Festiva di Sanremo 2023
Festiva di Sanremo 2023 (screenshot)

 

Ho ricevuto dal maresciallo Marco Billeci (qui intervistato per Lombardia TV) il suo pregevole commento all’ultima edizione della kermesse canora di Sanremo.

Con il consenso dell’autore, lo propongo ai lettori del blog.

 

È finito il 73mo festival di Sanremo ed i media ed i social sono inondati dalle immagini di questa kermesse che, di canoro, ha sempre meno mentre, di politico, ha sempre di più.

Mi sono sentito vecchio (o boomer, per dirla ai giorni nostri) nel non avere idea alcuna di parecchi “cantanti” in gara, tutti accomunati da nomignoli americanizzati, tatoo, piercing e identità sessuale indecifrabile.

Non avendo seguito il festival ma apprendendo di esso solo dai media, mi sembra come se quest’anno il tema fosse stato proprio l’identità sessuale, l’amore libero, il gender fluid.

Guardo con stupore le scelte di vestiario di molti “concorrenti” e mi sovviene una domanda:

Difendere la propria identità sessuale fa venire meno il buongusto?

Noto anche degli orecchini “coronavirus” della Amazzone Ferragni e capisco come, probabilmente, davvero il buongusto non abbia trovato spazio a Sanremo.

Unica nota “stonata” in questa sciorinata di politically correct e gender fluid è l’eleganza della Francini, degna di calcare quello e qualsiasi altro palco, con classe e, soprattutto, con intelligenza.

Ma la riflessione non si ferma e mi chiedo:

perché tutto questo concentrato di “tristezza”, di “emo”, di allusioni sessuali che sanno più di libertinaggio che di libertà?

Ma poi mi dico che “il mondo è bello perché è vario” ed uno che professa la sacralità della libertà di scelta, come me, non può che scrollare le spalle e dire “se sta bene a te, figurati a me” ma una vocina dentro si ribella:

Perché per gli altri vale la sacralità della libertà delle loro scelte e per alcuni invece no?!?

Perché la mia scelta di non vaccinarmi è stata etichettata “irresponsabile”?

Il libertinaggio non lo è?

Qualcuno potrebbe obbiettare che la scelta di tatuarsi il viso, riempirsi di piercing, essere libero di fare sesso con chi si vuole non faccia male a nessuno e riguardi solo la sfera personale mentre, la mancata vaccinazione, metterebbe a repentaglio l’incolumità di tutti e, quindi, il singolo che non vuole difendere tutti deve essere punito, isolato, emarginato, discriminato.

Sarà ma a me “me pare na strunzata” ed è presto detto:

È fatto notorio come il vaccino Covid19 non prevenga la trasmissibilità nè immunizzi ma preverrebbe solo la forma grave della malattia ergo, offra protezione a chi se lo fa e non a chi gli sta accanto…

Quindi, la favoletta del facciamolo per gli altri è una bufala.

E allora, ditemi, perché è sacra la libertà di:

– tatuarsi

– farsi piercing

– fare sesso libero

– di ubriacarsi

– di drogarsi

nonostante i rischi che certe pratiche comportino mentre la libertà di non vaccinarsi è da reprimere e condannare?

Scusatemi, sarò io tordo o rinco ma, davvero, non comprendo:

Come può un farmaco che non immunizza, che non è stato testato per trasmissibilità, interazione farmacologica, cancerogenicità e genotossicità , giustificare la mia emarginazione e condanna sociale?!?

Perché gli altri sono “liberi” di abbandonarsi a stili e comportamenti di vita che aumentano le loro probabilità di incorrere in rischi derivanti appunto da tali pratiche ed io no?

E non venitemi a dire che è per gli altri poiché non è così e, comunque, anche bere e drogarsi mette a repentaglio gli altri, in determinate condizioni.

E non venitemi a dire “allora pagati le cure” perché gli ospedali devono servire a chi non rischia, perché se è così smettiamo subito di curare patologie derivanti da tabagismo, alcolismo, atti sessuali, infezioni o trasmissioni da tatuaggi e piercing.

Il rischio del tatuaggio è mio, come mio è il rischio del piercing, del sesso libero, dell’eccedere con l’alcool o del drogarmi.

La LIBERTÀ di fare quanto sopra è mia!

Come mia è la LIBERTÀ di NON FARE.

Quindi, è stato un festival di ipocrisia o cosa?

Ora capisco lo scialle della Ferragni:

 “pensati libera”.

Pensati, appunto.

Perché vederci liberi, essere liberi è un miraggio ed il massimo a cui possiamo aspirare non è libertà ma libertinaggio.

Viva la Libertà!

Quella vera.

Quella Sacra!

Marco Billeci

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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