Gesu-ammaestra-bis

 

I Domenica di Avvento (Anno B)

(Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal 79; 1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37)

 

 

di Alberto Strumia

 

L’inizio di un nuovo Tempo di Avvento, che apre il nuovo Anno liturgico, ci vede accompagnati, come “presi per mano” (manuducti, secondo l’espressione cara a san Tommaso d’Aquino), nelle prossime festività dalle “figure guida” di san Giovanni Battista (la II e la III domenica) e della Vergine Maria (l’8 del mese e la IV domenica).

Guide che ci conducono, proteggendoci, direttamente e con chiarezza sempre e solo a Cristo, al Suo Natale, alla Sua presenza “ricostruttrice” per l’Eternità di quanto l’insipienza degli uomini e dei cattivi pastori cerca sistematicamente di distruggere.

E questo ci trasmette serenità e senso di protezione sicura, in un tempo reso sempre più difficile come il nostro, dai comportamenti più assurdi e contrari al bene che si vedono ovunque, nel mondo e dolorosamente anche nella Chiesa.

– La seconda lettura. È quella serenità che, oggi, troviamo descritta da san Paolo nella seconda lettura: «Grazia a voi e pace». Una pace interiore che viene direttamente dalla Grazia della Presenza di Cristo nella Chiesa e nella storia, al di là di ogni apparenza («a motivo della Grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù»). A noi cristiani è stata data la possibilità di avere gratuitamente, e «saldamente», attraverso la Fede, una consapevolezza, una comprensione degli avvenimenti che sarebbe altrimenti impossibile («Siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza»).

Una solidità che oggi è più che mai indispensabile per resistere a quanto Satana è stato lasciato, in questo tempo, libero di fare per distruggere tutto quello che può: singole persone, famiglie, popoli, culture e civiltà. Ma, dice ancora l’Apostolo Paolo: «Egli vi renderà saldi sino alla fine», fino al «giorno del Signore nostro Gesù Cristo».

Il Vangelo. Gesù, nel Vangelo, ci chiede di renderci conto del “tempo presente” e, di conseguenza, essendo ben «consapevoli del momento» (Rom 13,11) essere molto attenti a valutarlo realisticamente, con l’attenzione necessaria («Fate attenzione, vegliate»), dando alla preghiera che riconosce la giusta proporzione che c’è tra l’“infinita” onnipotenza di Dio e la “finite” nostre capacità.

In un tempo come il nostro quello che possiamo fare, e che pure dobbiamo fare, per cambiare le cose non può essere sufficiente per contrastare l’azione di Satana e occorre avere più fiducia nel domandare a Dio con la preghiera, che nelle sole nostre forze. Presumere di fare più delle nostre umane possibilità, può rischiare di essere una subdola ricaduta nel narcisismo e nel delirio di onnipotenza tipico della nostra epoca, nella quale gli uomini e le donne si sono abituati a pensarsi e a comportarsi come se Dio non esistesse, o fosse irrilevante. Per questo il Signore raccomanda di vigilare, di stare bene attenti («State bene attenti», Lc 21,34) a non cadere in questa ulteriore trappola satanica.

– La prima lettura, con le parole del profeta Isaia, traduce in una incalzante preghiera di domanda a Dio di essere Lui stesso, ad intervenire in una situazione storica estrema, come quella che bisogna attraversare, perché le sole forze umane non sono sufficienti a liberare il popolo, che qui è simbolo dell’umanità intera.

«Ritorna per amore dei tuoi servi, per amore delle tribù, tua eredità. Se tu squarciassi i cieli e scendessi!». Una preghiera realmente fondata sulla Fede in Dio («Tu, Signore, sei nostro Padre, da sempre ti chiami nostro Redentore»), piuttosto che sulle sole forze umane.

«Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie» come succede nel mondo e purtroppo anche nella Chiesa dei nostri anni («Nessuno invocava il tuo nome, nessuno si risvegliava per stringersi a Te») che si occupa più di politica che di Cristo.

Quest’anno la liturgia del nuovo Tempo di Avvento si apre con questo “clima” per restituire “lucidità” alla ragione e “Grazia” alla Fede.

La prima, la “lucidità” della ragione che orienta a Cristo come unica soluzione ragionevole, ci sarà insegnata, particolarmente, nelle due prossime domeniche dedicate alla figura di Giovanni Battista.

La seconda, la docilità alla “Grazia” ci sarà richiamata dalla testimonianza della Vergine Maria che incontreremo nella Solennità dell’Immacolata Concezione e nell’ultima domenica di Avvento.

Poi sarà finalmente il Natale e ci ritroveremo ad essere stati “condotti per mano” da una storia personale provvidenziale, come quella che abbiamo avuto “in sorte”, o meglio “in dono”, di ricevere come “dotazione”, o meglio come “vocazione”. Ripercorriamola con gratitudine la nostra storia: grazie ad essa ora siamo qui insieme, davanti alla Presenza di Dio in Gesù Cristo.

Così ci insegna a fare anche san Paolo, ripercorrendo la storia della comunità di Corinto alla quale scrive: «Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza» (seconda lettura).

La Vergine Maria, con Giovanni Battista, ci accompagnino e ci proteggano in questo nuovo Avvento che traccia anche per questo anno il cammino buono della nostra esistenza cristiana, avendo Gesù Cristo, Via, Verità e Vita come unico e certo riferimento.

Buon Avvento! Dio ci benedica e ci protegga!

 

Bologna, 3 dicembre 2023

 

 

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