Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Andrew Korybko, pubblicato sul suo Substack. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

L’articolo mi è stato segnalato direttamente dall’autore.

 

RIESA, GERMANIA – 11 GENNAIO: Alice Weidel, co-leader del partito politico di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) e candidata alla carica di cancelliere, parla al congresso del partito AfD l’11 gennaio 2025 a Riesa, in Germania. Il 23 febbraio si terranno in Germania le elezioni parlamentari lampo, dopo il crollo della coalizione di governo federale formata da tre partiti lo scorso novembre. (Foto di Sean Gallup/Getty Images)

 

Non si può escludere la messa al banco dell’AfD, un aumento dei decessi “statisticamente evidenti” dei suoi candidati e persino una ripetizione dello scenario rumeno, dato che l’opposizione nazionalista continua a crescere in popolarità.

 

Un sondaggio condotto dai media tedeschi finanziati con fondi pubblici ha rivelato che l’AfD è ancora una volta alla pari con la CDU al potere in termini di popolarità, con il 26% ciascuno, cosa che Euractiv ha valutato come una prova della sua capacità di resistenza. Ha inoltre valutato che il triplicarsi del sostegno nelle ultime elezioni della Renania Settentrionale-Vestfalia, lo Stato più popoloso della Germania, al 14,5% “ha sottolineato la base sempre più nazionale del partito”. Ciò nonostante le diffamazioni dei media, secondo cui il partito sarebbe sostenuto dal Cremlino e di stampo estremista, e la morte “statisticamente evidente” di sette candidati.

Il crescente sostegno all’AfD in tutta la Germania può essere attribuito alla recessione non ufficiale in cui la Germania è entrata nel 2022 dopo aver ceduto alle pressioni degli Stati Uniti di sanzionare la Russia in solidarietà con l’Ucraina e dalla quale sta ancora lottando per riprendersi. In parole povere, l’interruzione dell’accesso affidabile all’energia a basso costo ha provocato un aumento generalizzato dei prezzi, che ha ridotto la competitività delle aziende tedesche e portato a una crisi economica. Ciò si è verificato parallelamente all’assunzione da parte del governo di una forma più “liberale-totalitaria”.

Un numero crescente di tedeschi si è quindi naturalmente orientato verso l’unica vera forza politica alternativa emersa nel Paese fino a quel momento, resa ancora più attraente dal suo approccio pragmatico al conflitto ucraino. A questo punto, l’Occidente non può più vincere (finora ufficialmente considerato il ripristino dei confini dell’Ucraina precedenti al 2014, ma recentemente descritto da Zelensky come l’esistenza dell’Ucraina), tutto ciò che può fare è raggiungere un accordo con la Russia o rischiare la completa sconfitta del suo Stato cliente.

L’AfD è favorevole a un compromesso che apra la strada alla ripresa delle importazioni di gas russo da parte della Germania, mentre l’élite al potere vuole perpetuare la guerra per procura, come dimostra il suo ultimo impegno di 9 miliardi di euro a favore dell’Ucraina fino al 2026. La prima politica ripristinerebbe la forza dell’economia tedesca e, di conseguenza, i livelli di spesa sociale pre-conflitto, mentre la seconda perpetuerebbe il malessere economico, arricchendo coloro che investono nel complesso militare-industriale e aggravando la corruzione in Ucraina.

Tornando all’articolo di Euractiv, si conclude con la nota che “Merz non dovrà affrontare elezioni nazionali fino al 2029, ma l’AfD ha in programma una serie di elezioni regionali il prossimo anno, comprese le votazioni in due stati orientali dove l’estrema destra è in netto vantaggio nei sondaggi”. Sebbene siano possibili elezioni anticipate, proprio come quelle di febbraio che hanno portato al potere il cancelliere Friedrich Merz e in cui l’AfD ha sconvolto l’establishment arrivando secondo, l’élite probabilmente non correrà il rischio (almeno non ancora).

Non vorrà correre il rischio che l’AfD vinca e c’è ancora molto lavoro da fare per manipolare le elezioni, indipendentemente da quando si terranno, nel 2029 o prima. Ciò potrebbe tradursi nel divieto dell’AfD con pretesti estremisti o nel fatto che altri suoi candidati potrebbero essere vittime di morti “statisticamente sospette” entro quella data. È anche possibile che si ripeta lo scenario rumeno, in cui i risultati elettorali scomodi dal punto di vista politico vengono annullati con pretesti infondati di ingerenza straniera.

In un modo o nell’altro, ci si aspetta che l’élite al potere continui a resistere ai venti di cambiamento scatenati dalle proprie politiche e che ora stanno investendo il Paese, in particolare quelle nei confronti della Russia che hanno sabotato la forza strutturale dell’economia. Resta da vedere se riusciranno a tenere la leader dell’AfD Alice Weidel fuori dalla cancelleria, ma non c’è dubbio che il suo partito continuerà a crescere in popolarità, poiché è l’unico che ha veramente a cuore gli interessi nazionali della Germania.

Andrew Korybko

 

Andrew Korybko è un analista politico americano che vive a Mosca ed è specializzato nella transizione sistemica globale verso la multipolarità.

 


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