Alessadro Sallusti, direttore del quotidiano Libero, in un suo artticolo secco ed essenziale pubblicato sul suo giornale di ieri, ha espresso in maniera chiara quali sono i rischi che corriamo nel caso il Ddl Zan venga approvato. 

 

 

 

di Alessandro Sallusti

 

Se la legge Zan passasse come chiedono i promotori si aprirebbe un enorme problema di libertà di opinione dagli esiti imprevedibili perché affidati, in buona sostanza, al giudizio dei magistrati che in quanto uomini hanno idee diverse tra loro e spesso in equilibrio instabile. Prendiamo il caso dell’insegnamento cattolico. Non solo le sacre scritture al punto “Dio li creò maschio e femmina“ ma anche buona parte del catechismo finirebbe fuori legge perché è discriminante e tendenzialmente omofobo là dove si legge che “l’omosessualità è una condizione disordinata contraria alla legge naturale“ e che le persone in tale stato “devono essere chiamate alla castità“.

Fino a oggi gli insegnamenti in campo etico e sessuale della Chiesa sono semplicemente un pensiero della Chiesa che nessuno è tenuto a leggere e tantomeno a seguire. Insegnarli, crederci e applicarli è una scelta libera e privata. Con il decreto Zan invece un magistrato – su denuncia di qualcunoo  per sua iniziativa – potrebbe, anzi dovrebbe, intervenire a tutela della parità di genere. Una sorta di medioevo all’incontrario nel quale finiscono al rogo non i miscredenti ma i credenti. Già me lo vedo: avvisi di garanzia a parroci ed educatori, sequestri di vangeli e testi sacri, sospensione delle prime comunioni che prevedono per l’appunto lo studio del catechismo.

Vogliamo arrivare a tutto questo? Che i cattolici facciano i cattolici e i laici i laici in piena libertà. E a chi sostiene che ciò non potrà mai accadere ricordiamo le follie avallate dalle istituzioni tipo togliere i presepi dalle scuole e dai luoghi pubblici per non offendere i credenti di altre religioni.

Io già me lo vedo l’interpellanza parlamentare che chiede al ministro dell’interno come sia possibile che si reciti il Padre Nostro e chieda di sostituire le prime parole con: “Gender nostro che sei nei cieli“ perché non esiste più la differenza tra padre e madre (in molte anagrafi e già così, i famosi genitore uno e due).

Questo è un giornale laico che difenderà la laicità dello Stato fino alla morte. Ma ci batteremo anche per la libertà di religione ed educativa delle comunità cattoliche. Non sarà uno Zan a cancellare la storia della nostra civiltà.

 

 

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