“Questo cambiamento pastorale è il modo di Francesco per segnalare che, dopo l’approvazione del pellegrinaggio organizzato per i benefici pastorali “volto a incoraggiare e promuovere i frutti del bene”, come specificato nell’annuncio, e il bene dei fedeli, seguirà l’approvazione delle rivelazioni private di Medjugorje? Probabilmente.”

Un articolo della prof.ssa Ines Murzaku nella mia traduzione.

Medjugorje

Medjugorje

 

Mentre gli americani celebravano la festa della mamma lo scorso fine settimana, dalla Santa Sede è giunta la notizia che Papa Francesco ha autorizzato i pellegrinaggi al controverso santuario di Medjugorje, una città della Bosnia-Erzegovina nei Balcani. Cosa significa questo – o meglio, cosa faranno i pellegrini ora che non abbiano fatto prima? Secondo l’annuncio ufficiale, i pellegrinaggi “ora possono essere organizzati per diocesi e parrocchie e non avranno più luogo solo a titolo privato, come è stato finora”.

Nello stesso annuncio, Alessandro Gisotti, direttore ad interim della Sala stampa della Santa Sede, ha avvertito che l’ultima approvazione di papa Francesco non deve essere interpretata “come un’autenticazione di eventi noti, che richiedono ancora l’esame della Chiesa. Bisogna quindi fare attenzione a non creare confusione o ambiguità dal punto di vista dottrinale riguardo a tali pellegrinaggi”.

Gisotti ha operato una distinzione tra dottrinale e pastorale – tra la dottrina della Chiesa sulla Beata Maria Madre di Dio e una rivelazione privata di Maria, che ha ancora bisogno dell’approvazione della Chiesa.

Sono trascorsi trentotto anni dal 24 giugno 1981, quando la Beata Vergine Maria apparve per la prima volta a Medjugorje a sei bambini. Maria aveva un messaggio di pace per il mondo, chiedendo conversione, preghiera e digiuno. Inoltre, dal 1981 queste apparizioni sono continuate quotidianamente, il che ha indotto le autorità ecclesiastiche a metterne in dubbio l’autenticità. Di conseguenza, la Chiesa ha messo in guardia i fedeli che accorrevano a Medjugorje per sperimentare le apparizioni “segrete”.

Il 21 ottobre 2013, il Nunzio Apostolico, Carlo Maria Viganò, scrisse ai Vescovi degli Stati Uniti su speciale richiesta del Cardinale Gerhard Müller, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, annunciando che la CDF stava indagando “alcuni aspetti dottrinali e disciplinari del fenomeno di Medjugorje”.

Inoltre, secondo la lettera di Viganò, Müller confermava che si doveva accettare la dichiarazione del 1991 dei vescovi dell’ex Jugoslavia che, dopo indagini e ricerche, non potevano affermare la natura soprannaturale delle rivelazioni – o addirittura che si trattassero di apparizioni. La lettera di Viganò ammonì: ai chierici e ai fedeli non è consentito partecipare a riunioni, conferenze o celebrazioni pubbliche durante le quali la credibilità di tali “apparizioni” fosse data per scontata”.

Papa Francesco ha avuto delle riserve su Medjugorje. Nel 2017, durante un volo da Fatima (Portogallo) a Roma, ha espresso scetticismo e cautela ai giornalisti che hanno chiesto informazioni su Medjugorje. Ha fatto un’importante distinzione tra le rivelazioni private originali di Medjugorje del 1981, che erano oggetto di indagine da parte della Chiesa, e quelle che egli chiamava le continue apparizioni, dicendo:

Personalmente sono più sospettoso, preferisco la Madonna come Madre, nostra Madre, e non una donna che è a capo di un ufficio, che ogni giorno manda un messaggio ad una certa ora. Questa non è la Madre di Gesù. E queste presunte apparizioni non hanno molto valore.

Il Santo Padre ha precisato che quella era solo la sua opinione personale, non un giudizio del Magistero, ma ha aggiunto che non è il modus operandi della Madonna dire: “Vieni domani a quest’ora, e darò un messaggio a quelle persone”.

Perché ha autorizzato questi pellegrinaggi? Che cosa è cambiato?

Francesco ha ora autorizzato ufficialmente i pellegrinaggi organizzati a Medjugorje – pellegrinaggi organizzati da vescovi e diocesi. Inoltre, cardinali, vescovi e sacerdoti possono ora visitare Medjugorje. Francesco ha ammorbidito le regole nel 2017, con il cardinale albanese Ernest Simoni, che aveva chiesto a Francesco il permesso speciale di visitare Medjugorje per il Festival Internazionale della Gioventù.

Sette anni prima, nel 2010, durante il pontificato di Benedetto XVI, il Cardinale Christoph Schönborn visitò Medjugorje privatamente, trascorrendovi il nuovo anno, e ricevette un doppio rimprovero dal vescovo locale e dal Papa. Il 2 gennaio 2010 il vescovo Ratko Perić di Mostar-Duvno, la diocesi della Bosnia-Erzegovina che comprende la città di Medjugorje, scrisse una lettera aperta a Schönborn, affermando che la visita di un cardinale della Curia romana non poteva essere considerata privata.

Schönborn ebbe un’udienza privata con Papa Benedetto XVI il 15 gennaio, e poco dopo il cardinale inviò via fax una lettera di scuse manoscritta al vescovo Perić. Ancora prima, seguendo la politica della Santa Sede, Giovanni Paolo II e Madre Teresa si sono astenuti dal visitare Medjugorje, anche se avrebbero voluto farlo in privato.

Con la recente decisione i cardinali e i vescovi possono visitare Medjugorje – e qui c’è un cambiamento, un cambiamento pastorale: il papa ha ufficialmente “sbloccato” i pellegrinaggi organizzati e le visite dei dignitari e dei cardinali della Chiesa. Tuttavia, ci vuole più tempo per autenticare o meno le apparizioni di Medjugorje. L’autenticazione è complicata e ritardata perché il fenomeno di Medjugorje e le apparizioni sono in corso.

Insomma, secondo l’annuncio, Medjugorje è ora aperta alla venerazione organizzata della Beata Vergine Maria, ai pellegrinaggi organizzati di preghiera a Maria e alle autorità ecclesiastiche. Medjugorje è un luogo di preghiera, confessione, conversione e perdono, e per tutte queste buone ragioni il Papa ha ufficialmente “sbloccato” tali attività.

Se Madre Teresa fosse viva ora, sarebbe stata la prima della fila a visitare Medjugorje e Papa Giovanni Paolo II si sarebbe sicuramente unito a lei. Come egli disse ad una delle veggenti di Medjugorje, Mirjana Dragicevic: “Se non fossi papa, sarei a Medjugorje per confessare”.

Questo cambiamento pastorale è il modo di Francesco per segnalare che, dopo l’approvazione del pellegrinaggio organizzato per i benefici pastorali “volto a incoraggiare e promuovere i frutti del bene”, come specificato nell’annuncio, e il bene dei fedeli, seguirà l’approvazione delle rivelazioni private di Medjugorje? Probabilmente.

Papa Francesco sta usando l’argomento del “beneficio pastorale”, che ha più peso pastorale che dottrinale nel pontificato di Francesco, per dare credito alla rivelazione privata di Medjugorje. Attraverso l’ultimo annuncio, il fenomeno di Medjugorje sta, quindi, guadagnando un certo grado di autenticazione.

 

Fonte: Catholic Thing

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