In tutto il mondo si moltiplicano gli attacchi alla libertà di opinione riguardo all’orientamento sessuale. In Canada il Parlamento sta per rinnovare il divieto di effettuare consulenze e psicoterapie per affrontare le attrazioni indesiderate verso persone dello stesso sesso. In questo articolo LifeSiteNews lancia l’appello di una donna che ne ha tratto invece un grande giovamento a fermare questo progetto di legge.

 

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“Non avrei potuto avere molto dell’aiuto che ho ricevuto “, ha detto Van Beek, se il governo seguisse la sua intenzione di vietare le consulenzeper superare le attrazioni dello stesso sesso.

Una donna convertita al cristianesimo che ha superato la sua attrazione omosessuale per grazia e con il sostegno dei suoi pastori esorta il governo progressista canadese a non criminalizzare la cosiddetta “terapia di conversione”.

“Sono un’ex lesbica che ha scelto di abbandonare la vita e la pratica di uno stile di vita omosessuale”, dice Wilna Van Beek in un video coprodotto da LifeSiteNews e Campaign Life Coalition, associazioni pro-vita e pro-famiglia del Canada.

“È stato un viaggio lungo e a volte doloroso”, aggiunge la Van Beek, originaria del Sud Africa che ora vive nel Saskatchewan.

Ha raccontato di alcuni elementi chiave che hanno contribuito alla sua liberazione dall’attrazione indesiderata per lo stesso sesso dopo “un giro sulle montagne russe” di di angoscia e tumulto durato circa 18 anni.

“La prima cosa è stata la parola di Dio, la seconda la conversione a Cristo e poi la terza è stato riuscire a parlare con qualcuno di quello che stava succedendo nel mio cuore. Questo è stato utile e non dannoso”. 

Van Beek ha ricordato che si è sempre sentita diversa essendo cresciuta in una famiglia disfunzionale con i genitori in perenne lite, dove c’erano abusi verbali e fisici.

“In questo modo il mio cuore è stato ferito” e “ho anche sviluppato una tremenda paura nei confronti degli uomini”, ha detto.

Ma dopo aver iniziato a leggere la Bibbia che sua madre le aveva dato all’età di otto anni, “la verità è entrata nel mio cuore” e “ho imparato cosa era giusto e cosa era sbagliato. Ho imparato cosa piaceva al Signore e cosa non gli piaceva”.

“Ho accettato pienamente Gesù nella mia vita e nel mio cuore all’inizio degli anni ’90”, ma i desideri omosessuali sono continuati, ha detto Van Beek.

I suoi tentativi di “seguire Gesù” mentre perseguiva relazioni lesbiche hanno provocato “una grande lotta nella mia vita” che è continuata per quasi 20 anni, ha raccontato.

“Questo è quello che mi è successo quando ho iniziato a vivere e praticare uno stile di vita omosessuale: ho sentito che stavo ergendo un muro tra me e Dio”.

Questa sensazione di separazione è diventata così “insopportabile nel tempo” che un giorno nel 2003 “sono caduta sul pavimento della mia camera da letto, e ho gridato a Dio dicendogli: ‘Dio, ho bisogno che tu mi cambi. Ho bisogno che tu mi aiuti, perché non posso, e non voglio vivere più senza la tua presenza nella mia vita’ “

A questo punto, ha scelto di essere casta ma è rimasta “profondamente” sgomenta e delusa quando si è sentita attratta da una donna che ha incontrato poco dopo.

“Questa volta, tuttavia, non ho ceduto, perché mi sono rivolta subito a Dio ma ho anche avuto il coraggio di andare dal mio pastore e da sua moglie e parlare con loro per la prima volta nella mia vita” ha detto la Van Beek.

“Non solo mi hanno accolto a casa loro, ma mi hanno ascoltato, mi hanno parlato, hanno pregato per me e con me, e … hanno creato un posto sicuro nella loro … nella loro casa, e sono riuscita a riversare tutto ciò che avevo nel cuore”.

Sono diventati anche i suoi “responsabili”, a cui poteva rivolgersi per chiedere aiuto e incoraggiamento quando si sentiva “debole”, ha detto la Van Beek.

Più tardi nella vita, è andata da un counsellor cristiano per affrontare la sua rabbia, solo per scoprire che alla radice della sua rabbia e delle sue inclinazioni omosessuali c’era la paura.

“E quando siamo riusciti ad affrontare questo”, si è liberata dai desideri omosessuali, ha raccontato.

“Oggi festeggio 17 anni di vita casta e inoltre posso testimoniare che le mie attrazioni per lo stesso sesso non esistono più. “

La storia di Van Beek è la quarta di una serie di video testimonianze di persone che hanno lasciato la vita omosessuale e ora stanno esortando i senatori e i membri del parlamento canadesi a non rendere un crimine aiutare i minori a superare l’attrazione indesiderata per lo stesso sesso, o a pubblicizzare o trarre profitto nel fornire tale consulenza.

Se fosse stato così quando si era rivolta al suo pastore e sua moglie, “avrebbero avuto troppa paura di andare contro la legge, e quindi non sarebbero riusciti a stare al mio fianco in questo percorso, a parlare con me, pregare con me, e così non avrei potuto ottenere guarigione e risanamento e molto dell’aiuto che ho ricevuto”, ha detto la Van Beek.

Il Bill C-8, l’ex legge federale che criminalizzava la “terapia di conversione”, è decaduto quando Trudeau ha prorogato il Parlamento in agosto, ma Jack Fonseca, direttore delle operazioni politiche per Campaign Life, ha previsto che i progressisti reintrodurranno un disegno di legge simile “molto presto”.

“Sappiamo che con la possibile eccezione dell’omicidio di bambini nel grembo materno, nulla eccita Trudeau più della promozione di ideologie transumane-omosessualiste mentre perseguita i cristiani”, ha detto a LifeSiteNews giovedì.

In effetti, più tardi quello stesso giorno, il ministro della giustizia David Lametti ha presentato il disegno di legge C-6, un atto per modificare il codice penale (sulla terapia di conversione), un disegno di legge identico al C-8 .

Alla luce di ciò è ancora più urgente agire, ha detto Fonseca a LifeSiteNews.

Campaign Life chiede “a tutti i cittadini pro-famiglia e a tutti quelli che sostengono le nostre libertà civili, di condividere questo video con il loro parlamentare e con le persone che conoscono in modo da poter continuare a costruire l’opposizione a questo attacco frontale alla missione cristiana centrale di “conversione” dal peccato”, ha detto.

Ha anche esortato ad inviare al loro parlamentare un messaggio conto la criminalizzazione di “ciò che viene etichettato falsamente come ‘terapia di conversione’, ma che in realtà è solo consulenza pastorale o psicoterapia tradizionale”.

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