Traduzione a cura di Annarosa Rossetto di un interessante “thread” di tweet pubblicato il 26 dicembre che prova ad indagare il concetto di “coppia” nel magistero papale recente, da Giovanni Paolo II a Francesco.  E come la Dichiarazione Fiducia Supplicans ponga grosse difficoltà anche in questo aspetto scontrandosi con le definizioni finora note della parola “coppia” nel magistero pontificio.

 

La caduta di Adamo ed Eva - Michelangelo - Cappella Sistina
La caduta di Adamo ed Eva – Michelangelo – Cappella Sistina

 

Proviamo a dimostrare come la Chiesa abbia inteso e utilizzato il termine “coppia” a riprova che l’approvazione da parte del DDF del 2023 della benedizione delle “coppie dello stesso sesso” (sic) avrà un effetto senza precedenti a danno dei fedeli.

Esaminiamo come Giovanni Paolo II, Benedetto XVI – e anche Francesco! – hanno usato il termine “coppia” nel magistero papale.

Tutti loro hanno dato insegnamenti riguardo a “la coppia umana“.

Proviamo ad approfondire:

“La coppia umana” è un termine preciso nel lessico della Chiesa.

“La coppia umana” sempre (sempre!) si riferisce ad un uomo e una donna. Senza eccezioni.


Cominciamo con il magistero di Papa Giovanni Paolo II, ecco gli esempi che ho potuto trovare:

«Nel mistero della creazione, l’uomo e la donna sono stati ‘dati’ l’uno all’altro in modo speciale dal Creatore. Ciò non solo nella dimensione di quella prima coppia umana e di quella prima comunione delle persone, ma in tutta la prospettiva dell’esistenza della famiglia umana”. (Udienza generale, 13 febbraio 1980)

«Si può anche dire che la storia del ‘bellissimo amore’ ha avuto inizio, in un certo modo, con la prima coppia umana: Adamo ed Eva. La tentazione alla quale hanno ceduto e il peccato originale che ne è derivato non li ha privati ​​del tutto della capacità di ‘amore più bello'” (Lettera alle famiglie, 2 febbraio 1994)

«Anche se l’uomo e la donna sono fatti l’uno per l’altra, ciò non significa che Dio li abbia creati incompleti… Reciprocità e complementarità sono le due caratteristiche fondamentali della coppia umana. Purtroppo, una lunga storia di peccato ha turbato e continua a turbare disturbano il disegno originario di Dio sulla coppia, sul maschio e sulla femmina, impedendone così il pieno compimento (Messaggio del 1° gennaio 1995).

 “La distinzione e la reciprocità della coppia umana sono segno dell’amore di Dio non solo come fondamento della vocazione alla comunione, ma anche in vista della fecondità procreativa”. (Udienza generale, 7 febbraio 2001)

«Con il Catechismo della Chiesa Cattolica possiamo trarre questa conclusione: ‘L’immagine divina è presente in ogni uomo. Essa risplende nella comunione delle persone, a somiglianza dell’unione delle Persone divine tra loro’ (n. 1702). In questa comunione d’amore e nella capacità procreativa della coppia umana c’è un riflesso del Creatore». (Udienza generale, 7 giugno 2000)

“I miei venerati Predecessori, da Pio XII a Paolo VI, in più occasioni hanno incoraggiato la ricerca in questi ambiti campi, così da offrire una base scientifica sempre più solida per una regolamentazione delle nascite rispettosa della persona e del disegno di Dio sulla coppia umana e sulla procreazione.” (Messaggio, 28 gennaio 2004)


Ecco alcuni esempi simili di Papa Benedetto XVI:

«Sulla base di questa unità duale della coppia umana è possibile elaborare un’autentica antropologia giuridica del matrimonio. In questo senso sono particolarmente illuminanti le parole conclusive di Gesù: «Ciò che dunque Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». Lo faccia a pezzi’.” (Discorso del 27 gennaio 2007)

“Care famiglie, avrete certamente notato che nessuna coppia umana, da sola e con le proprie forze, può offrire adeguatamente ai figli l’amore e un’autentica comprensione della vita.” (Discorso del 22 marzo 2009)

«Il disegno di Dio sulla coppia umana trova la sua pienezza in Gesù Cristo, che ha elevato il matrimonio al livello di sacramento». (Omelia, 3 giugno 2012)

