Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto dallo Editor Staff del National Catholic Register e pubblicato su National Catholic Register. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata.

 

Monsignor Víctor Manuel Fernández
Monsignor Víctor Manuel Fernández

 

Il 7 marzo la Chiesa cattolica celebra il 750° anniversario della morte di uno dei suoi più grandi pensatori e insegnanti, San Tommaso d’Aquino.

Uno dei titoli dell’Aquinate è “Dottore Comune”, così scelto per il suo straordinario dono di articolare e difendere le verità comuni della nostra fede cattolica. Questa unità di fede è ciò che lega i cattolici di tutto il mondo. In altre parole, la fede proclamata a Ulaanbaatar, in Mongolia, è, o dovrebbe essere, la stessa degli Stati Uniti.

Ma questa unità cruciale è minacciata dalla confusione causata in molti ambienti dalla pubblicazione, il 18 dicembre, della Fiducia Supplicans. La controversa dichiarazione, scritta dal prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández, e approvata da Papa Francesco, stabilisce i parametri per le benedizioni “non liturgiche” delle coppie in relazioni “irregolari”. Queste includono le coppie dello stesso sesso, le coppie eterosessuali divorziate e risposate civilmente e le coppie non sposate e conviventi.

L’accoglienza di Fiducia Supplicans è stata tutt’altro che uniforme. Mentre alcuni cardinali e vescovi in Occidente l’hanno accolta con favore, i leader della Chiesa in gran parte dell’Africa e in altre parti del mondo l’hanno rifiutata categoricamente. Ciò significa che queste benedizioni avvengono in alcuni luoghi ma non in altri.

Perché questo è un problema? Perché siamo una Chiesa universale, tanto per cominciare. Viviamo anche nell’era di Internet, quindi mentre la benedizione di una coppia dello stesso sesso in Belgio può non confondere o angosciare molti cattolici belgi, può scandalizzare i fedeli del Ghana o del Messico una volta che ne vengono a conoscenza.

Questo sta già accadendo. Solo nell’ultima settimana, abbiamo assistito allo scoppio di scandali in Spagna, dove due uomini cattolici hanno celebrato quello che sembrava essere un matrimonio ben frequentato in una cappella cattolica privata, e in Uruguay, dove il vescovo locale e persino il nunzio apostolico del Paese hanno approvato la benedizione di una coppia omosessuale di alto profilo che ha ricevuto un’ampia copertura mediatica, anche se il documento vaticano dice che queste benedizioni dovrebbero essere semplici e “spontanee”.

Ora, un editoriale del Vaticano sta ulteriormente confondendo le acque di Fiducia.

Scritto da Andrea Tornielli, direttore editoriale del Dicastero per la Comunicazione, l’editoriale cerca di sostenere che un documento sulle preghiere per i malati che l’allora cardinale Joseph Ratzinger pubblicò nel 2000 durante il pontificato di Giovanni Paolo II ha stabilito un precedente per distinguere tra benedizioni liturgiche e non liturgiche. Questa distinzione è al centro di Fiducia Supplicans.

Tuttavia, è difficile capire come i due documenti siano collegati. L'”Istruzione sulle preghiere per la guarigione” del cardinale Ratzinger fa riferimento alla preghiera “liturgica” e “non liturgica”, ma si concentra sulla regolamentazione degli incontri di preghiera per coloro che cercano una guarigione fisica o spirituale. È nata come risposta alla crescente frequenza con cui questi incontri si svolgevano al di fuori delle chiese e al di fuori della supervisione delle autorità ecclesiastiche. E se è vero che in qualche modo dà sostegno a Fiducia, come sostiene Tornielli, perché non è citato da nessuna parte in quel documento?

Una lettura caritatevole dell’editoriale vaticano lo vedrebbe come un sincero tentativo di trovare un modo per armonizzare l’iniziativa di Papa Francesco in Fiducia Supplicans con le opere dei suoi predecessori, non un tentativo poco velato di sviare le critiche a Fiducia gettando sotto l’autobus Benedetto XVI e Giovanni Paolo II (modo di dire americano che significa tradire o sacrificare qualcuno nel tentativo di salvare sé stessi o per tornaconto personale, ndr).

Comunque sia, l’arcidiocesi di Madrid ha dimostrato un modo migliore di rispondere alla confusione che circonda Fiducia.

In seguito alle notizie su una cerimonia simile a un matrimonio che coinvolgeva due uomini (ma, a quanto pare, non un sacerdote) in una cappella privata nella città di El Escorial, alle porte di Madrid, l’arcidiocesi ha rilasciato una dichiarazione forte, affermando che la cappella di proprietà della famiglia sarà soggetta a “effetti canonici” e alla sconsacrazione. L’arcidiocesi, tra l’altro, è guidata dal cardinale José Cobo Cano, che ha ricevuto la berretta cardinalizia da Papa Francesco lo scorso settembre (e che è stato appena eletto neo vicepresidente della Conferenza Episcopale Spagnola, ndr) e che ha sostenuto apertamente Fiducia sin dalla sua uscita.

La nostra Chiesa ha bisogno di questo tipo di approccio chiaro e inequivocabile al problema che stiamo affrontando. Niente di meno può mantenere l’unità della fede che San Tommaso d’Aquino ha dedicato la sua vita e il suo enorme intelletto a salvaguardare.

Editor Staff del National Catholic Register

 


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