Today, I’m releasing never before seen intelligence revealing new evidence of past US government funding for more than 120 biolabs in over 30 countries, including Ukraine.
— DNI Tulsi Gabbard (@DNIGabbard) June 12, 2026
In support of President Trump‘s Executive Order to end federal funding of dangerous gain of function… pic.twitter.com/RkPHnAbka9
di Sabino Paciolla
La direttrice uscente dell’Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard ha annunciato la pubblicazione di documenti declassificati che dimostrerebbero come al popolo americano sia stata raccontata per anni una versione falsa riguardo all’esistenza di laboratori biologici (biolab) all’estero finanziati dagli Stati Uniti, dove si conducevano ricerche sul “guadagno di funzione”.
Lo riporta Doug Mainwaring in un suo articolo pubblicato su Lifesitenews.
In un video pubblicato su X, Gabbard ha accusato politici, funzionari sanitari come il dottor Fauci ed esponenti del team di sicurezza nazionale dell’amministrazione Biden di aver “mentito ripetutamente al popolo americano” sull’esistenza di queste strutture, aggiungendo che chi tentava di rivelare la verità veniva minacciato.
Dopo mesi di ricerche negli archivi dell’intelligence, Gabbard ha reso pubbliche prove relative al finanziamento, da parte del governo statunitense, di oltre 120 laboratori biologici in più di 30 paesi. Tra questi figurano strutture in Ucraina, che secondo Gabbard sarebbero a rischio a causa del conflitto con la Russia: la comunità di intelligence avrebbe già segnalato che un laboratorio finanziato dagli USA in territorio ucraino ospitasse “agenti patogeni pericolosi” e fosse vulnerabile ad attacchi o sequestri da parte russa.
Su questo blog quattro anni fa, nel 2022, abbiamo dato notizia della esistenza di pericoli biolab, finanziati dagli USA, esistenti in Ucraina. Tali notizie furono derise dagli autoproclamati “fact-checkers” della stampa statunitense mainstream come disinformazione e complottismo. Le affermazioni della esistenza dei biolab, alcuni finanziati dagli USA, provenivano da Russia e Cina.
Senza prove concrete, i “fact-checkers” liquidarono tali accuse come propaganda del Cremlino e di QAnon.Il 8 marzo 2022, tuttavia, la sottosegretaria di Stato Victoria Nuland, durante un’audizione al Comitato per le Relazioni Estere del Senato, confermò sostanzialmente l’esistenza di queste strutture. Interrogata dal senatore Marco Rubio, che si aspettava una secca smentita, Nuland ammise con evidente disagio che l’Ucraina possedeva “strutture di ricerca biologica” e espresse preoccupazione che le forze russe potessero tentare di impadronirsene per acquisire “materiali di ricerca”. Rubio cercò rapidamente di interromperla e di farle ribadire che, in caso di attacco biologico, la responsabilità sarebbe comunque della Russia, ma l’ammissione era ormai pubblica. L’episodio rivelò l’imbarazzo dell’amministrazione statunitense e mise in luce l’atteggiamento acritico e partigiano dei fact-checkers mainstream, che avevano bollato come “falsa” un’affermazione che un alto funzionario neocon aveva indirettamente confermato in sede ufficiale.
Gabbard ha sottolineato che molte di queste strutture sono state o sono ancora coinvolte in ricerche su agenti patogeni contagiosi, “con pochissima visibilità o supervisione”, e ha ricordato che il presidente Trump aveva firmato il 25 maggio 2025 un ordine esecutivo per bloccare i finanziamenti federali a livello globale a questo tipo di ricerca.
L’ex direttrice ha inoltre affermato che il suo ufficio sta raccogliendo nuovi dettagli su sperimentazioni cliniche in corso in queste strutture, che solleverebbero “preoccupazioni etiche, finanziarie e di sicurezza”. Ha denunciato che le informazioni su esistenza, storia e finanziamento dei laboratori sarebbero state “intenzionalmente occultate” da soggetti potenti, pronti a definire “agenti stranieri” e “traditori” chiunque ne parlasse.
Gabbard ha promesso che il suo ufficio continuerà a collaborare con le agenzie governative per individuare l’ubicazione dei laboratori e i patogeni custoditi. Ha infine annunciato che lascerà l’amministrazione per assistere il marito, recentemente diagnosticato con una rara forma di cancro.
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