Altrove ho citato Giovanni Paolo II che denuncia la ridefinizione della “coppia” che esclude la differenza sessuale: “non mancano tentativi di accettare modelli di coppia dove la differenza sessuale non risulta essenziale” (Esortazione post-sinodale “Ecclesia in Europa”, 28 giugno 2003)

 

E cosa ancora più importante, ecco alcuni esempi tratti dallo stesso Papa Francesco:

«L’amore rende somiglianza in coloro che lo condividono, quindi ogni bellezza nella Chiesa viene da Cristo, ma è anche vero che l’umanità glorificata dello Sposo non ha disdegnato di assumere le nostre fattezze. Dicono che dopo anni di intensa unione di vita e la fedeltà, anche nelle coppie umane, i lineamenti fisici dei coniugi gradualmente cambiano e i due finiscono per somigliarsi.” (Discorso del 18 settembre 2014)

«E come tutti sappiamo, la differenza sessuale è presente in tante forme di vita, nella grande scala degli esseri viventi. Ma solo l’uomo e la donna sono fatti a immagine e somiglianza di Dio: il testo biblico lo ripete tre volte in due brani (26-27): l’uomo e la donna sono immagine e somiglianza di Dio. Questo ci dice che non è solo l’uomo ad essere immagine di Dio e solo la donna ad essere immagine di Dio, ma l’uomo e la donna come coppia che sono immagine di Dio. La differenza tra l’uomo e la donna non è intesa come contrapposizione, o come subordinazione, ma è in vista della comunione e della generazione, sempre ad immagine e somiglianza di Dio». (Udienza generale, 15 aprile 2015)

“Infatti il ​​racconto biblico, con il grande affresco simbolico raffigurante il paradiso terrestre e il peccato originale, ci dice infatti che la comunione con Dio si riflette nella comunione della coppia umana e la perdita di fiducia nel Padre celeste genera divisione e conflitto tra uomo e donna.” (Udienza generale, 15 aprile 2015)

«Lo stesso racconto della creazione e del peccato termina mostrandoci un’icona bellissima: «Il Signore Dio fece ad Adamo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì» (Gen 3,21). È un’immagine di tenerezza. verso la coppia peccatrice che ci lascia a bocca aperta: la tenerezza che Dio ha per l’uomo e la donna! È un’immagine della cura paterna per la coppia umana. Dio stesso ha cura e protegge il suo capolavoro.” (Udienza generale, 22 aprile 2015)


Ma le citazioni sopra riportate dello stesso Francesco in realtà vanno ancora oltre per stabilire l’enorme abisso tra la realtà della “coppia umana” e la NON-realtà delle “coppie dello stesso sesso”.

Francesco definisce “la coppia umana” il “capolavoro” di Dio.

Francesco dice “L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale, è l’uomo e la donna, tutti e due”.

 

Il che porta alla domanda chiave: allora cos’è una “coppia dello stesso sesso”?

Sappiamo cosa non è, giusto?


Non èla coppia umana“.

E non è una coppia che sia “l’immagine di Dio” (ed è Francesco che insegna questo!)


A partire dalla scorsa settimana, la Chiesa ora dice che possiamo BENEDIRE una “coppia” che:

  1. Non èla coppia umana“.
  2. Non è una coppia “a immagine di Dio“.


Quindi non sarebbero umani? E non raffigurano Dio insieme? Solo separatamente?

L’unica soluzione razionale a questo pasticcio è che non sono una vera coppia nel senso autenticamente umano, come costantemente definito dal magistero.

Sono due persone che, se messe insieme, non sono una coppia umana e non sono a immagine di Dio.
Quindi, è del tutto irrazionale che il Magistero affermi di recente che dovremmo benedire una coppia che Francesco dice non essere a immagine di Dio.

Di conseguenza, il documento del DDF viene smascherato per la farsa che in realtà è.

È una “benedizione” irreale per una “coppia” irreale che mina tutto ciò che la Chiesa ha costantemente insegnato sulla “coppia umana” – tutto per placare gli eterodossi che stanno portando avanti l’agenda omosessualista.

Noi come fedeli cattolici opporci con decisione a questo errore.


EPILOGO

Dovrebbe essere facile capire da ciò che benedire una “coppia” la cui stessa pretesa di essere una “coppia” è un’oggettiva presa in giro dell’Imago Dei dovrebbe essere considerato non solo scandaloso ma anche intrinsecamente blasfemo

 

 

 

 

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