Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog un ampio stralcio dell’articolo scritto da Bryan Lawrence Gonsalves, pubblicato su Catholic News Agency. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Papa-Benedetto-XVI-e-il-suo-personale-segretario-lallora-Monsignor-Georg-Ganswein
Papa Benedetto XVI e il suo personale segretario l’allora Monsignor Georg Ganswein

 

L’arcivescovo Georg Gänswein, nunzio apostolico negli Stati baltici e segretario personale di lunga data di papa Benedetto XVI, ha affermato che ora non prega più per il defunto pontefice, ma lo prega, chiedendo la sua intercessione, e ha espresso la speranza che la causa di beatificazione venga avviata presto.
Intervenendo a un evento organizzato dalla rivista cattolica Kelionė presso la Biblioteca Nazionale Lituana il 7 gennaio, Gänswein ha offerto alcune riflessioni personali sulla sua nuova missione diplomatica, sulla celebrazione del Natale in Lituania e sulla sua collaborazione decennale con Joseph Ratzinger.
«Vengo dalla parte più bella della Germania, ma ho vissuto a Roma per gran parte della mia vita», ha detto Gänswein. «Come bonus e ringraziamento per tutto il mio lavoro, ho ricevuto l’incarico di lavorare nei Paesi Baltici», ha detto giovialmente.
Alla domanda sulle differenze tra il Natale a Roma e nella regione baltica, l’arcivescovo ha risposto con il suo caratteristico umorismo: «Ho celebrato il Natale a Roma per 28 anni e a Vilnius per due. La prima differenza è il freddo». Ha aggiunto che le decorazioni stagionali della Lituania gli hanno lasciato una forte impressione, sottolineando «le bellissime decorazioni natalizie» e dicendo che gli alberi di Natale «sono molto belli, forse anche più belli di quelli di Piazza San Pietro, in Vaticano».
Gänswein ha anche espresso gratitudine per il fatto che la celebrazione della nascita di Cristo in Lituania non è solo culturale o superficiale. Ha detto di aver percepito una riverenza in cui «qui se ne sente la profondità», indicando una fede che rimane attenta al mistero che sta al centro di questo periodo dell’anno.
Durante la conversazione, il nunzio è tornato sull’influenza di Benedetto XVI, descrivendo i suoi anni al fianco di Ratzinger come un dono della provvidenza divina.
“Tutti gli anni di collaborazione insieme hanno lasciato un’esperienza indelebile”, ha detto. “Non è stata solo una formazione intellettuale e teologica, ma anche una formazione del cuore, dell’anima e di tutto ciò che possiamo chiamare vita”.
Gänswein ha ricordato al pubblico che il suo primo incontro con Ratzinger avvenne quando era ancora un giovane seminarista e leggeva gli articoli e i libri del futuro papa mentre Ratzinger era professore in Germania. «Ho cercato di leggere e studiare tutti i suoi scritti», ha detto, spiegando che è arrivato a vedere Ratzinger non solo come un teologo e un accademico, ma come «un uomo pieno di fede e di intelligenza».
Dopo la sua ordinazione sacerdotale nel 1984, Gänswein ha servito come assistente parroco prima di continuare i suoi studi. In seguito ha completato il dottorato e alla fine è arrivato a Roma, dove ha incontrato per la prima volta Ratzinger mentre il cardinale era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Gänswein ha detto che Ratzinger lo ha invitato a collaborare, un invito che lui considera misterioso e pieno di grazia.
“Perché mi ha chiamato? Non lo so”, ha detto, “ma lo considero un grande dono della Provvidenza”. Nel 2003, ha aggiunto, è diventato segretario personale di Ratzinger.
Parlando di Benedetto XVI dopo la morte del defunto papa, Gänswein ha fatto un’osservazione sorprendente sulla preghiera e la vicinanza spirituale: «E ora, quando papa Benedetto XVI è partito per stare con il Signore, mi accorgo che non prego tanto per lui, ma a lui, chiedendo il suo aiuto». Ha detto che ci sono stati momenti, anche durante il suo servizio nei Paesi Baltici, in cui si è ritrovato a chiedere l’intercessione di Benedetto.
Allo stesso tempo, ha sottolineato la cautela della Chiesa riguardo alle cause di canonizzazione. «La Chiesa è una madre molto saggia e molto prudente», ha detto, sottolineando che nelle cause di beatificazione è «due volte saggia e due volte prudente» e che deve passare del tempo per discernere se la stima pubblica riflette una vera santità piuttosto che una fama passeggera.
In un’intervista del dicembre 2025 alla rete televisiva cattolica tedesca K-TV, Gänswein ha detto: «Personalmente, nutro grandi speranze che questo processo venga avviato». L’intervista è andata in onda poco prima di un’udienza privata che ha avuto con Papa Leone XIV durante una discreta visita a Roma a metà dicembre.

[…]

Bryan Lawrence Gonsalves 

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