foto: paesaggio

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FEBBRE

Come ogni giorno, mi sorprendi, Signore.
Con la tua Parola.
Sempre così diversa da come pensavo.
Tu che passi tra noi, ci guarisci, «ci fai alzare».
Come la suocera di Pietro
che nulla ti ha chiesto,
perché toglie le forze la febbre.
E la voce e la lucidità.
Fa «giacere» anche noi.

Febbri antiche e febbri nuove
attivismo, ambizione e vizi di sempre.
E febbri interiori, dubbi e complicazioni
scrupoli e attaccamenti.
E tu ci metti in piedi,
ma subito ti rimetti «in cammino»
e non vuoi che ti tratteniamo,
vuoi anche noi sempre in cammino.
Verso cose «di cui ora non possiamo portare il peso».
Sempre disposti a crescere
perché «neonati nella fede».

Aiutami ad accettare il tuo linguaggio.
Perché non è «troppo duro».
E la tua cura: umiltà e servizio.
Fammi gustare e vedere quanto sei buono
quanto è bello alzarsi e mettersi a servire.
Per vivere di te.
E fammi capire
quanto rasserena accettare umilmente:
la nostra vita e le tue parole.

 

di Stefania Perna (*)

(*) Stefania Perna, laureata in lettere classiche, docente di ruolo e diplomata in pianoforte superiore. Ha conseguito inoltre un dottorato sulla letteratura cristiana antica. Sposata con tre figli. Ha pubblicato 4 libri. La poesia che Stefania Perna oggi ci ha inviato è ripresa dal libro: “50 preghiere per i cercatori di speranza”, Effatà Editrice.

 

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