Card. Robert Sarah
Card. Robert Sarah

 

 

di Miguel Samperi Cuartero

 

Le polemiche e le divisioni causate dalla pubblicazione della controversa Dichiarazione Fiducia Supplicans (FS) non sembrano placarsi. I toni si alzano e la disputa teologica si sposta su Twitter (ora “X”). 

In un lungo intervento pubblicato sul blog di Sandro Magister, il cardinale guineano Robert Sarah, ex Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha ringraziato le conferenze episcopali (specie dell’Africa) che hanno dimostrato una “ferma opposizione” a FS e incoraggiato i vescovi ad opporsi a “un’eresia che mina gravemente la Chiesa, Corpo di Cristo, perché contraria alla fede cattolica e alla Tradizione”.

L’intervento (a dire il vero uno dei tanti interventi critici espressi da cardinali e vescovi sparsi per il mondo) non è piaciuto a uno dei giornalisti più in vista dell’attuale pontificato: il britannico Austen Ivereigh. 

Ivereigh è considerato il biografo ufficiale di Papa Francesco. Ha infatti pubblicato il libro The great reformer (445 pp, in italiano: “Tempo di Misericordia”, Mondadori 2014) la più completa biografia dell’attuale Pontefice e “Impariamo a sognare”, libro bestseller pubblicato in diverse lingue, frutto di una lunga intervista col Pontefice e ha partecipato alla prima sessione del Sinodo sulla Sinodalità in qualità di “esperto facilitatore” della delegazione inglese. 

Entusiasta promotore delle novità volute da papa Francesco, Ivereigh vanta una grande amicizia col Pontefice, è molto attivo sui social network e in questi giorni su Avvenire ha raccontato come la sua fattoria si ispiri e rispetti i consigli ecologici della Laudato Si’, l’enciclica ecologica di Francesco.

Ivereigh, citando la formula di Professione di fede e giuramento che i cardinali sono tenuti a pronunciare al momento del loro ingresso nel Collegio Cardinalizio, afferma che il cardinale africano ha violato il suo solenne giuramento e chiede che dunque “resti in silenzio oppure restituisca la berretta cardinalizia”. Una accusa gravissima, quella di tradimento e mancata fedeltà al Sommo Pontefice, che non viene dall’ex Santo Uffizio ma da un “padre” sinodale.

Secca la risposta del professore statunitense di filosofia scolastica Edward Fesser che interviene accusando: “Se Austen Ivereigh sapesse tanto di teologia cattolica quanto di giornalismo e difesa degli hacker, si renderebbe conto che un cardinale che sospetta un papa di errore ha il dovere di renderlo noto, anche pubblicamente, come atto di assistenza al papa , come insegnava Tommaso d’Aquino”. 

“Il disprezzo spesso maschera paura e insicurezza. Risponde a sua volta il giornalista, che chiude. “Non ho altro tempo da perdere”. 

Nel frattempo i cardinali restano divisi e, in particolare in Africa, si eleva un avvertimento: prima di tutto una linea comune all’Africa e poi l’applicazione. Una materia troppo delicata per applicarla senza una approfondita riflessione perché “le benedizioni alle coppie omosessuali proposte da Fiducia supplicans non possono essere attuate in Africa “senza esporsi a scandali”, scrive il Secam (Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar).

La domanda è se anche il cardinale Fridolin Ambongo, presidente del Secam, verrà invitato a restituire la berretta cardinalizia.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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