Rilancio e invito i lettori di questo blog a firmare e a diffondere la petizione su CitizenGO. Io l’ho fatto. È semplicissimo e ci vuole un secondo. Il testo della petizione di CitizenGO lo trovate sotto. Cliccate sul tasto in fondo.
Immagina che le autorità arrivino a casa tua per portarti via i tuoi figli. Nel giro di pochi minuti vengono collocati in una struttura, separati dal loro papà. Dopo alcuni mesi, le stesse autorità costringono la mamma ad abbandonarli.
Questo è esattamente ciò che è accaduto alla “Famiglia nel Bosco”. A Nathan e Catherine. E ai loro tre figli.
Tre bambini lasciati senza i propri genitori, anche se nessuno ha mai dimostrato che fossero davvero in pericolo.
Anche tu provi un senso di ingiustizia e di impotenza leggendo questa storia? Tutta la vicenda è un pugno nello stomaco.
Fa male anche solo ascoltarla: possiamo solo immaginare il dolore che la famiglia Trevallion sta vivendo di persona.
Quando le autorità intervengono così drasticamente nella vita di una famiglia, la posta in gioco non potrebbe essere più alta.
Allontanare i bambini dai loro genitori è uno dei poteri più estremi che un tribunale per i minorenni possiede. Dovrebbe accadere solo nei casi di pericolo chiaro e grave!
Eppure, in questo caso, la separazione continua, anche se non esiste alcuna minaccia dimostrata che giustifichi il mantenimento di questi bambini lontani dai loro genitori.
Il risultato? Di certo non il miglior interesse dei minori – solo sofferenza, dopo sofferenza.
E diciamo chiaramente una cosa: i bambini non si “adattano” a essere separati dai propri genitori. Gli esperti avvertono che una separazione prolungata può causare profondi traumi emotivi, lasciando cicatrici che possono durare tutta la vita.
Ogni settimana che passa rende il danno inflitto a questi minori più difficile da riparare.
La preoccupazione dell’opinione pubblica cresce di giorno in giorno e molte autorità hanno parlato del caso: non solo la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, ma anche la Ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Eppure, nonostante tutta questa attenzione, le misure contro la Famiglia nel Bosco continuano. Sembra esserci un chiaro schema di accanimento nei loro confronti.
Questa petizione esiste per due ragioni semplici ma cruciali: aiutare a riunire questa famiglia e difendere i diritti e la libertà di tutti i genitori in Italia.
La battaglia non riguarda solo Nathan, Catherine e i loro figli. Riguarda un principio fondamentale: i bambini appartengono ai loro genitori, non allo Stato!
Il legame tra genitori e figli non può essere sostituito da istituzioni, procedure o visite supervisionate.
L’amore, la cura quotidiana e la vita familiare non sono elementi opzionali nello sviluppo di un bambino: sono essenziali. Costituiscono il fondamento della sicurezza, dell’identità e del benessere emotivo di un bambino.
L’ingiustizia è palpabile: tre bambini vengono privati del diritto a stare con la mamma e il papà, e noi non possiamo più accettarlo.
Per questo ora conta la voce dell’opinione pubblica. La TUA voce.
Quando i cittadini si fanno sentire, le istituzioni rammentano che le decisioni sui minori devono essere guidate non solo da procedure burocratiche, ma anche da umanità, proporzionalità e buon senso.
È quindi necessario un intervento immediato per prevenire ulteriori danni e garantire che questo caso venga riesaminato con l’obiettivo chiaro di ripristinare l’unità familiare.
Lo Stato deve rispettare il diritto fondamentale delle famiglie di crescere i propri figli.
Quando una famiglia viene separata senza una motivazione chiara, i bambini non vengono protetti: vengono solo feriti.
E le conseguenze vanno oltre una singola casa. La famiglia è la cellula fondante della società, e proteggerla è una responsabilità che condividiamo tutti.
Se questa campagna fallisce, il danno non si fermerà ai Trevallion.
La vicenda rischia di normalizzare un sistema in cui i bambini possono essere tolti ai propri genitori con estrema facilità, indebolendo il principio secondo cui le famiglie dovrebbero restare unite e mettendo molti altri a rischio.
Ma se avremo successo, potremo aiutare questi bambini a tornare dai loro genitori e inviare un messaggio potente: i legami familiari devono essere difesi perché la Famiglia conta.
Il tempo stringe. Ogni giorno in più di separazione acuisce il dolore dei bambini e dei loro genitori.
Stai dalla parte della Famiglia nel Bosco: esorta il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila a riunire i bambini con entrambi i genitori e a farli finalmente tornare a casa.
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Anche l’associazione Pro vita & famiglia sta raccogliendo le firme per una iniziativa analoga