte ribadito la totale sicurezza della vaccinazione, che sarebbe stata esente da effetti avversia suo dire, in ogni caso rarissimi. Ora la conferma dell’Aifa tedesca: gli effetti avversi esistono, sono gravi e tutt’altro che rari.

Quale rapporto rischio-beneficio?

Conseguenze che, in alcuni casi, hanno addirittura portato al decesso di persone completamente sane. Lecito chiedersi quanto sia attendibile il rapporto rischio-beneficio del vaccino anti-Covid stilato dagli enti regolatori del farmaco internazionali. Soprattutto se si considera il fatto che, in Italia, il tasso di mortalità per la Covid-19 rasenta lo 0% per le fasce d’età sotto i cinquant’anni. Questo quanto emerge dai dati aggiornati a luglio 2022 e diffusi dal portale Statista. Inoltre, va anche considerato che la farmacovigilanza passiva riporta soltanto segnalazioni spontanee, producendo un dato altamente sottovalutato, si stima di circa dieci volte.

Dati italiani completamente diversi da quelli tedeschi

Farmacovigilanza che, in Italia, non è mai stata attuata con la dovuta trasparenza. I rapporti dell’Aifa sono infatti improvvisamente passati da mensili a trimestrali, intervalli di tempo che, spesso e volentieri, sono lievitati. L’ultimo rapporto dell’ente regolatore del farmaco italiano risale al lontano 26 marzo. I dati riportati dall’Aifa cozzano però con quelli rilevati dal PEI in Germania. 4,5 sono le segnalazioni gravi riportate da Aifa ogni 100.000 dosi somministrate, mentre per il PEI sono 20 su 100.000.

“Effetti avversi”: Pfizer sapeva tutto

Se si sommano tutte le incongruenze già emerse dai documenti interni di Pfizer che vengono periodicamente pubblicati grazie a una sentenza di un giudice federale statunitense, è un mistero come questi preparati non siano ancora stati ritirati dal mercato. Al contrario, gli Stati “pfizeromani” proseguono sulla strada di vaccinazioni a brevi intervalli, con sieri già scaduti e basati su una variante del virus ormai non più prevalente.

Stando ai pfizerfiles, il colosso statunitense avrebbe mentito sulla reale efficacia del farmaco. Già a fine febbraio del 2021, Pfizer ha inoltre assunto oltre 1.800 dipendenti esclusivamente per seguire segnalazioni di effetti avversi, cercando fino all’ultimo di nascondere questo dato. La Germania si fa ora iniziatore di una repentina inversione a “U”, ma la domanda è: i responsabili di danni alla salute a decine di migliaia di persone verranno mai messi di fronte alle proprie colpe?

 


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email