pazzie e follie dell'era pandemia covid

 

 

di Silvio Sposito

 

Viviamo tempi complessi – più che difficili – cadono definitivamente ipotesi di “fine della Storia” mentre avanzano minacciosamente sentori di “fine dei Tempi”. Una fine che sembra ormai accertata – anche a detta dell’OMS – è quella della pandemia da Sars-Cov-2, anche se in mezzo ai mugugni e alle lamentazioni di presunti “esperti” timorosi di perdere definitivamente la propria “gallina dalle uova d’oro”; alcuni infatti già si affrettano a proclamare che no, il virus non è scomparso, è ancora tra noi e dunque non bisogna ancora “abbassare la guardia” – parola d’ordine straordinariamente efficace degli affiliati al credo pandemico.

Peccato che la pandemia sia in realtà già finita da un bel pezzo, esattamente fin dalla comparsa sulla scena mondiale della variante Omicron e successive sottovarianti, una più contagiosa dell’altra, ma al contempo una meno virulenta dell’altra, a dispetto dei terrificanti soprannomi loro affibbiati dai moderni apostoli del terrore.

Ed ecco quindi ora avanzarsi, dopo Cerberus, Kracken e non so che altro, Arcturus, responsabile di una temibile congiuntivite! Per essere chiari, è certamente vero che il virus non è scomparso ed è ormai destinato a restare tra noi per un tempo al momento non precisato e non precisabile, ma ciò non deve preoccuparci più di quanto debba preoccuparci l’accertata persistenza del virus influenzale responsabile della tremenda pandemia del 1918-20, il quale virus continua a tormentarci con orribili raffreddori! Questi antipatici mostriciattoli continueranno in effetti ad accompagnare la razza umana forse finché questa sarà in grado di imprimere le sue orme su questa terra di lacrime. E dunque dobbiamo continuare con tamponi, test PCR, mascherine e chissà che altro, a tempo indefinito? Chiaramente non è e non può essere così; si rassegnino dunque gli “orfani del virus” e prendano atto che si volta pagina, senza però che questo voglia dire stendere un velo di oblio su tre anni di errori ed orrori, su un mare sconfinato di bugie, inganni, censure, ricatti, chiusure, condizionamenti, obblighi, violenze morali e materiali, danni permanenti e, purtroppo, definitivi e irreversibili.

E’ invece imperativo e assolutamente indispensabile che si faccia chiarezza – fino in fondo – sulle responsabilità morali, materiali – e anche penali – di chi ha gestito in modo irresponsabile e assolutamente ascientifico (contrariamente ai roboanti proclami) il periodo pandemico. Noi non dimentichiamo, né dimenticheremo, e troppe sono le persone umane – ripeto, umane – che esigono verità e giustizia, anche perché ciò che è orribilmente accaduto non deve ripetersi. Questo in teoria, e più precisamente in scienza, coscienza e buonsenso, tutte cose di cui, di questi tempi, si è vivamente avvertita la mancanza.

In pratica però assistiamo alle premesse di una ripetizione degli stessi errori ed orrori, magari anche più accentuati ed aggravati; manca del tutto qualsiasi analisi autocritica, anzi si rilancia sulle stesse identiche basi teoriche e ideologiche in vista di una possibile (forse addirittura auspicata?) recidiva pandemica, anche a breve termine, visto che saremmo ormai entrati (parole dell’ineffabile Ursula europea) in una nuova “era pandemica”; non più dunque il cosiddetto “antropocene” ma una sorta di “pandemiocene” non meglio definito.

Non si capisce bene perché dovremmo assistere, addirittura nei prossimi anni, al susseguirsi di una, o più, successive pandemie quando, storicamente, gli intervalli tra le più gravi pandemie della storia sono sempre stati piuttosto lunghi, ovvero dell’ordine delle centinaia, o almeno delle molte decine di anni. La pandemia “spagnola” risale a più di cento anni fa, probabilmente scatenata dalle tragiche circostanze della Prima guerra mondiale; le epidemie di peste e vaiolo si ripresentavano ciclicamente a distanza di molte generazioni umane, probabilmente per il venir meno dell’immunità di popolazione.

Oggi si ipotizza, come fattore scatenante di nuove epidemie, l’invasione degli ambienti naturali da parte dell’uomo e il passaggio di virus “selvaggi” da ospiti animali all’uomo, magari attraverso più di un ospite intermedio; meccanismo questo ipotizzato anche per l’attuale Sars-Cov-2, senza però che si sia riusciti a dimostrarlo in alcun modo. Al contrario, sono sempre più convincenti gli indizi – per non dire le prove – di una fuga, dal laboratorio di “alta sicurezza” – per così dire – di Wuhan, di un virus ingegnerizzato con tecniche di “gain of function”, e reso perciò infettivo e patogeno per l’uomo. Forse la domanda che ora occorrerebbe porsi è piuttosto: incidente di laboratorio o fuga deliberata e programmata?

