In Germania la curva delle infezioni si sta appiattendo, anche se aumentano i morti (oltre 4000): da lunedì prossimo si comincia lentamente a riaprire diverse attività, la scuola riaprirà gradualmente dal 27 aprile (per i maturandi) e dal 4 o dall’11 maggio su base regionale. Anche i negozi riaprono a scaglioni da lunedì venturo, e la Chiesa finalmente comincia a riflettere sul divieto di celebrazioni pubbliche che a metà marzo è stato adottato con estrema velocità (degne eccezioni la diocesi di Ratisbona e Passau, per quello che so io, ma Monaco, diocesi del Cardinal Marx, si è adeguata quasi con entusiasmo). Come sempre, il cardinal Woelki è tra gli “apripista”, mentre il nuovo presidente della Conferenza Episcopale Tedesca si affretta a riconfermare la “piena convinzione” con cui la Chiesa cattolica ha sostenuto la reazione coordinata dello Stato tedesco alla crescita delle infezioni da virus.

C’è da sottolineare che qui in Germania non si è mai pensato a chiudere le chiese, quindi ognuno poteva andare a pregare quando voleva, senza dover passare dal tabacchino… Ad ogni modo la tutela del diritto di libertà religiosa in Germania è ancora un “bene prezioso”, forse perché ci si ricorda bene come andarono le cose negli anni del Nazismo…

Ecco un articolo pubblicato su Die Tagespost, nella mia traduzione.

Alessandra Carboni Riehn

 

Cardinal Rainer Maria Woelki. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Cardinal Rainer Maria Woelki. (AP Photo/Alessandra Tarantino)

 

I vescovi ancora si consultano, Woelki si esprime perché le messe siano presto autorizzate a determinate condizioni.

Le funzioni religiose, rispettando condizioni che tengano conto della tutela della salute, dovrebbero tornare ad aver luogo il più presto possibile, ha detto il Cardinale Woelki di Colonia.

 

A partire dal 30 aprile i cristiani in Germania possono contare di poter tornare a partecipare a funzioni religiose pubbliche, a determinate condizioni. Dopo un confronto avuto venerdì scorso al Ministero federale degli Interni, la Conferenza episcopale tedesca ha annunciato che si sta adoperando per un graduale allentamento del divieto di funzioni religiose pubbliche a partire dal 30 aprile. Nella prossima settimana dovranno essere studiati “percorsi concreti”. A partire dal mese di maggio dovranno essere possibili eventi religiosi “in ottemperanza alle esigenze della protezione dalle infezioni”.

Il presidente dei vescovi tedeschi, Georg Bätzing, ha sottolineato la solidarietà con gli enti statali della Chiesa cattolica in Germania, ripetendo come le restrizioni alla pratica religiosa siano state sostenute “da noi con piena convinzione”.

Il divieto di celebrazioni pubbliche della messa a causa del coronavirus è la prova di una comprensione relativistica dell’Eucaristia.

Ancora una volta l’arcivescovo di Colonia si è espresso a favore di una limitata ripresa delle messe aperte al pubblico: “La libertà religiosa è un bene prezioso, che a ragione è particolarmente tutelato anche dalla legge”, ha detto venerdì al quotidiano “Tagespost”. Per questo motivo non ritiene che nella discussione sulle cosiddette “misure di allentamento [del lockdown per coronavirus]” si possano paragonare le funzioni religiose agli eventi culturali o addirittura alle attività commerciali. In realtà è in gioco il libero esercizio della religione, un elementare diritto di libertà, una delle colonne portanti della vita pubblica in Germania. Il Cardinale di Colonia ha dichiarato testualmente: “Da un punto di vista pratico bisogna aggiungere che naturalmente nessuno pensa di tornare semplicemente, da un giorno all’altro, a funzioni religiose simili a quelle che era possibile celebrare prima della crisi dovuta al coronavirus. Un tale ritorno alla normalità è ancora molto lontano. Ma le funzioni religiose in condizioni che tengano conto della tutela della salute dovrebbero essere riprese al più presto”.

I cristiani di entrambe le confessioni hanno ricevuto il sostegno del commissario del governo federale per la libertà religiosa mondiale, Markus Grübel (CDU). Secondo il telegiornale “Tagesschau” di venerdì, il politico della CDU ha chiesto rapidi allentamenti dei divieti, sottolineando come sia importante concedere rapidamente più libertà alla vita religiosa e come non si possa più giustificare che i centri di bricolage siano aperti, ma la frequentazione della chiesa sia vietata.

 

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