di Sabino Paciolla
Il Comitato permanente per le vaccinazioni tedesco (STIKO) ha aggiornato le proprie linee guida sul vaccino contro il COVID-19, restringendo la raccomandazione standard alle sole persone dai 75 anni in su. In un documento di 33 pagine pubblicato il 9 luglio, il comitato spiega che la revisione riflette “l’attuale situazione epidemiologica e lo stato immunitario della popolazione”.
E’ quanto riporta Zachary Stieber nel suo articolo pubblicato su The Epoch Times.
Secondo lo STIKO, “una vasta percentuale della popolazione adulta possiede ora un’immunità ibrida, caratterizzata dall’esposizione a una varietà di contatti antigenici, ed è quindi sufficientemente protetta contro i casi gravi di COVID-19”, condizione valida anche per le donne incinte in buona salute.
“Ciò vale anche per le donne incinte in buona salute.”
Di conseguenza, la precedente indicazione a raggiungere un’immunità di base per tutta la popolazione adulta non è più applicabile.
Il cambiamento si fonda su quattro elementi: la diffusa immunità ibrida, la rarità ormai riscontrata di casi gravi in gravidanza, il calo costante di contagi, ricoveri e decessi (concentrati soprattutto tra gli over 75), e l’emergere di un andamento stagionale del virus, con picchi tra fine estate e inizio autunno.
Va ricordato che a gennaio le stesse raccomandazioni STIKO indicavano la vaccinazione annuale per gli over 60 e per gli adulti tra 18 e 59 anni privi di adeguata immunità pregressa, comprese le donne in gravidanza. Le indicazioni dello STIKO non sono vincolanti, ma orientano le linee guida dei Länder e le direttive del Comitato Federale Congiunto.
Resta comunque valida la raccomandazione vaccinale per le persone a rischio aumentato per patologie preesistenti, incluse le donne in gravidanza. Una dinamica simile si osserva negli Stati Uniti, dove un analogo passo indietro dei CDC è stato bloccato da un tribunale federale, con appello ancora in corso.
Durante la cosiddetta pandemia di COVID-19, ricorderete che l’iniezione anti-COVID — un prodotto che all’epoca aveva alle spalle solo pochi mesi di sperimentazione clinica — fu di fatto imposta a tutti attraverso il green pass, comprese le donne in gravidanza. Donne alle quali, prima del COVID, si evitava di somministrare farmaci, anche quelli più collaudati e sicuri da decenni, proprio per una ragione prudenziale, quella di proteggere il bambino che portavano in grembo.
Oggi in Germania si è arrivati a consigliare l’iniezione anti-COVID alle persone dai 75 anni in su.
La cosa più curiosa è che a gennaio scorso le stesse linee guida dello STIKO raccomandavano la vaccinazione annuale per gli over 60 e per gli adulti tra i 18 e i 59 anni privi di adeguata immunità pregressa, comprese le donne in gravidanza. A distanza di soli sei mesi, le indicazioni sono cambiate drasticamente. Cos’è successo di tanto rivoluzionario? Nulla.
Tirate voi le vostre conclusioni.



















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