Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da Michael Haynes, pubblicato su Lifesitenews. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

The breached dam

 

In un libro appena pubblicato, due teologi affermano che la nomina del cardinale Fernández in Vaticano e il suo testo Fiducia Supplicans sono il “coronamento” del movimento pro-omosessuale e della “potente lobby LGBT” all’interno della Chiesa cattolica.

Pubblicato il 27 maggio, un libro intitolato “The Breached Dam (La diga rotta, ndr): la resa di Fiducia Supplicans al movimento omosessuale” descrive il lavoro di due teologi e ricercatori dopo la pubblicazione di Fiducia Supplicans del dicembre 2023. Il controverso testo di dicembre è stato pubblicato dal nuovo prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Victor Manuel Fernández, e consente “benedizioni per le coppie in situazioni irregolari e per le coppie dello stesso sesso”.

Gli autori di The Breached Dam, José A. Ureta e Julio Loredo, notano che per molti decenni gli attivisti LGBT hanno spinto affinché la Chiesa cattolica approvasse le unioni omosessuali. Fiducia Supplicans del cardinale Fernández, scrivono gli autori, rappresenta un “mezzo passo altamente simbolico in questo lungo cammino verso il pieno riconoscimento”.

Nonostante l’insistenza del Vaticano e di Papa Francesco sul fatto che il testo non approvava le unioni tra persone dello stesso sesso, la ricezione diffusa del testo sia nella Chiesa che nella società laica è stata quella di un’apertura della Chiesa alle unioni tra persone dello stesso sesso.

Così, le benedizioni “non rituali” autorizzate da Fiducia Supplicans hanno aperto una grande breccia nella diga della morale cattolica e hanno rappresentato una vittoria per il movimento omosessuale, nella misura in cui questa impressione ha preso piede nella mente del pubblico, soprattutto dei cattolici”, scrivono Ureta e Loredo.

Freschi di pubblicazione della loro opera 2023 sul Sinodo sulla sinodalità, con prefazione del cardinale Raymond Burke, Ureta e Loredo presentano il loro ultimo testo come un mezzo per fornire i contorni e il contesto del “movimento omosessuale” e il suo legame con Fiducia Supplicans.

“Questo libro vuole aiutare tutti coloro che non hanno questa prospettiva storica a comprendere in modo conciso e panoramico quanto Fiducia Supplicans del cardinale Víctor Manuel Fernández costituisca un’insolita resa vaticana alle pressioni del movimento omosessuale dentro e fuori la Chiesa”, affermano i due.

 

Lobby LGBT all’interno della Chiesa

Scrivendo la prefazione di The Breached Dam, il vescovo Robert Mutsaerts, ausiliare di Hertogenbosch, ha affermato che Fiducia Supplicans “si rifiuta di dare un nome al male” e quindi “è in sintonia con lo zeitgeist attuale: la negazione del peccato, che è una conseguenza del soggettivismo e del relativismo dominanti oggi, e la negazione della verità, che, per definizione, si applica a tutti in ogni momento”.

Mutsaerts ha poi preso di mira gli appelli di Papa Francesco al “todos” (tutti), osservando che “Dio esige” e che “nulla funziona in modo così disastroso come la negazione del male”.

Lodando Ureta e Loredo per il loro libro, Mutsaerts ha sintetizzato affermando che il testo “dimostra pienamente come Fiducia Supplicans sia il risultato di un processo preparato da un gruppo di pressione molto ben organizzato all’interno della Chiesa cattolica”.

Un simile riferimento a un gruppo interno alla Chiesa è stato fatto anche dagli autori. In un comunicato stampa che accompagna La diga violata, Ureta e Loredo sostengono che la “controversia” internazionale su Fiducia Supplicans ha evidenziato che “manca uno studio approfondito di come, per diversi decenni, si sia costituita una potente lobby LGBT all’interno della Chiesa cattolica”.

Tale lobby, scrivono i due, “è stata in grado di operare abilmente sia nel regno dell’attivismo sociale che in quello accademico e teologico, con l’obiettivo di eliminare dalla dottrina cattolica il carattere gravemente peccaminoso che la Chiesa attribuisce agli atti omosessuali e, addirittura, di farli approvare come autentici segni di amore cristiano”.

The Breached Dam, si legge nel comunicato stampa, si propone di fornire tale studio storico. Attraverso le sue pagine, Ureta e Loredo “dimostrano in modo attendibile che l’arrivo del prelato argentino [il cardinale Fernández] alla guida del DDF e la sua clamorosa dichiarazione Fiducia Supplicans, non costituiscono altro che il coronamento del suddetto progetto di apertura all’omosessualità accuratamente portato avanti in settori significativi della Chiesa”.

 

Resistere alle benedizioni omosessuali anche se c’è una “scissione” ecclesiale

La resistenza internazionale a Fiducia Supplicans è ben nota, con la sua ampia natura eclissata solo dalla modalità istantanea di tale movimento.

Infatti, dopo aver guidato il rifiuto del testo in quasi tutto il continente, il cardinale Fridolin Ambongo – presidente della Conferenza episcopale africana e stretto consigliere papale – ha recentemente dichiarato che il testo “è stato sepolto” in Africa.

Riassumendo le pagine di The Breached Dam, Ureta e Loredo affermano che il libro dimostra “che se esiste un piccolo gruppo ideologico con tendenze scismatiche, non si trova tra i prelati, gli studiosi e i fedeli che difendono la verità, la bontà e la bellezza dell’insegnamento tradizionale della Chiesa”.

“Piuttosto”, scrivono, tale gruppo “scismatico” e “piccolo” è composto dai dissidenti progressisti che la Congregazione per la Dottrina della Fede ha condannato negli anni ’90”:

Incoraggiato dalle aperture di Papa Francesco, ha rialzato la testa e conquistato spazio negli undici anni del suo pontificato. Eppure questa corrente omoeretica manca di sostegno popolare persino in Germania, dove controlla gli organi che dirigono il Cammino sinodale con l’appoggio di una massiccia maggioranza della gerarchia.

Gli autori avvertono che tali attivisti non si accontenterebbero delle disposizioni di Fiducia Supplicans, ma sarebbero soddisfatti solo da “benedizioni liturgiche omosessuali con rituali simili a quelli del matrimonio sacramentale”.

Di fronte a questa spinta, Ureta e Loredo hanno compiuto il notevole passo di usare i cattolici per resistere fino alla “spaccatura della Chiesa”:

Quindi, i cattolici devono rimanere fermi in un inflessibile non possumus perché “dobbiamo obbedire a Dio, piuttosto che agli uomini” (At 5,29). Se questa resistenza rispettosa ma incrollabile all’autorità porterà a una scissione nella Chiesa, non sarà colpa di chi difende il deposito della fede, sforzandosi di mantenerlo intatto, ma piuttosto di chi cerca di reinterpretarlo sulla base di presunti sviluppi della scienza moderna e della presunta evoluzione dell’umanità.

I lettori possono trovare una versione scaricabile del libro qui, oppure leggerlo integralmente online qui.

Michael Haynes

 


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