Benedetto XVI
Benedetto XVI

 

 

di Sabino Paciolla

 

Avantieri abbiamo dato la notizia che il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, ha deciso di reintrodurre sulla carta di identità dei minori la dizione di “Genitore 1” e “Genitore 2”.

La Repubblica introduce la notizia con queste parole: 

“Dopo i decreti sicurezza, il Viminale cancella un altro lascito dell’era Salvini che aveva fatto molto discutere.

Sulla carta di identità per i minori di 14 anni o sui moduli di iscrizione a scuola dei bambini si torna a ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’, una dicitura che da tempo ormai aveva sostituito il vecchio “madre” e “padre” e che Salvini ministro dell’Interno aveva invece recuperato.”

Avete capito? Il concetto di “padre” e “madre”, secondo Repubblica, sarebbe un “lascito” di Salvini, cioè di un partito e non della civiltà, un concetto che non affonderebbe nella notte dei tempi, ma sarebbe frutto delle decisioni dei partiti della maggioranza di turno. Secondo Repubblica, i concetti ”madre” e “padre” sarebbero vecchi e, addirittura, avrebbero “fatto molto discutere”. Per la élite intellettuale snob e radical-chic, occorre invece essere sempre trendy, up-to-date, alla moda e scaricare tutto ciò che è “vecchio”, per vestirsi dell’uomo nuovo, quello ideologico, ovviamente. 

E invece a noi piacciono le cose sensate, semplici, perché ci mantengono stretti alla realtà, con i piedi per terra.

Per questo ci abbeveriamo alle parole che Benedetto XVI disse il 22 dicembre 2006, e che ci aiutano a capire questi nostri strani tempi.

Eccole: 

Si aggiunge poi, per l’altra forma di coppie, la relativizzazione della differenza dei sessi. Diventa così uguale il mettersi insieme di un uomo e una donna o di due persone dello stesso sesso. Con ciò vengono tacitamente confermate quelle teorie funeste che tolgono ogni rilevanza alla mascolinità e alla femminilità della persona umana, come se si trattasse di un fatto puramente biologico; teorie secondo cui l’uomo – cioè il suo intelletto e la sua volontà – deciderebbe autonomamente che cosa egli sia o non sia. C’è in questo un deprezzamento della corporeità, da cui consegue che l’uomo, volendo emanciparsi dal suo corpo – dalla “sfera biologica” – finisce per distruggere se stesso. Se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non ci interessa? I credenti, in virtù della grande cultura della loro fede, non hanno forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo?  Non è piuttosto il loro – il nostro – dovere alzare la voce per difendere l’uomo, quella creatura che, proprio nell’unità inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio?

Il ministro Lamorgese dice che ce lo chiede l’Europa. Già l’Europa. Questo “Moloch” a cui dobbiamo solo obbedire, qualunque richiesta, anche la più insensata, ci faccia. Un’Europa che ha rifiutato le sue radici cristiane, perché, come Repubblica, le ha considerate cosa vecchia, da recidere, per “emanciparsi” (si fa per dire). 

Ma è sempre Benedetto XVI che dice:  

…il problema dell’Europa, che apparentemente quasi non vuol più avere figli, mi è penetrato nell’anima. Per l’estraneo, quest’Europa sembra essere stanca, anzi sembra volersi congedare dalla storia. Perché le cose stanno così? Questa è la grande domanda. 

Il problema è diventato così difficile anche perché non siamo più sicuri delle norme da trasmettere; perché non sappiamo più quale sia l’uso giusto della libertà, quale il modo giusto di vivere, che cosa sia moralmente doveroso e che cosa invece inammissibile. Lo spirito moderno ha perso l’orientamento, e questa mancanza di orientamento ci impedisce di essere per altri indicatori della retta via.

Infine, Benedetto XVI va alla radice della questione, e dice: 

La Chiesa deve parlare di tante cose: di tutte le questioni connesse con l’essere uomo, della propria struttura e del proprio ordinamento e così via. Ma il suo tema vero e – sotto certi aspetti – unico è “Dio”. E il grande problema dell’Occidente è la dimenticanza di Dio: è un oblio che si diffonde. In definitiva, tutti i singoli problemi possono essere riportati a questa domanda, ne sono convinto.

Come sarebbe bello se la Chiesa, come ha detto Benedetto XVI, sentendolo come dovere, alzasse la sua voce “per difendere l’uomo, quella creatura che, proprio nell’unità inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio”.

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