Oggi (ieri, ndr), l’arcivescovo Georg Gänswein – segretario personale del Papa emerito Benedetto XVI e prefetto della Casa Pontificia – ha pubblicato in Germania una riflessione natalizia che LifeSiteNews desidera presentare nella sua traduzione integrale in inglese.

Ecco il testo integrale pubblicato dall’arcivescovo Georg Gänswein, tradotto in inglese da Maike Hockson, nella mia traduzione in italiano.

Erzbischof Georg Gänswein Foto: CNA Deutsch / EWTN.TV

Erzbischof Georg Gänswein
Foto: CNA Deutsch / EWTN.TV

 

L’anno 2018 entrerà forse un giorno nella storia come un “annus horribilis”, come l’anno in cui la Cina è riuscita per la prima volta con la generazione di un “baby designer” (un bambino con le caratteristiche desiderate, ndr), interferendo così in modo decisivo nell’Ordine della Creazione di Dio.

Tuttavia, nella vigilia di Natale, ogni ateo daterà automaticamente le sue lettere con l’anno 2018, con cui si contano gli anni a partire da quel giorno in cui, a Betlemme, il Creatore del Cielo e della Terra è venuto al mondo come un bambino. La nascita di Cristo è il punto di riferimento di per sé della nostra storia.

Ciò che Dio ha fatto a se stesso è un miracolo insondabile, ed è tuttavia – insieme all’Annunciazione di quella nascita annunciata dall’Arcangelo Gabriele a Maria – il nocciolo dei nostri Vangeli. Il Re dell’Universo è entrato nella nostra natura. Un atto d’amore più grande non è immaginabile. Per questo motivo, fino ad oggi, questo purtroppo è visto da molti, e in molte religioni, come un’imposizione provocatoria.

In tutto il mondo, la persecuzione dei cristiani non è comprensibile senza questa sfida nella nostra mente. Tuttavia, nessuna nascita ha mai cambiato il mondo quanto la nascita del Santo Bambino a Betlemme. E nessuna nascita ha reso il mondo più bello e più umano di questo miracolo nella Vergine Maria, nel cui grembo è cresciuto il Redentore del mondo. Tutta la bellezza di Roma e di Friburgo è dovuta a questo unico atto d’amore, così come tutto il cosmo della cultura, dell’arte e della musica dell’Occidente.

Non si può capire questo, si può solo meravigliare, e meglio ancora di più con gli occhi dei bambini. Il Natale ci invita a fare proprio questo, come nessun’altra festa al mondo. Per me personalmente, è anche il ricordo di quei giorni in cui, per la prima volta, stavamo sotto l’albero adornato di candele, davanti all’asilo nido, con il cuore che batteva e con quella profonda fiducia interiore in nostro padre e nostra madre che ci avevano dato tutte queste cose – come inizio di tutti quei doni aggiuntivi che ci avevano preparato.

Ed è così che dobbiamo immaginare il Natale nella sua interezza: come l’apertura di Dio ad un mondo e ad una vita piena di doni che non avremmo mai potuto sognare o immaginare. Qui, per la prima volta, abbiamo imparato cosa significa che siamo creati a Sua somiglianza, come la Bibbia l’ha descritto nella sua storia della creazione. Qui, abbiamo visto questa somiglianza in tutta la sua natura radicale: in un Bambino neonato indifeso!

Chi vuole vedere cosa ha reso l’Europa bella e grande e amabile, e cosa significa la “C” nei suoi ultimi partiti politici cristiani, deve quindi guardare in questo presepe. Chi vuole capire perché milioni di persone in difficoltà partono e fuggono in Europa, e non, ad esempio, in Cina, deve guardare a questo Bambino, al quale dobbiamo il fondamento più importante del nostro mondo occidentale, che si è così diversamente formato, con i suoi sistemi di assistenza sociale, con la sua volontà di libertà e con le sue costituzioni che custodiscono l’inviolabile dignità umana.

Al contrario, ’Allahu akbar” è il richiamo alla preghiera del mondo islamico. Questo significa in tedesco [qui in inglese]: “Dio è il più grande!” Qui vorremmo unirci. Ma dalla bocca dei terroristi, questa chiamata è diventata nel frattempo una chiamata terrificante nelle nostre città – come è successo di nuovo davanti alla Cattedrale di Strasburgo. Ma il piccolo gemito del Cristo Bambino nel presepe ci sussurra l’opposto nelle orecchie: “Dio è il più piccolo!” Lui stesso ha voluto che fosse così. Questa insondabile umiltà del più grande è stata inscritta nel modo più prezioso in quel mondo che amiamo e che vuole essere difeso dalla nostra testimonianza, spesso contro nemici che sembrano onnipotenti.

Un Natale gioioso, pacifico e pieno di grazia.

 

Fonte: Lifesitenews

 

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