Ah, ma già – scusate tanto – questo è deplorevole complottismo, come se qualche folle avesse pensato di mettere in circolazione un virus pericoloso per poi correre in soccorso con l’estintore rappresentato (solo ed esclusivamente mi raccomando) da un “vaccino” (o presunto tale) del tutto innovativo e sperimentale. Magari con il fine, non del tutto negato, di un’accelerazione verso il cosiddetto “Great Reset” e la “quarta rivoluzione industriale”, e addirittura con l’obiettivo neo-malthusiano di contribuire all’auspicato conseguimento (tramite la stessa pandemia con l’aiutino di qualche blocco totale, terapie negate e vaccinazioni obbligatorie non del tutto sicure) di una significativa riduzione della popolazione mondiale, ormai non più sopportabile da parte di un ecosistema stressato e in inarrestabile crisi climatica e ambientale.

Complottismo, assoluto cospirazionismo! Per carità, diciamo che non ho neppure accennato a tali fantasiose ipotesi fantascientifiche!

Fortunatamente l’ottima OMS – sotto l’illuminata guida dell’attuale Direttore – sta alacremente predisponendo un nuovo Trattato Pandemico e nuovi emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale, che sembrano andare nella direzione di un accentramento dei principali poteri decisionali in campo sanitario nelle mani della stessa OMS e del suo lungimirante Direttore! Tutta la sospetta faccenda finirebbe così per risolversi in una decisiva sottrazione di Sovranità nei confronti dei singoli Stati e dei loro inconsapevoli cittadini (o sudditi?), da parte oltretutto di una èlite di burocrati sovranazionali non eletti da alcun cittadino di alcuno stato (sovrano?).

Un bel passo avanti verso l’attuazione pratica del “1984” di George Orwell: un Ministero Internazionale della Sanità con poteri assoluti e insindacabili, magari in sintonia con un magnifico Ministero della Verità, esso pure internazionale, (anch’esso in avanzata fase di attuazione).

Ritengo che qualunque cittadino in possesso di minime capacità logiche e cognitive non possa che allarmarsi per il concretizzarsi di simili distopiche prospettive che consentirebbero un deciso passo avanti sulla strada di un totalitarismo sanitario in attesa della sua (celere) evoluzione in totalitarismo tout court.

Il fatto è che le attività di “brainwashing” (lavaggio del cervello) e di “fact checking” (leggi: censura) procedono speditamente. Si succedono molto rapidamente eventi gravissimi come la “cacciata” di Tucker Carlson dalla Fox, o quella di Andrew Bridgen dal Partito Conservatore inglese per aver osato denunciare in Parlamento (basandosi su ineccepibili dati scientifici regolarmente pubblicati) la scarsa efficacia e l’ancor più scarsa sicurezza dei mitici e salvifici “vaccini”, oltretutto con l’allarmante seguito della sospensione temporanea su YouTube del coraggioso John Campbell per aver osato – bel disturbatore anche lui – intervistare il suddetto parlamentare inglese!

Ed eccoci alla più recente performance censoria da parte ancora dei severi amministratori della neo-orwelliana YouTube: la cancellazione del video integrale dell’importantissima conferenza dell’ICS (International Covid Summit) tenutasi a inizio Maggio presso il Parlamento Europeo con la partecipazione di uno stuolo di medici, ricercatori e scienziati di tutto il mondo (ancora) libero. Alla faccia della libertà di pensiero e di espressione, teoricamente garantite sulla carta (costituzionale) dai nostri paesi “occidentali”, cosiddetti “liberi e democratici”. Di che genere di democrazia possa parlarsi quando viene di fatto ostacolata, se non cancellata, la libertà di parola ed espressione, vorrei capire. Ma, a quanto pare, pochi se ne curano.

Questa la non ottimale, apparentemente disperata e disperante, situazione attuale. Il Male sembra trionfare, anche perché si presenta, ambiguamente e subdolamente, sotto le sembianze del Bene, e di un presunto “bene comune”. Bene comune (di chi poi esattamente?) al quale possono essere tranquillamente sacrificati i veri e sacrosanti beni individuali (le libertà civili e i diritti costituzionalmente garantiti) e perfino la dignità della persona umana. Solo svelando l’inganno e smascherando gli ingannatori si potrà invertire il processo e ristabilire il primato del Vero Bene.

Non disperiamo però (mai disperare), perché la Verità emerge sempre più, e la sua forza può rapidamente divenire inarrestabile come un fiume in piena, né inganni e mistificazioni possono durare per sempre. È vero che i tanti (troppi) responsabili di tali e tante (pressoché innumerevoli) falsità e prevaricazioni stanno facendo di tutto per nascondere la cruda realtà dei fatti, persino manipolando e nascondendo i dati! Ma ciò non farà altro che aggravare la loro posizione sul piano delle responsabilità, non solo morali e civili, ma anche penali. Il gigantesco castello di menzogne e falsa scienza sembra solido e indistruttibile, ma in realtà non è così, e la sottrazione anche di un solo mattoncino in un punto sensibile dell’enorme struttura può dare origine ad un crollo improvviso e forse imprevisto. Il nervosismo e l’agitarsi scomposto di tanti ambigui personaggi ne è forse un segno premonitore, anche se è proprio in questi momenti che la Mala Bestia – come un cinghiale ferito – può essere particolarmente pericolosa.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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