Quando si presenta un nuovo testo al pubblico lo si fa con grande timore, consapevoli che non tutto è stato possibile dire nello spazio di un libro che non può essere infinito. Questo è tanto più vero per un libro che ha per titolo una domanda, Fino a quando?, una domanda che ci viene dalla Sacra Scrittura ma che ognuno di noi può fare propria nelle varie circostanze della vita e ancora di più riflettendo sullo stato di profonda crisi in cui versa la santa Madre Chiesa, in cui ci siamo formati. Visto che la domanda è rivolta al Creatore, gli autori non azzardano risposte particolari ma ipotesi di ragionamento, ipotesi fondate su decenni di investigazione intellettuale ciascuno impegnato nel proprio campo, Massimo Viglione come storico e scrittore e Aurelio Porfiri come musicista e scrittore.

I due autori si sono conosciuti tanti anni fa e per molti anni poi non si sono frequentati, ritrovandosi di recente. Forse entrambi seguivano il lavoro dell’altro ma da lontano, perché esso apparteneva ad una vita passata. Negli ultimi anni però i due si sono riavvicinati e hanno pensato sarebbe stato interessante mettere insieme tanti decenni di riflessione in un libro dove le loro differenze, che sono anche evidenti per chi legge, si adattassero pure alle loro battaglie comuni.

Gli autori non si presentano personalmente come un modello, sono come il famoso dito che indica la luna, se vi piace fissare il dito buon per voi, ma esso serve solo per puntare a qualcosa di più alto, luminoso e importante. Gli autori sono consapevoli della propria limitatezza umana ma della loro debolezza fanno paolinamente una forza, per annunciare qualcosa che li supera incommensurabilmente.

 

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